Titanfall – Recensione

Appena dopo la scissione da Infinity Ward, Jason West e Vince Zampella annunciarono che si sarebbero subito messi al lavoro per creare il first person shooter che avrebbe ucciso...
Titanfall – Recensione 1




Appena dopo la scissione da Infinity Ward, Jason West e Vince Zampella annunciarono che si sarebbero subito messi al lavoro per creare il first person shooter che avrebbe ucciso Call of Duty, a distanza di quattro anni, dopo la fondazione di Respawn Entertainment, Titanfall è pronto a tentare l’ambizioso progetto!

La campagna multiplayer è una feature che i videogiochi propongono abbastanza raramente, lo fece ad esempio Unreal Tournament 3, lasciando in ogni caso la possibilità di giocarla completamente in single player (con i classici livelli di difficoltà selezionabili). In Titanfall la campagna può essere giocata unicamente contro altri giocatori in carne ed ossa, perciò il livello di sfida è determinato dall’abilità del team avversario, i bot saranno impostati sempre ed unicamente ad un livello di sfida scandalosamente basso, paragonabile alla difficoltà facile (forse nemmeno) di titoli singleplayer classici.

Abbiamo provato a seguire la trama, ma è stato davvero difficile, e non di certo a causa di un complesso intreccio narrativo, il vero problema è la quantità di azione a schermo, la quale rende alquanto difficile il concentrarsi sui log audio-video dei personaggi che di volta in volta ci andranno ad informare degli sviluppi in corso. In un gioco single player i dialoghi si attivano di norma in fasi relativamente “calme”, in una partita multiplayer l’azione è invece praticamente ininterrotta dall’inizio alla fine, e il rischio di non riuscire a prestare attenzione alla storia che si sta svolgendo è praticamente certo.

Non che trascurando la trama ci perderemo granché, sembra quasi che Respawn Entertainment non abbia voluto investire eccessivamente per quanto riguarda la storia, pur pubblicizzando notevolmente l’aspetto della campagna multiplayer. La trama risulta infatti scialba, priva di mordente e con una notevole sensazione di déjà-vu, i colpi di scena sono completamente assenti e i personaggi sono fin troppo stereotipati e ridotti a macchiette, I livelli di gioco sono poi i medesimi che ritroveremo nella modalità multiplayer classica, e gli obbiettivi stessi si rifanno in toto alle modalità Logoramento e Punti di controllo. Ci troviamo, in sostanza, di fronte ad una trama che offre giusto una motivazione alla guerra tra le due fazioni (Milizia e IMC), lasciando il compito di intrattenere al gameplay, piuttosto che alla narrazione.

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La prima volta al comando dei giganti

Al vostro primo match online non sarete minimamente preparati a ciò che vi aspetta, e non mi riferisco al livello di sfida, ma all’esaltante atmosfera che andrete a respirare: nei panni di veri e propri super-soldati, i giocatori in carne ed ossa (6 per team) saranno affiancati da parecchi bot che verranno via via fatti sbarcare sul campo di battaglia come rinforzi, per cui preparatevi a veder piovere capsule da trasporto o sopraggiungere navi da carico piene di nuove truppe ansiose di scovare il nemico. Questi eventi scriptati si attivano automaticamente nel corso della partita, e contribuiscono ad immergere il giocatore nel contesto della battaglia, rendendola credibile in un modo che solo pochi altri sparatutto online possono offrire.

Ed ora passiamo al pezzo forte, i Titan! una volta che sarà scaduto il conto alla rovescia in basso a destra nell’Hud, potremmo farci recapitare direttamente dallo spazio il nostro gigante d’acciaio! Vederlo piovere come un meteorite incandescente per poi far tremare tutti i dintorni una volta abbattutosi al suolo,  farà sgranare gli occhi anche a  coloro che pensavano ormai di aver visto tutto dai videogiochi. Una volta a bordo si ha realmente la sensazione di invincibilità, dato che avremmo una grossa barra della vita  (con tanto di scudo ricaricabile) che si contrappone alla fragilità del pilota appiedato, per non parlare della mostruosa potenza di fuoco che saremo in grado di sprigionare con un semplice click.

Un coraggioso pilota avversario si appresta venire calpestato!

Un coraggioso pilota avversario si appresta a venire calpestato!

 

L’epicità delle prime partite non caratterizzerà, purtroppo, perennemente l’esperienza di Titanfall, ad esempio l’animazione di entrata nel Titan, che le prime volte ci aveva lasciato letteralmente a bocca aperta, diventerà presto un fastidioso rallentamento dell’azione, che vorremmo saltare il più velocemente possibile. In breve Titanfall perde il suo fascino e parte della sua atmosfera decisamente troppo presto, e se questo non sarebbe certamente un problema in una breve campagna singleplayer, potrebbe stancare dopo parecchie ore di gioco multiplayer alle spalle.

