Microsoft e il gaming su PC - Fidarsi è bene... 1
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Microsoft e il gaming su PC – Fidarsi è bene…

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Si sa, Microsoft e il PC Gaming non sono mai andati molto d’accordo.
I dissapori, iniziati a partire dal lontano 2007 con il lancio dello sfortunato Games for Windows Live, continuano tutt’oggi con le numerosissime reazioni negative di sviluppatori, critica e utenza al nuovo sistema d’integrazione tra i vari dispositivi che utilizzano Windows 10, ovvero UWP.
Durante la recente conferenza tenuta all’E3 di Los Angeles, Microsoft ha dichiarato di voler unificare Xbox e PC in un unico ecosistema che avrebbe come colonne portanti feature esclusive come cross buy, cross play e salvataggi condivisi, di certo un gran bel passo avanti non privo di rischi per l’azienda statunitense, decisa più che mai a cancellare il divario creato dalle differenze hardware.
Ma, conoscendo Microsoft, ci sarà davvero da fidarsi?

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Se dovessimo guardare esclusivamente al passato risponderemmo di no, d’altronde il tentativo di monopolizzare il gaming su PC con GFWL ed in seguito con Marketplace si è rivelato un totale fallimento per svariati motivi.
Iniziato con una pletora di promesse mai mantenute, tra cui il gameplay cross-platform e il Tray and Play, il percorso di GFWL è diventato quasi subito una ripida salita a causa del prezzo d’iscrizione di circa 50€ al mese a cui praticamente nessun utente avrebbe sottostato.
Il servizio ha poi continuato a rivelarsi deficitario e inadeguato persino dopo il suo passaggio al modello gratuito, dal momento che le limitazioni rispetto ad uno Steam tutto sommato ancora giovane apparivano ingiustificabili.
Parliamo dei frequenti singhiozzi dei server, dei ban immotivati, dei problemi di accesso, dell’invasività dell’interfaccia, della mancanza di anti-cheat e del brutto vizio di corrompere i file di salvataggio, fatto reso ancor più tragico dalla crittografia delle cartelle di gioco, elementi che hanno contribuito a creare un incredibile clima di ostilità da parte dei PC gamer nei confronti del progetto Microsoft.
Se a questo aggiungiamo il disinteresse degli sviluppatori nell’integrare GFWL nei loro giochi, capiamo perfettamente perché persino il colosso di Redmond abbia perso fiducia nella propria creazione, oggettivamente inferiore a Steam da qualsiasi prospettiva la si guardasse.
La sua morte dimostra che non bastano le esclusive a mandare avanti una piattaforma di qualità scadente, costituita in sostanza da una serie di restrizioni volte a raggiungere il monopolio del mercato in questione: bisogna offrire feature rilevanti, libertà d’azione, convenienza e soprattutto un supporto continuo.

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Con l’introduzione delle Universal Windows App, purtroppo, la situazione non sembra cambiata più di tanto e l’ecosistema teorizzato da Microsoft sembra ancora legato ai principi che governavano GFWL.
Queste applicazioni, nel caso specifico videogiochi, possono essere scaricate esclusivamente dal Windows Store, un client simile ad App Store e Google Play ma molto meno rifinito ed addirittura malfunzionante.
Un bug risalente allo scorso anno ci impedisce infatti di scaricare o aggiornare le applicazioni, errore scandalosamente fixato (almeno sembra) in ritardo soltanto nella Insider Preview e dunque lontano dal rilascio ufficiale; inoltre mancano una chiara politica di rimborso/garanzia e lo Store è riservato agli utenti Windows 10.
Come se non bastasse, le App in sé soffrono di limitazioni a nostro parere inaccettabili nel 2016, quali l’assenza di fullscreen esclusivo ed impossibilità di usare il freesync così come SLI e Crossfire, obbligo a tenere attiva la sincronizzazione verticale, crittografia delle cartelle ad impedire qualsiasi tipo di modding, inservibilità dei tasti macro del mouse ed infine nessuna integrazione con overlays (Shadowplay, Fraps, Afterburner, etc.).
Ci rendiamo conto che lo Store è ancora giovane, però allo stesso tempo non concepiamo il modo in cui, ad esempio, GOG Galaxy risulti decisamente più funzionale pur non avendo dietro un team del calibro di Microsoft.
E se ne sono accorti anche gli utenti, del resto, scottati dall’acquisto poco ponderato di Tomb Raider, Quantum Break e Gears of War: Ultimate Edition, titoli di ottima qualità purtroppo flagellati da magagne tecniche dovute sia alla loro natura di UWA sia alla scarsa ottimizzazione.
Alla faccia dell’attenzione verso il gaming PC.

