In Verbis Virtus - Anteprima 2

Chiunque abbia avuto un’infanzia segnata dalla nerditudine e dai giochi di ruolo e libri game, sa con quanta meraviglia e stupore si guardava alle gesta dei maghi, uomini che con la sola parola potevano creare fiamme dalle mani, far lievitare oggetti e persone, o creare la luce anche nei dungeon più oscuri e profondi. Probabilmente è stato proprio questo desiderio che ha spinto i ragazzi di Indomitus Games, team completamente italiano, a creare In Verbis Virtus. In effetti il titolo in questione è una sorta di simulatore di mago misto ad un puzzle game, dove il giocatore deve farsi strada all’interno di un misterioso tempio sperduto tra le sabbie del deserto, con il solo aiuto della sua magia. La versione che abbiamo provato, e di cui parleremo in questo articolo, è quella del Early Access disponibile su Steam.

 

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Ludicum Verbis

Dura la vita del mago, sempre in pellegrinaggio per accrescere le proprie conoscenze e poteri rischiando la propria vita; ed anche nel titolo in questione le cose non cambiano. Appena lanciato il gioco ci ritroveremo nel mezzo di un deserto assolato, stremati dal lungo viaggio e senza la certezza di vedere un’altra alba. Non passerà troppo tempo prima che davanti a noi si mostri l’entrata di un maestoso tempio nascosto tra le roventi roccie del deserto. Ed è proprio qui che la vera avventura inizia, una volta varcate le porte ed aver risolto il primo enigma.

 

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Le prima fasi del gioco si concentreranno sull’esplorazione dei sotterranei del tempio, e sull’apprendimento delle prime formule magiche con cui poter risolvere i vari puzzle all’interno del gioco. Ed è proprio qui che arrivano le 2 caratteristiche più peculiare e sorprendenti di In Verbis Virtus! La prima è che i ragazzi del gioco hanno creato una lingua nuova, il “Maha’ki“, grazie alla quale si potranno evocare tutti gli incantesimi del gioco a patto di conoscere le varie formule; la seconda che è quella che contraddistingue IVV più di ogni altra cosa, è il fatto che ogni incantesimi dovrà esser pronunciato al microfono per poter esser lanciato. Se la cosa può suonare un po’ bizzarra, vi assicuro che provando il gioco in questione verrà naturale ritrovarsi a ripetere parole sconosciute per progredire con la storia, e si può aggiungere un tocco di sfida in più cercando di ricordarsele tutte a memoria senza dover ricorrere a consultare il proprio libro di magia ogni volta che ci serve un particolare incantesimo.

 

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All’inizio del gioco non disporremo di nessuna magia, ma sarà proprio grazie all’esplorazione del dungeon che troveremo obelischi incisi con rune magiche che ci insegneranno i vari incantesimi. Viene da se quindi che l’esplorazione è parte fondamentale del gioco, senza la quale non si può progredire. Ed intendo esplorazione vera e propria, perchè al contrario di molti giochi attuali dove i livelli si riducono a lunghi corridoi costringendo il giocatore a seguire un binario già programmato dagli sviluppatori, in In Verbis Virtus il giocatore dovrà spesso tornare sui suoi passi dopo aver appreso una nuova magia, e per scoprire dettagli ed informazioni che in un primo momento erano sfuggiti. Il backtracking è presente nel gioco, ma fortunatamente non in maniera eccessiva da rendere noiosa l’esperienza esplorativa, ed anche quando ci si perderà nei cunicoli sotterranei, perchè succederà di perdersi tranquilli, sarà sempre piacevole ammirare l’ottimo lavoro con cui sono stati realizzati tutti gli interni del gioco.

 

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“Magie” Grafiche

Solitamente quando si pensa a titoli indie, e purtroppo anche a giochi “made in Italy“, si tende a dar per scontato che il comparto grafico sia carente, al limite della sufficienza o che sia bidimensionale, per far fronte alla mancanza di grafici 3d nei vari team di sviluppo. Anche da questo punto di vista In Verbis Virtus sbalordisce il giocatore, proponendo un estetica ed una cura al dettaglio che nulla ha da invidiare ai titoli tripla A. I ragazzi di Indomitus Games di certo hanno lavorato molto sull’Unreal Engine per regalarci un’esperienza visiva di prim’ordine. Rimasi affascinato nel vedere il contrasto tra coloratissime piante luminose sparse lungo cunicoli scuri come la pece, i dettagli presenti in ogni angolo delle varie stanze che compongo il tempio, ricchi di scorci panoramici, statue raccapriccianti e giochi di luce multi-colore. Ho ritenuto opportuno inserire nell’articolo screenshot che ho fatto personalmente per mostrare a tutti i lettori quello di cui sono stati capaci i ragazzi di Indomitus Games, senza artifizi e photoshoppate di sorta; credo che le immagini che vedete in questo articolo valgano molto di più di ogni parola che io possa spendere per tessere le lodi ai grafici del team italiano.

 

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Ma ciò che ancor di più sorprende è l’ottimizzazione che il gioco possiede. In un paio d’ore di gioco non ci è capitato di trovare un bug, un glitch, una sbavatura grafica, e nemmeno un calo di FPS. È incredibile pensare alla cura ed alla passione che è racchiusa in questo gioco, sopratutto se si mette a confronto con titoli ben più famosi che soffrono di pecche dal lato tecnico nonostante siano stati creati da software house di fama mondiale. Non c’è che dire, se cercate caramelle per gli occhi, In Verbis Virtus con i suoi giochi di luce, e le sue strutture architettoniche rifinitissime non vi deluderà!

 

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Unici due nei che possiamo permetterci di far notare, badando bene che parliamo sempre di una versione Early Access; sono il comparto audio buono ma ancora migliorabile per varietà di suoni e di musiche, e qualche piccola sbavatura grafica quando si emette il raggio di luce dalla propria mano verso un qualche cristallo colorato. Insomma, nulla che rovini l’esperienza di gioco o che non si possa risolvere con un prossimo aggiornamento ( che siamo tutti convinti che non tarderà ad arrivare! )

Allo stato attuale il gioco nonostante sia in Early Access è già a buon punto, godibile ed interessante nel gameplay, se a questo aggiungiamo un prezzo di 15,99 euro, In Verbis Virtus risulta esser un ottimo titolo da provare sicuramente, grazie all’ottima realizzazione grafica di cui gode, e alla sua peculiarità nel castare le magie.

 

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