 

L’ABC dei robottoni

Il gameplay, nonostante lo si provi a negare, strizza l’occhio a Call of Duty, dopotutto da Respawn Entertainment non ci si sarebbe potuti aspettare qualcosa di diverso. Preparatevi a scontri a fuoco rapidi ed adrenalinici, dove riflessi velocità contano più di strategia. Sono altresì innumerevoli le differenze rispetto al titolo di riferimento, una su tutte la velocità di movimento, quasi ai livelli di fps arena classici, e ad impreziosire ed elevare ulteriormente il gameplay ci pensa il sistema di wall run alla Prince of Persia e il doppio salto, che concatenati in prossimità di superfici adatte danno innumerevoli spunti per trick e schivate.

Rispetto a titoli dello stesso genere, gli scontri a fuoco tra piloti danno un leggero margine di reazione in più, diciamo che invece di tre colpi, ne serviranno quattro per far fuori gli avversari, una barra della vita più generosa avrebbe forse giovato all’aspetto di sfida competitiva, dato che in genere si morirà colpiti da dietro senza nemmeno essere in grado di reagire ai colpi avversari. A ricordarci che si tratta di un titolo multipiattaforma ci pensa un sistema di mira assistita che provvederà a spostarci la croce del mirino in direzione del nemico, semplificandone in parte l’intercettazione. Un po’ come accade in CoD, il gameplay sarà veloce e lascerà decisamente poco spazio al lavoro di squadra, abbracciando maggiormente la filosofia di uomo-esercito.

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La vita ridotta, la velocità degli scontri, burn cards(di cui parleremo più avanti), e altre features, offrono kill facili occasionali a chiunque abbia la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, magari alle spalle dell’ avversario, perciò anche il pilota più abile incomberà quasi obbligatoriamente in qualche morte accidentale.

 

Un salto in officina

L’arsenale si differenzia in tre categorie, armi primarie, secondarie e anti-titan, le ultime di fatto totalmente inefficaci contro la fanteria, in sostanza l’arma che andremo ad adoperare per la maggiore sarà la nostra arma primaria, la scelta ricadrà quindi su sole 10 armi, che comprendono tutte le categorie di armi che siamo abituati a trovare nei titoli bellici, da fucili d’assalto agli shotgun, passando per gli immancabili fucili di precisione. A dire il vero vista l’ambientazione futuristica ci si sarebbe aspettati qualche arma più ispirata, come fucili laser/plasma e aggeggi del genere, tutte le armi della fanteria saranno invece con funzionamento a proiettile, unica vera eccezione è la pistola aim-bot, in grado di agganciare i nemici e farli fuori in automatico, essa risulta però ben bilanciata, dato che il tempo di lock sul bersaglio rende l’aggancio fattibile solo nel caso l’avversario non si accorga di noi o resti praticamente fermo, rendendola una buona arma per scoraggiare il camping. Non delude invece l’arsenale dei Titani, decisamente più ricercato e caratterizzato, avremmo fucili laser a colpo caricato, lanciarazzi, sparachiodi formato gigante e altro, ricordiamoci che il nostro mecha potrà però portare solo un’arma per volta, senza avere la possibilità di cambiarla raccogliendone una da terra, come possiamo invece fare con i piloti.

La criticata pistola "aim-bot" non risulta in fin dei conti così sbilanciata

La criticata pistola “aim-bot” non risulta in fin dei conti così sbilanciata

 

La personalizzazione, sia del pilota che del titan, passa anche dall’equipaggiamento (granate), e da due slot kit, ovvero un altro nome per chiamare i perk passivi, avremmo inoltre la possibilità di dare al nostro alter ego un’abilità speciale attivabile, che ricordano un po’ le modalità della nanotuta di Crysis, solo che qui saremmo legati all’abilità scelta per tutta la partita: avremmo ad esempio un’incremento di velocità e rigenerazione salute, oppure una temporanea invisibilità etc..

Una feature che svela l’anima decisamente casual del titolo è il mazzo delle burn cards, in sostanza delle carte attivabili distribuite casualmente alla fine di ogni match, che daranno un vantaggio più o meno marcato sul campo di battaglia se utilizzate: si spazia dall’equipaggiare versioni di armi potenziate, all’avere una riduzione del cooldown di richiesta del Titan, le carte rare avranno dei vantaggi ulteriormente incrementati.

Il multiplayer definito “classico” offre cinque differenti modalità: Cacciatore di piloti e Logoramento sono entrambe rivisitazioni del deathmatch a squadre che tutti conosciamo, tenendo o meno conto anche delle morti dei mignon (bot); Sopravvivenza Titan è un deathmatch senza rientri, in cui tutti i piloti iniziano a bordo del loro compagno d’acciaio; Punti di controllo e Cattura la bandiera sono invece modalità che si auto esplicano col loro stesso nome.

