Far Cry 4 – Recensione

A nemmeno due anni dall’uscita del terzo capitolo, Ubisoft ha rilasciato il quarto titolo della sua fortunata serie di FPS open-world ambientati in posti esotici. Riuscirà quindi Far Cry...
Far Cry 4 - Recensione 8




A nemmeno due anni dall’uscita del terzo capitolo, Ubisoft ha rilasciato il quarto titolo della sua fortunata serie di FPS open-world ambientati in posti esotici. Riuscirà quindi Far Cry 4 a mantenere alto l’interesse per questa serie?

Benvenuti sull’Himalaya!

La storia proposta in questo capitolo è abbastanza semplice, almeno nelle premesse: vestiremo i panni di Ajay Ghale, con l’obiettivo di spargere le ceneri di sua madre a Lakshmana, nel Kyrat, la fittizia regione situata ai piedi dell’Himalaya. Fatti i dovuti passaporti, visti e bagagli, partirà dall’America per tornare in patria. Ma il ritorno a casa non è esattamente come se lo immaginava, in quanto alla dogana, dopo uno scontro a fuoco, viene rapito da nientemeno che Pagan Min, l’attuale re, nonché tiranno, del Kyrat. Risvegliatosi seduto a tavola a cospetto di sua Maestà, Ajay riesce a fuggire grazie all’aiuto di alcuni ribelli. Fin da subito veniamo riconosciuti come il figlio di Mohan Ghale, l’ideatore del Sentiero d’Oro, ovvero un movimento con l’obiettivo di liberare per sempre la regione da Min. Verremo quindi accolti tra loro con grande calore da Samal e con grande freddezza da Amita, gli attuali leader dei ribelli.

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Che siano monti innevate o foreste umide, la varietà delle ambientazioni non manca di certo.

 

Come liberare il Kyrat in 30 ore

Far Cry 4, sarà ambientato in un vasto territorio montanaro, con tante foreste, fiumi e laghetti, e certe missioni prenderanno parte su alcuni monti innevati dell’Himalaya stesso, proponendo scenari ricoperti di neve (sulla cui superficie NON vengono lasciate tracce camminandoci sopra…) con tanto di bufere. Tutto questo per aprire il gioco a una struttura open-world in cui potrete fare le missioni, primarie o secondarie che siano, come e quando vorrete. Insomma, se già avete giocato al capitolo precedente, qui vi troverete a casa e a vostro agio. Le tipologie di missioni secondarie saranno le stesse presenti nel terzo capitolo, con l’aggiunta di alcune varianti, tra cui alcune prese dal curioso spinoff Blood Dragon. Ma girovagando nella mappa non sarà raro imbattersi in eventi “terziari”, ovvero occasioni casuali il cui completamento non è obbligatorio, ma si viene di solito ricompensati bene in termini di punti esperienza, soldi e punti Karma.

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Proprio all’inizio del gioco verremo catturati dal re in persona. Come fa a conoscerci così bene?

 

Il Karma è una interessante novità, semplice da comprendere: facendo azioni benevoli alla comunità di ribelli che andremo a servire verremo ricompensati con punti Karma e, come il sistema di livellamento, per ogni livello Karma guadagnato ci permetterà di avere ulteriori sconti sulle armi del negozio. Un po’ poco, considerato che le armi una volta sbloccate saranno completamente gratuite e spesso le sbloccherete liberando le torri radio sparse per la mappa.
La novità più importante nella struttura delle missioni è rappresentata dalle scelte che vi verranno poste nel corso della storia: i due leader sono le due facce opposte della stessa medaglia e vogliono rincorrere obiettivi diametralmente opposti per spodestare il re. Ecco quindi che Sabal è un conservatore, ancorato alle tradizioni del passato che vuol far tornare in auge, mentre Amita è anticonformista, che pensa a un futuro moderno a costo di sacrificare la storia del suo popolo. Sarà compito del giocatore decidere quale sia la strada “giusta” da seguire ogni volta che i due avranno un dissapore, e le nostre scelte non saranno solo palliativi narrativi, ma avranno invece un impatto su quali missioni saranno disponibili in futuro, nonché sul finale del gioco stesso.
La longevità del titolo è molto buona, cercando di completare le missioni primarie e secondarie si aggirerà intorno alle 30 ore, che saliranno se proverete anche a trovare tutti i collezionabili.

