Yaiba Ninja Gaiden Z – Recensione

Introduzione Tecmo Koei, un publisher che qualsiasi appassionato di videogiochi che si rispetti deve conoscere e aver provato almeno una volta uno dei suoi titoli. Diventato famoso per i...
Yaiba Ninja Gaiden Z - Recensione 7




Introduzione

Tecmo Koei, un publisher che qualsiasi appassionato di videogiochi che si rispetti deve conoscere e aver provato almeno una volta uno dei suoi titoli. Diventato famoso per i vari reboot di Ninja Gaiden, uno degli hack and slash più competitivi sulla piazza, difficile quanto basta, dove inanellare combo pulite e avere i buoni riflessi erano l’unica via di mezzo per arrivare alla fine del livello, ciò che lo rendeva un buon gioco era la sua curva di difficoltà, ben calibrata per tutta la durata della campagna. Chiunque vorrebbe almeno la versione PC del primo Ninja Gaiden, invece la Tecmo Koei ha preferito deliziarci il palato con Yaiba Ninja Gaiden Z, uno spin off della saga nel quale interpreteremo Yaiba, il rivale di Ryu Hayabusa, il protagonista della serie principale.

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Ecco qui il nostro protagonista, pronto a fare a fette chiunque gli si pari davanti.

 

Ti racconto una storia. Ho finito
Chi è Yaiba? Un ninja che durante un combattimento contro Ryu, suo acerrimo rivale, perde miseramente, risvegliatosi con un corpo cyborghizzato è pronto a fare i conti con il ninja dagli occhi verdi. Ma purtroppo durante la sua assenza mentre era sotto i ferri il mondo si è lasciato un po’ andare, un virus ha incominciato a trasformare la popolazione in zombie mutanti, Yaiba Ninja Gaiden Z non mette in campo colpi di scena o situazioni veramente interessanti, fa solo leva su uno humor nero con una punta di sessismo accettabile e anche abbastanza smorzata se consideriamo gli standard raggiunti dalla Tecmo Koei con la serie picchiaduro Dead or Alive. Tutta la trama si svolge in modo frettoloso, buttandoci nello scenario di battaglia senza troppe spiegazioni, le cutscene – fatte a mò di vignetta – raccontano i fatti in maniera affrettata con stacchi temporali troppo dilatati, per esempio il sottoscritto non ha capito che doveva affrontare un boss importante finché non se l’è ritrovato davanti nonostante la cutscene ha provato a spiegarlo nelle sue quattro linee di dialogo. Insomma, per chi sperava in una trama degna del nome che porta questo gioco ne rimarrà parecchio deluso. Mentre i personaggi – che sono veramente pochi – sono piatti a dir poco, stereotipati senza una particolare nota di merito, il carisma di Ryu è stato completamente ucciso e il protagonista, Yaiba, a parte il suo linguaggio da scaricatore di porto non spicca per originalità, come il resto del cast.

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“Scusa, hai da accendere?” L’elemento umoristico sarà presente per tutto il gioco.

 

Gameplay conservatore
Passiamo al piatto forte, quello che in un hack and slash deve ambire alla perfezione, il gameplay, vogliamo ricordare che questo spin off è stato fatto in collaborazione con Keiji Inafune, il produttore di Mega Man, Resident Evil e Onimusha. Questo ci dovrebbe farci stare tranquilli? Purtroppo no. Certo, il combattimento è immediato, veloce e soprattutto divertente ma sono gli elementi di contorno ad affossare la colonna portante di questo gioco, innanzitutto la gestione della telecamera, fissa, questa non è una nota negativa, anche i vecchi Ninja Gaiden si appoggiavano a questa scelta ma purtroppo su questo titolo è stato un passo falso, la gestione dei colori infatti, tende a far confondere l’occhio del giocatore, e quando siamo accerchiati da più di 10 nemici rischiamo di perderci di vista il protagonista, ci si aggiungono anche le uccisioni “esplosive” dei nemici che in alcuni casi occludono parecchio la visuale su Yaiba, e questo non farà altro che peggiorare la situazione nel quale rischieremo sempre di subire dei colpi in maniera ingiusta. La fortuna vuole che dinanzi a nemici particolarmente “grossi” che possono coprire il nostro personaggio, potremo vedere la sagoma di Yaiba attraverso di essi. Nel set delle mosse di Yaiba non mancano ovviamente le combo, che dovremo scoprire da soli provando varie combinazioni, inoltre, oltre ad usufruire delle armi standard presenti pure sulla serie principale della saga come la Katana e il Kusarigama (la classica catena legata a una falce) e usare un pugno bionico per attacchi pesanti, Yaiba potrà sfruttare delle armi alternative ottenendole dai nemici, infatti quando si giustizia un avversario oltre a fornirti di energia si può recuperare un “arma”, ma solo con i nemici di classe potenziata che richiederanno anche un QTE per completare l’esecuzione.

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I QTE saranno un passaggio necessario per “estrarre” l’arma dal nemico.