Le mappe sono in genere molto articolate e ricche di ambientazioni sia interne che esterne, hanno una discreta varietà e a parte qualche caso sono tutte decisamente ispirate e ben caratterizzate, in ciascuna sono presenti vari spot per l’ esecuzione di trick e acrobazie aeree, alcune danno anche la possibilità di usare cavi di spostamento veloce, magari falciando nemici a mitra spianato durante la discesa.

 

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La tecnologia sotto la corazza

Per la scelta del motore grafico, la Respawn Entertainment ha deciso per il Source Engine, il famoso motore firmato Valve, esso ha tuttavia subito notevoli modifiche e boost, tanto da risultare irriconoscibile. Graficamente infatti ci troviamo di fronte ad una produzione sopra la media, le texture, con alti e bassi, hanno un’alta risoluzione e le superfici sono ricche di poligoni, aggiungendo gli effetti di luce e ombre otteniamo un colpo d’occhio veramente soddisfacente.

Un tale effetto visivo non si traduce necessariamente in esosi requisiti di sistema, il nostro sistema di prova, un AMD FX-8320 affiancato ad una NVIDIA GTX 760 e 8 GB di ram e riuscito a maxare tranquillamente tutti numerosi i settaggi compreso il FOV a 90°, col filtro texture a 4x e l’AA a 8x CSAA, mantenendo il frame inchiodato ai 60 FPS, il massimo raggiungibile per ora. Riguardo al frame, Zampella in persona ha twittato sul famoso social network che sono al lavoro per lo sblocco del suddetto, per cui è solo questione di tempo prima di potercelo godere appieno nei nostri monitor a 120 Hz.

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NVIDIA e Respawn Entertainment hanno promesso di inserire il prima possibile alcune tecnologie NVIDIA GameWorks, il TXAA (Temporal anti-aliasing) è una delle prime, un sistema di anti-aliasing che riesce a garantire un risultato migliore con uno sfruttamento minore di risorse se messo a confronto con il MSAA. A seguire il team andrà ad aggiungere l’HBAO+ (Horizon Based Ambient Occlusion+) che tende a riprodurre in maniera più realistica e più dettagliata le ombre intorno alle superfici. Inoltre ci sarà il supporto alla risoluzione 4K per ottenere un esperienza di gioco unica. Di sicuro NVIDIA GameWorks andranno a migliorare notevolmente l’esperienza di gioco, non ci resta che aspettare una data per questo aggiornamento.

Uno dei rammarichi maggiori è la completa assenza di distruttibilità ambientale, e guidando un gigante di 7 metri di svariate tonnellate, tale mancanza è decisamente sentita.

 

La distruttibilità ambientale nel suo massimo picco (fatto male anche quello)

La distruttibilità ambientale nel suo massimo picco

 

La colonna sonora si rivela sottotono e anonima, quasi a fare giusto sottofondo alla campagna, anche effetti di armi e esplosioni non stupiscono per qualità e campionatura, rendendo tutto il comparto audio inferiore  rispetto alla qualità generale del titolo.

Trucchi e consigli

Se incappate in un fastidioso tearing, la soluzione classica in ogni gioco è applicare il V-Sync, anche se in un titolo multiplayer questo si traduce in lag aggiuntivo, in Titanfall si aggiunge anche una fastidiosa accelerazione del mouse, che i puristi non potranno sicuramente sopportare, esiste un modo per annullarlo, ovvero attivare il V-Sync solo dal pannello di controllo NVIDIA/AMD, su quello Nvidia basta seguire questi passaggi: Gestisci impostazioni 3D > Impostazioni programma, a quel punto selezionate Titanfall (o aggiungetelo all’elenco se non compare da sé), andate su sincronizzazione verticale e impostate attivato.

Un nuovo titano è tra noi

Titanfall si è rivelato infine un vero e proprio successo commerciale, balzando in cima alle classifiche di vendita nella sua settimana di uscita, e nonostante un vasto gruppo di denigratori lo additasse come un clone di CoD, è riuscito ad esprimere le sue potenzialità e rendere tutte quelle speculazioni infondate. Titanfall, in un momento dove i titoli commerciali sono tutti sempre più simili tra loro, offre si un prodotto adatto ad un vasto pubblico, ma dimostra di avere caratteristiche uniche e meccaniche fresche, che ha in ogni caso come primo obbiettivo quello di intrattenere.

Pro

  • Primo impatto impressionante
  • Gameplay ben bilanciato
  • Idee originali

Contro

  • Distruttibilità ambientale assente
  • Sistema di movimento intrigante ma marginale ai fini del gameplay

Commento Finale

7,5

West e Zampella sono fieri di lanciare sul mercato il loro titanico progetto, siete pronti a guidare il vostro mecha assetato di sangue incontro al nemico?

 

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