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Guidando, sarà possibile sparare con le armi a una mano. In questo caso, un letale M79. Quei due sono già spacciati.

 

Il gatto nero sul pianerottolo

Far Cry 4 non si discosta di molto dal terzo episodio, e purtroppo la sensazione di trovarsi di fronte a un copia-incolla del terzo capitolo con texture differenti con marginali miglioramenti e qualche aggiunta interessante (il tutto senza Vaas) è molto forte. Indubbiamente da Far Cry 3 vengono ereditati sia i pregi, ma purtroppo anche gli stessi identici difetti, come per evidenziare che questo capitolo sia stato fatto senza tanto impegno. Difetti che comprendono anche l’IA degli avversari, non propriamente svegli, una certa ripetitività nelle attività da fare, e le fasi furtive appena abbozzate.
Per quanto riguarda l’interfaccia, fanno la loro comparsa anche stavolta le numerose indicazioni a schermo per quanto concerne lo stato dei nemici e della loro posizione, nemmeno indossassimo la nanotuta più sofisticata. Fortunatamente sono cose che possono essere disabilitate secondo i gusti del giocatore.

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La vastità della mappa è un punto a favore, e le colonne di fumo in lontananza sono avamposti da liberare.

 

Per muoversi nella mappa di gioco, potrete trovare veicoli sparsi per tutto il Kyrat, come automobili, camion, pick-up, quad, barche, e fortunatamente non mancano un paio di novità, come i girocotteri (elicotteri monoposto, davvero comodi e divertenti da pilotare), e gli elefanti: investendo un punto sulla relativa abilità, potrete infatti domare un elefante, cavalcarlo e usarlo come arma di distruzione di massa. Oltre ai classici veicoli, si avrà anche un paracadute, una tuta alare e un rampino con cui scalare montagne in punti prestabiliti. Quest’ultimo attrezzo darà vita a sezioni interessanti, dove sarà necessario dondolarci per raggiungere sporgenze altrimenti inaccessibili. Senza ombra di dubbio una novità interessante. Tornano quindi anche le abilità, sebbene a questo giro siano suddivisi in due rami: la tigre (offensive) e l’elefante (difensive), anche se non si discostano molto da quelle vecchie. Viceversa, è stata migliorata l’interfaccia dell’inventario e delle siringhe, resa molto più snella e veloce. In eredità, purtroppo, è stato lasciato anche il bizzarro sistema di salvataggio, con un sistema manuale purtroppo non funzionante. Riprendere la partita e scoprire che l’ultima missione fatta non è stata registrata perché il gioco non ha salvato automaticamente è un rischio concreto e parecchio grave.

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A bordo di un camion, dovremo difenderlo finché non arriva a destinazione.

 

Latte di bue tibetano

Kyrat è un posto pericoloso, non solo per i soldati di Pagan Min pronti a farvi la pellaccia, ma anche per la fauna locale, che comprendono creature pacifiche come i macachi e aggressive come i leopardi. Torna la caccia, necessaria per procurarsi le pelli scuoiando gli animali più esotici per poterne fare borsette e portafogli, con cui aumentare gli spazi nel nostro inventario. Perlomeno, è stata aggiunta una interessante novità: uccidendo gli animali con solo le frecce dell’arco o della balestra, avremo come ricompensa due pelli, mentre se useremo un’arma da fuoco ne ricaveremo una sola. Se usate razzi o granate invece rimarrete con un pugno di mosche.
Sebbene gli animali siano una graditissima aggiunta in uno sparatutto, quelli di Far Cry 4 sono esageratamente pericolosi e spesso hanno una quantità di salute sproporzionata rispetto ai soldati umani, tant’è che risulterà essere più letale un piccolo tasso del miele rispetto a un energumeno corazzato armato di mitragliatrice leggera. A quanto pare se ne sono accorti anche i programmatori, mettendo una citazione del coniglio di Monty Python…

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Un elefante incazzato. Non c’è niente di più letale in Far Cry 4.