 

Alcune di queste armi se usate contro alcune tipologie di nemici possono creare degli effetti collaterali devastanti, i nemici standard invece possono essere afferrati e usati come mazza leggera oppure lanciarli, anche per risolvere dei particolari puzzle ambientali che ci verranno proposti nell’arco del gioco. Tutte queste armi secondarie si usurano dopo un po che le si utilizzano, quindi è bene farne un uso accorto. Ogni tanto ci saranno delle sezioni platform in cui bisognerà fare affidamento al Kusarigama e appendersi da un punto all’altro, queste sezioni non richiederanno particolari riflessi, infatti tutti i punti d’aggancio saranno segnalati da colori luminosi e appariscenti, impossibile sbagliare. Man mano che si fanno a fette i nemici si guadagna esperienza, e guadagnando esperienza si sale di livello e si ottengono dei punti da spendere nell’albero dei potenziamenti, questi potranno aumentare il numero di combinazioni per le combo, sbloccare nuove mosse, potenziare i danni delle armi secondarie o prolungare la modalità “Berserker” di Yaiba. Infatti dopo un po che si è fatto un buon numero di uccisioni si riempirà il simbolo accanto alla barra della salute di Yaiba e premendo contemporaneamente i due analogici (che consigliamo vivamente in questo genere), si entrerà in una modalità furia per un breve periodo di tempo che renderà Yaiba invulnerabile ai colpi dei nemici e andrà a causare danni maggiori. Nella mappa di gioco si possono trovare dei potenziamenti per la salute, che il più delle volte sono ben nascosti da muri che dovranno essere buttati giù a pugni. Ma a conti fatti il gameplay non comporta nulla che non si sia già visto in altri titoli, non offre una vera novità sul fronte della giocabilità.

 

Musica da zombie
Questo spin off non verrà di certo ricordato per le musiche, a parte quella del menu principale le restanti che si sentono in game sono molto fiacche e dimenticabili, il doppiaggio – rigorosamene in inglese – si attesta su buoni livelli senza particolari ruzzoloni, dovuto anche dal misero numero di personaggi. Il reparto dei vari effetti sonori invece è di buona fattura.

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Si, è un gioco decisamente giapponese.

 

Grafica brutta ma bella
Il gioco fa affidamento al collaudato Unreal Engine 3, in pratica i 60 fps e la scalabilità sono garantiti anche per le configurazioni più vecchie, usa una palette cromatica accattivante messa in risalto dalla scelta stilistica del cel shading, offrendo una grafica dal look cartoonesco, completamente in contrasto con lo stile degli altri Ninja Gaiden, nonostante il buon numero di opzioni grafiche offerte, la qualità dell’immagine resta abbastanza sporca e datata, inoltre le mappe di gioco oltre ad essere dei veri e propri binari hanno un interattività ambientale pari allo zero a parte qualche muro da buttare giù per trovare qualche potenziamento e gli sbloccabili dedicati alla storia, esatto, gli unici extra sono quelli.

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Abbiamo l’imbarazzo della scelta tra le varie opzioni grafiche ma non faranno miracoli.

 

Nota sui Bug:
Di solito nei giochi da recensire i bug vengono inseriti nella sezione riguardante il comparto grafico ma a questo giro il sottoscritto ha voluto fare un eccezione, non stiamo parlando del solito bug che bene o male fa chiudere un occhio, ma di un bug che può compromettere un intera campagna, infatti questo bug va a “resettare” tutte le abilità sbloccate e i punti guadagnati fino a quel momento, lasciando il giocatore in balia di situazioni che richiedono un personaggio abbastanza potenziato per affrontare i nemici che gli ostacolano il cammino. Inoltre quando si presenta questo bug Yaiba non potrà più effettuare parate ne afferrare i nemici, e in alcuni punti sarà necessario usare questa funzione per andare avanti, costringendoci a riavviare l’intero capitolo per “sbloccarlo”. Confidiamo che la Tecmo Koei prenda in mano la situazione e rilasci una patch correttiva.

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10 minuti per finire il primo livello prendendosela comoda, dice molto sulla longevità del gioco.

 

In conclusione
Cosa ci ha lasciato Yaiba Ninja Gaiden Z? Oltre a costare uno sproposito – quasi 60 euro – e offrire un contenuto da gioco budget dalla durata infima, che si attesta sulle 5-6 ore, non apporta nessuna vera novità sul fronte degli hack and slash, cade troppo spesso sul ripetitivo e offre poca variabilità di approcci e rigiocabilità, la storia così come i personaggi, non spiccano mai e in linea generale il gameplay soffre di una difficoltà mal calibrata che farà dannare anche per chi gioca alla modalità facile.

Pro

  • Humor all’ordine del giorno
  • Stilosamente accattivante
  • Gameplay immediato e divertente

Contro

  • Prezzo ingiustificato
  • Molto breve
  • Combattimenti a tratti caotici

Commento Finale

7

Il titolo oltre ad essere povero di contenuti non offre nessuna vera novità per la sua categoria e pecca in tante altre cose. Consigliato esclusivamente per chi è in astinenza da action giapponesi.

 

 
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fabyo92

Appassionato di tutto ciò che riguarda Hardware per il gaming PC da quando aveva 12 anni, considera i videogiochi come la nona arte.

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