I racing, croce e delizia dei videogiochi, onnipresente e onnipotente genere che ha contribuito a cementificare la visione del medium agli occhi di chi non ne mastica. Croce perché, abusati come sono, difficilmente riescono ad offrire qualcosa di nuovo – forse il Drivatar di Forza Motorsport 5 è l’unica innovazione vera degli ultimi dieci anni, ma qualcuno potrebbe non essere d’accordo e lo capisco. Delizia perché, beh, a chi non piace guidare dei bolidi che nella vita reale non potrebbe permettersi neppure di fissare per dieci secondi.

Magari è questa la componente su cui devono puntare i creatori di giochi automobilistici? L’esoticità dell’offerta videoludica, tra ambientazioni da sogno e vetture per multimiliardari russi? La risposta non ce l’ho, ahimè, ma è certo che l’andazzo sia proprio questo: le care, vecchie Silverstone e Monza stanno lasciando un po’ dovunque spazio ai vari Abu Dhabi, Malesia e Singapore, mentre anche i marchi più celebri stanno arrancando dietro la Red Bull di turno – non quella in lattina, s’intende.

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L’IA degli avversari è sempre più realistica: vi capiterà spesso di vederli sbagliare.

GRID ha seguito e sta seguendo questa direzione con sempre maggiore convinzione. Nata come erede di Toca, un titolo che simulava persino le soste ai box, questa serie si sta spostando gradualmente verso le location pittoresche, le auto colorate e marchiate di nuovo, le sfide che col realismo hanno ben poco a che spartire, gli sponsor e tutti quegli ingredienti che un tempo sarebbero stati solo accessori in un prodotto del genere. Insomma, pure Codemasters sta puntando la strada di Forza Motorsport, non quanto in Dirt, ma comunque lo sta facendo. La cosa buona è che ha avuto il buon senso di farlo con uno spin-off, GRID Autosport: ne rimarranno poche tracce, ma almeno non lascerà intentata una strada che poi è possibile valvola di sfogo e sbocco.

A ben vedere, i ragazzi di Codies non hanno reinventato la ruota (è il caso di dirlo…). GRID Autosport, come i predecessori, poggia su un impianto molto collaudato e classico, incentrato su una modalità Carriera catalizzante. Non avrete occhi che per lei: presenta una suddivisione in categorie, infatti, che difficilmente vi lascerà desiderosi di altre tipologie di campionati, con Endurance, corse con mezzi a ruota scoperta e chi più ne ha, più ne metta. Vincendo le gare di ciascuna classe, conquistando l’esperienza derivante dai piazzamenti migliori, avrete accesso ai livelli più alti di queste competizioni, fino alle GRID Series, l’aspirazione massima del vostro pilota virtuale.

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Non chiamatela F1…

La modalità Carriera messa in piedi dal team di sviluppo britannico strizza inevitabilmente agli anni passati sul franchise di Formula 1: il pilota può scegliere quali “offerte” accettare – tanti i team sponsorizzati da marchi reali, come Razer e Intel, per dirne due a voi senz’altro cari – e puntare a un ingaggio fisso più elevato o a uno meno allettante ma impreziosito da bonus. Battete il vostro compagno di squadra e vi sarà riconosciuta una cifra maggiore, oltre che una sfida aggiuntiva al livello di difficoltà personalizzabile in ogni minimo particolare e alle asperità che ogni gara può comportare.

Le componenti più stagnanti, in questo quadro che sicuramente vi avrà fatto venire l’acquolina in bocca, sono quelle che potete immaginare: gameplay e grafica. Sul tema della giocabilità c’è davvero pochissimo da dire: Codemasters ha trovato la formula giusta e, chapeau, ha il diritto sacrosanto di riproporla in ogni salsa possibile e immaginabile. Il famoso “perno” intorno al quale ruota la vettura è meno visibile di capitolo in capitolo ma le novità si fermano qui. Plus o malus, questo spetterà a voi decretarlo: è comunque evidente che il tentativo di generare varietà non dipenda dalla maneggevolezza del manubrio o dalla reazione – sempre ottima – dell’auto ai danni meccanici, quanto dalle nuove tipologie di macchina messe in pista e dal loro comportamento in base al differente tipo di tracciato.

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Le gare in notturna hanno sempre il loro fascino anche se, non chiedetemi il perché, ho preferito la luce del giorno su Autosport.

Quanto alla grafica, innegabilmente ho seguito con un certo interesse la querelle del mancato salto generazionale. GRID Autosport non ha rappresentato il primo titolo della serie a sfrecciare sulle console next-gen ed è ovvio che anche, soprattutto la versione PC ne abbia risentito. Ma il bisogno di Codemasters di monetizzare con il minimo sforzo possibile, e con una base d’utenza tanto estesa, pur avendo avuto un serio impatto su tutti gli aspetti basilari del gioco… va compreso. Il lato positivo di questa faccenda è che il comparto grafico ancora di tutto rispetto, a tratti spaccamascella come qualche anno fa, quando l’engine Ego emetteva i primi vagiti, diventa giorno dopo giorno più scalabile e performante, adatto a praticamente qualunque macchina non provenga dall’Antica Roma.

Il nostro è dunque un racing di mezzo? Senza dubbio alcuno, sì. Vedere delle meccaniche così collaudate raggiungere la loro massima espressione potrebbe avere una serie di risvolti sorprendenti, una gamma di sensazioni che spazia dal fastidio all’ammirazione, dal disturbo all’entusiasmo per essere riusciti a padroneggiare tot bestie senza uscire di pista neppure al primo giro.

Se mi chiedete cosa debba dare un titolo basato, così come dovrebbe essere un racing, sulla velocità, di certo non vi risponderei con questa recensione. Ma la realtà dei fatti è questa e, anziché mettersi lì a stendere qualche idea per la next big thing, sviluppatori ed editori preferiscono battere il chiodo finché è caldo. Oltre il 7 non si va con una mentalità simile: Codemasters lo sa, e le fa pure piacere naufragare in questo mare.

 

Pro

  • Se amate la filosofia dietro i racing di Codemasters, non avrete alcuna sorpresa in senso negativo

  • La modalità Carriera è varia e divertente

  • Il comparto grafico rimane gradevole…

Contro

  • … ma con la next-gen sarebbe stata un’altra storia.
  • Se avete giocato i predecessori, sarà difficile trovare gli stimoli giusti per goderselo

Commento Finale

8,5

Il ragazzo è intelligente ma non si impegna: Codemasters avrebbe potuto fare di più ma, ad appena un anno dal lancio dell’ultimo GRID, era scontato che Autosport non avrebbe riservato particolari sorprese. Prendetelo solo se siete grandi fan del brand o amate i racing a prescindere.

 

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