 

Meglio mal accompagnati che soli

In Far Cry 4 è presente una modalità cooperativa a due giocatori. Raggiunto un certo punto nella storia, sarà possibile invitare amici a prendere parte alla nostra causa nei panni di Hurk, già conosciuto in passato per la sua lingua tagliente. Tuttavia, in questa modalità le cose che si potranno fare saranno solamente le missioni secondarie, gli eventi casuali, conquistare torri radio, avamposti e fortezze, nonché prendere parte a battute di caccia per aiutarsi a vicenda. Quindi niente missioni primarie. Tutto sommato, girovagare per il Kyrat assieme a un amico è un modo alquanto divertente per fare missioni altrimenti noiosette e ripetitive sulla lunga.
Purtroppo, sono stati rilevati diversi problemi di sincronia, con oggetti visibili e usabili solo da un giocatore e frequenti lag, complice un netcode non proprio pulito, nonché alcuni bug che impedivano di proseguire con alcune missioni. Insomma, giocare in co-op è sì divertente, ma a causa di questi problemi a volte è pure seccante.
Piccola nota, i progressi fatti valgono solamente per chi ospita la partita.

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Hurk nella modalità coop, mentre viene impersonato da un altro giocatore. La modalità coop è davvero interessante.

 

Il giorno e la notte

Il comprato grafico è eccellente e la palette dei colori è azzeccata all’ambiente in cui si svolte il gioco, e il ciclo giorno-notte è buono anche se la notte è un po’ troppo luminosa. Un piccolo difetto nella resa visiva si ha in certe ombre, soprattutto nella peluria degli animali, che per qualche istante diventano “sporche” e irreali al momento della visualizzazione, ma nulla di grave. Tuttavia, il motore grafico in sé non è stato ben ottimizzato. Su una macchina di fascia comunque alta (equipaggiata con un i7 3770, 32Gb di RAM e  una AMD HD 7970 con 3Gb di VRAM), il gioco non si è comportato benissimo: incapace di girare al di sopra dei 55fps a dettagli al minimo, ha comunque una media di 45fps a dettagli Ultra, tuttavia presentando cali di frame e frequente stuttering, persino in situazioni di assoluta calma. Quest’ultimo difetto è stato quasi completamente mitigato grazie alla modifica di un file XML (qui una piccola guida), ma è un peccato che serva ricorrere a tali trucchetti per giocare decentemente. Quasi inaccettabile per un motore di questo tipo, considerando che la fisica presente, sebbene superiore al capitolo precedente, non è paragonabile a quella del secondo. Eccellenti le animazioni, come sempre in casa Ubisoft, così come il comparto audio, complice anche un buon doppiaggio in italiano.

 

Pro

  • Mappa vasta ed enorme con tantissime missioni/attività da fare;

  • Scelte morali che influenzano missioni future e il finale;

  • La modalità co-op è divertente…

Contro

  • …ma è inficiato da alcuni problemi di natura tecnica;

  • Il copia-incolla dal terzo capitolo è fin troppo evidente;

  • Motore di gioco non ottimizzato bene e ha pochissima fisica e distruttibilità;

  • Sistema di salvataggio irritante e inaffidabile.

Commento Finale

8

Far Cry 4 è senza dubbio uno degli FPS più interessanti usciti quest’anno: vasto, enorme, con tantissime cose da fare nella più totale libertà, ma per via della sua somiglianza fin troppo eccessiva con il terzo capitolo, si porta dietro inevitabilmente anche i suoi stessi difetti, tra cui il sistema di salvataggio assolutamente incomprensibile e una storia relegata al mero pretesto di massacrare vite umane e non, ma dobbiamo aggiungerci anche il fatto che il motore del gioco stavolta ha prestazioni imbarazzanti su PC. Perlomeno alcune novità molto buone sono state introdotte, e il gioco nel complesso è molto valido, ma sarebbe bastato veramente poco per renderlo un capolavoro. Insomma, a seconda di quanto abbiate sopportato il terzo capitolo, fate voi le somme se prendere o meno questo. Vaas si starà comunque rivoltando nella tomba.

 

 
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