Raid: World War II – Recensione

La seconda guerra mondiale è forse il periodo storico più trattato dall’industria dell’intrattenimento, dai film ai videogiochi oramai ogni strada per raccontarlo è stata perseguita dal crudo realismo alla visione scanzonata del conflitto. Raid: World War II si pone nella seconda categoria cercando di immergerci in un mondo in cui nulla viene preso sul serio, con un cast di personaggi che rappresentano ognuno una macchietta delle differenti nazioni impegnate nel conflitto. Sarà riuscito Raid: World War II a farci dimenticare Payday 2? Questa volta vi rispondiamo subito, no nella maniera più assoluta, per scoprire perché leggete la nostra recensione.

Per la libertà!….ma anche i soldi

In Raid: World War II non saremo soldati americani o russi il nostro obiettivo non sarà liberare il mondo dal nazismo, ciò che vorremo sarà solo raccogliere più bottino possibile e se nel mezzo ci dovessimo incappare in qualche nazista, ucciderlo. Potremo impersonare uno fra i quattro personaggi disponibili(ognuno avrà una nazionalità differente) e potremo scegliere fra differenti classi: ricognizione, assalto, demolizione, rivolta. Una volta scelto personaggio e classe ci troveremo nella nostra personale tana, un bunker sottoterra che servirà da hub in cui partire per le differenti missioni ma anche da luogo in cui potenziare i nostri personaggi e le loro armi. Avanzando con i livelli potremo infatti sbloccare delle nuove abilità per il nostro personaggio, mentre completando delle sfide con una determinata arma, sbloccare dei nuovi gadget per la suddetta. L’intero sistema è abbastanza classico senza alcun innovazione. Potremo anche abbellire la nostra tana comprando quadri e altri oggetti d’arredo, che potranno essere acquistati utilizzando il bottino che troveremo durante le missioni.

Decisa la nostra classe e le nostre armi, potremo iniziare a fronteggiare le prime missioni. Le missioni saranno divise in Raid e Operazioni, le prime saranno singole mentre le altre si svolgeranno nell’arco di più missioni. Si potrà fronteggiare i nazisti sia offline, quindi con tre compagni guidati dall’IA, che online giocando quindi con altri giocatori. Gli obiettivi delle missioni sono abbastanza eterogenei il problema è che le azioni che ci vengono chieste di fare sono sempre le stesse: trasposta questo, tieni premuto il tasto per fare questo, aspetta sino a che dato evento non succede insomma ogni missione sarà quasi uguale alla precedente. A peggiorare il tutto e a far definitivamente affossare il gioco ci pensa l’intelligenza artificiale, che non ci vergogniamo di definire da playstation 2. I nemici si muoveranno senza senso, il loro unico obiettivo sarà venirci in contro sparando senza cercare di aggirarci, semplicemente venirci incontro mentre noi gli spariamo addosso. La difficoltà si trova quindi nell’elevatissimo numero di nemici(le munizioni non basteranno mai) che arrivano da ogni parte dello scenario e dal loro respawn gestito veramente male. Mentre giocavamo ci sembrava di star provando un gioco della Playstation 2 per quanto l’IA è arretrata. L’unica nota realmente positiva di queste missioni sono le scene conclusive realizzate con attori veri, in cui vediamo Hitler disperarsi per le missioni che riusciremo a portare a termine oppure gioire quando falliremo.

Reparto Tecnico

Graficamente Raid: World War II si presenta molto male tutto il reparto tecnico è molto arretrato, dalle animazioni alle texture tutto sembra provenire dal passato. Non abbiamo trovato veramente nulla dal salvare del reparto visivo del gioco. Se proprio vogliamo trovare una nota positiva potremo parlare del frame rate, sempre fermo sopra i 60 fps ma guardando la resa grafica ci saremo stupiti del contrario.

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