Depraved è uno di quei indie molto poco conosciuti, un gioco che abbiamo scoperto per caso, ma che ci ha incuriosito per l’idea di fondo. Un gestionale ambientato nel Far West con meccaniche nuove legate a quel periodo storico, questa ci era sembrata una buona idea. Purtroppo, mouse alla mano, Depraved non ci ha per nulla entusiasmato, leggete la nostra recensione per scoprire perché.
Un accesso anticipato troppo anticipato
Depraved ci mette al comando di un gruppo di pionieri nel Far West, il nostro primo compito sarà quello di stanziarci in un punto della mappa costruendo il municipio. Costruendolo si sbloccheranno i primi edifici: le case di livello minore, il taglialegna, il bagno insomma tutti gli edifici base per far crescere la nostra comunità. L’intero gioco si basa sul soddisfacimento dei bisogni dei nostri cittadini, cosi da farli “evolvere” alla classe superiore e sbloccare nuovi edifici. Ci sono tre tipi di cittadini: pionieri,(gli abitanti iniziali della nostra città) coloni e mercanti, ognuno con bisogni differenti da soddisfare. Soddisfare i bisogni dei cittadini sarà molto semplice, in quanto il sistema economico che regge il gioco è troppo basilare, andare in rosso sarà impossibile. Per far mantenere i bilanci in positivo ci basterà costruire un paio di case, guadagnando affittandole ai cittadini. Se volessimo ottenere risorse finanziarie extra, possiamo anche vendere le merci in più che produciamo.

Conclusioni
Depraved è un accesso anticipato fin troppo anticipato, il prezzo a cui viene venduto attualmente, ben 23€, è completamente sproporzionato rispetto ai contenuti che il gioco offre al lancio. Gli sviluppatori stanno migliorando il gioco giorno per giorno seguendo i consigli della community, ma per arrivare a un titolo che vale quella cifra ci vorrà molto tempo. Per adesso quindi lo bocciamo, magari lo riproveremo fra qualche mese quando lo sviluppo sarà andato più avanti.