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Principalmente Microsoft sembra ricordarsi di noi solo quando deve promuovere un nuovo prodotto (ved. esclusività di DX10 su Vista e DX12 su Win 10) oppure quando trova un modo alternativo di monetizzarci (50€ al mese per GFWL).
In tal senso le UWA sullo Store dovrebbero aiutare Microsoft a competere con Apple e Google, ritenuti un modello profittabile da seguire, oltre che con Steam e il resto degli store videoludici digitali in preoccupante aumento, tra Origin, Uplay, Epic Launcher e quant’altro.
Ma non fraintendeteci: avere le esclusive Xbox è senza ombra di dubbio una grandissima conquista e testimonia l’ormai inarrestabile ascesa in termini commerciali del mercato PC; tuttavia il modo in cui le applicazioni vengono gestite rimanda al sistema limitatissimo di GFWL, colmo di inutili restrizioni volte a segregare l’utenza in un ambiente troppo simile a quello console.
Scegliendo di proseguire per questa strada costellata di snervanti crittografie, incompatibilità, assenza di modding e inconsistenza dell’ecosistema ignorando il feedback dei giocatori, Microsoft avrà dimostrato ancora una volta di non avere realmente a cuore gli interessi del pubblico PC.
Noi scegliamo comunque di rimanere neutrali e aspettare con pazienza i tanto decantati miglioramenti allo Store e alle App, assolutamente necessari se guardiamo al vastissimo parco titoli in arrivo su Windows 10, e prendiamo nota delle promesse del buon Phil Spencer sperando dal profondo del cuore che stavolta la storia non si ripeta.

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7 commenti su “Microsoft e il gaming su PC – Fidarsi è bene…”

  1. Bell’articolo Riccardo! Sono anche io d’accordo sul dover andare cauti quando c’è di mezzo Microsoft, figurati te che quando ho dovuto recensire Quantum Break mi ha dato parecchi fastidi, la più fenomenale è stata quella di mettermi il gioco in pausa durante un combattimento chiedendomi se volevo riprovare a risincronizzare i file di salvataggio perché per problemi di rete non ci era riuscito…
    Personalmente mi terrò ben lontano dal loro store, lungi da me dargli anche solo un centesimo, dopo il trascorso con GFWL in cui molte persone hanno perso effettivamente ciò che hanno comprato dal loro Marketplace, non vorrei che si ripetesse la situazione, in questo senso la loro fedina penale non è affatto pulita. Steam è dal 2004 che lo uso, ho visto la sua evoluzione da software baracca lento e invasivo (ma almeno ad Half-Life 2 ci giocavo senza alcun problema, con i giochi GFWL era un miracolo se riuscivo ad avviare qualsivoglia titolo associato ad esso) a impero e piattaforma di riferimento del pc-gaming. Mai un problema, mai una rottura, mai un salvataggio corrotto (Uplay, sto guardando te).
    Sono proprio curioso di vedere come Microsoft riuscirà a farsi perdonare e a recuperare quasi dieci anni rispetto a Steam – o alla concorrenza in generale.
    Hint: basti pensare anche ai Windows Phone, e lì il distacco era di soli tre anni rispetto alla concorrenza…

    Rispondi
  2. Pur essendo amante di Linux, nutro forti speranze riguardo MC e windows 10. GFWL ci ha delusi un po’ tutti, ma unire i mondi xbox e PC sarebbe una gran cosa, più giocatori, più divertimento e finalmente, metteremo in chiaro chi è che vince fra un pc gamer e un cosolaro hahah 😀

    Rispondi
    • Forse la MS ha capito che con le esclusive non si guadagna granché, o meglio, si guadagna nettamente di meno rispetto a un multipiatta qualunque, e poi questa fusione è semplicemente uno step alquanto naturale per lei, già chi gioca su pc deve quasi per forza avere Windows.
      Se gioca bene le sue carte, MS può dare parecchi grattacapi a Sony.

      Rispondi
      • Infatti, detto fra noi PC Gamer, gli utenti xbox mi stanno anche simpatici, ma quelli PS4 sono degli esaltati di prima categoria! Ricordano un poi noi pc gamer nei tempi d’oro hahaha

        Rispondi

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