Toren – Anteprima

Prodotto dalla brasiliana Swordtales e supportata dalla Brazilian Cultural Incentive Law, Toren si presenta come un’avventura in terza persona, piena di puzzle, ambienti da esplorare e combattimenti da vincere....
Toren – Anteprima 1




Prodotto dalla brasiliana Swordtales e supportata dalla Brazilian Cultural Incentive Law, Toren si presenta come un’avventura in terza persona, piena di puzzle, ambienti da esplorare e combattimenti da vincere. L’anteprima provata comprendeva la prima mezz’ora di gioco, che permetteva di toccare con mano il gameplay, i primi accenni di storia e la bontà dei puzzle e dei combattimenti.  Vediamoli nel dettaglio!

Respiro di Pietra

Il gioco inizia mettendoci nei panni di una donna adulta dal vestito rosso, bardata con vari oggetti magici e armata di spada, in procinto di affrontare un enorme drago nero. Ma le cose non vanno per nulla bene, l’enorme creatura alata nera infatti ha, invece di sputare fiamme, il potere di pietrificare l’ambiente circostante con il suo soffio magico, e la spada capace di annullare tale sortilegio, disgraziatamente vola via dalle mani della donna, e trovandosi alla mercé del soffio pietrificante, come ultimo gesto disperato alza al cielo una pergamena, in direzione in un anziano affacciato su un balcone. Ma l’ultimo barlume di vita che risiedeva nel suo corpo viene tramutato in pietra, ponendo così fine all’esistenza biologica della povera donna, costretta probabilmente a passare l’eternità in un museo.
Ma quello che è stato appena mostrato non era altro che un flashforward delle vicende della donna, e il gioco vero e proprio comincia dopo pochi attimi, con la protagonista che era ancora una infante, costretta a gattonare perché ancora non ha imparato cosa sia l’equilibrio, in un breve epilogo che ci spiega chi siamo veramente.

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La torre Toren

Narra la vicenda che parecchio tempo prima, l’Umanità costruì la Toren, la torre che dà il nome al gioco, con il preciso scopo di raggiungere e toccare con mano la luna. Ma come anche la storia della Torre di Babele insegna, tale affronto verso la sacralità delle costellazioni e del cielo soprastante la terra viene oltremodo fermata dal Sole stesso, e come punizione per tale affronto intrappolerà la luce della luna all’interno di un enorme drago nero, che da quel momento in poi vigilerà sulla Toren come una madre controlla il proprio pargolo da eventuali predatori. Ma la giovane bambina non è una normale poppante, bensì sarà colei che compierà la profezia di scalare la grande torre e porre fine all’esistenza del drago, affinché la luce della luna possa tornare a risplendere ancora una volta nel cielo notturno.
La parte dove controlleremo l’infante altro non è che un mero pretesto narrativo, ma che dà al giocatore la possibilità di tastare con mano i primi rudimentali controlli che Toren offre. Ci troviamo di fronte a un titolo che richiede solamente l’ausilio dei canonici tasti di movimento, dello spazio per saltare e del clic sinistro del mouse per interagire con l’ambiente circostante o per attaccare con la spada. Tutto qui. In alternativa è comunque possibile usare il pad. Non esiste comando per estrarre e riporre la spada, bensì sarà il gioco a farlo per noi quando i nemici saranno vicini.

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La prima cosa “atipica” che si nota subito è la gestione della telecamera. Il gioco non è propriamente in terza persona, con la telecamera che resta perennemente dietro le spalle del personaggio giocabile, bensì si muoverà in maniera autonoma da debita distanza in un punto prestabilito della scena. Purtroppo questa soluzione porta con sé un unico, piccolo svantaggio, ovvero che in certi frangenti, l’inquadratura scelta risulta alquanto infelice per eseguire alcune azioni, come i salti, sia per ostacoli casuali posti tra la telecamera e la protagonista, sia per la difficoltà di capire quale sia l’allineamento corretto tra un bordo e l’altro di un dirupo da saltare. Fortunatamente la protagonista è capace di aggrapparsi a sporgenze in caso di salti errati, ma nel caso non fosse possibile, il solo destino ad attenderla sarà una morte prematura. In caso del genere, tuttavia, il gioco non ricarica il salvataggio, bensì ci farà rinascere al checkpoint, tenendo intatti i nostri progressi sui puzzle. Tuttavia, la ragazzina non è particolarmente agile o veloce, e ci sarà da ripetere varie fasi platform che porteranno via anche un minuto prima di poter riprendere da dove era dipartita.

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Il sacrificio della gioventù

Finita la brevissima parte dell’infante, il gioco ci porta a comandare una giovane bambina, in procinto di fare i primi, timidi passi che la porteranno in cima sulla Toren. Bambina che sarà destinata a crescere a vista d’occhio in certi frangenti scriptati, diventando quindi una ragazza e infine una adolescente, in quanto è scritto nel destino che il sacrificio che dovrà compiere sarà la perdita della propria gioventù. Ma non sarà sola durante la sua impresa. Sebbene dal punto di vista umano ci sia solo un anziano saggio che ci guiderà con una mano invisibile con le sue perle di saggezza, un aiuto più concreto lo darà l’Albero della Vita, la cui crescita è fondamentale affinché i suoi robusti rami ci aiutino a raggiungere posti altrimenti irraggiungibili. Saranno poi fondamentali i vari artefatti recuperati nel corso dell’avventura, che spaziano da scampoli di armatura che ci proteggono da vari pericoli, fino alla più importante spada già accennata in precedenza.
La spada svolge un ruolo chiave nei pochi puzzle che si sono parati davanti, utile ad esempio per affettare semplici viticci che incastravano travi di legno da spostare, ma ci sono anche puzzle dove occorre usare solo la logica e un briciolo di osservazione dello scenario per poterli portare a termine.

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Ci sono poi dei frangenti dove bisogna combattere dei mostri. Nell’anteprima provata questi erano di un unico tipo, una sorta di “sgorbio” simile a dei rospi capaci di saltarci addosso, facendoci perdere il controllo della nostra giovane bimba facendola vagare a caso e costringendoci a premere furiosamente il tasto azione per liberarcene, pena la possibilità di cadere da un bordo terminando prematuramente la partita. Purtroppo i combattimenti sono molto elementari, e contro mostri del genere si preme furiosamente il tasto di attacco sperando di colpirli in tempo, senza tuttavia fornire alcun tipo di feedback sonoro in caso si porti a segno un attacco.
Discorso leggermente diverso lo scontro con il drago, anche se è stato sapientemente mascherato da puzzle. Infatti, ad ogni attacco portato a termine con successo la maestosa bestia scaraventava la spada in un posto poco lontano, costringendo a nasconderci in certi posti dove il suo letale soffio non poteva raggiungerci, per poi recuperare l’arma bianca e attaccarlo di nuovo a testa alta.

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Verso la Cima della Torre

Anche se dal punto di vista meramente grafico ci troviamo di fronte a un titolo alquanto povero per resa visiva, animazioni e modellazione poligonale, si può tranquillamente chiudere un occhio e sperare che il comparto narrativo, il level design e la qualità degli enigmi siano di buon livello. Toren è ancora in sviluppo, e uscirà probabilmente entro la fine dell’anno corrente, quindi c’è ancora tempo per limare certi difetti riscontrati in questa anteprima, come la questione delle inquadrature imperfette o per lo scarso appagamento degli sporadici combattimenti, ma ha tutte le carte in regola per poter essere un gioco quantomeno interessante e curioso.

 
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