L’appuntamento annuale di Call of Duty per molti è un rituale consolidato ed immancabile, scolpito nelle emozioni di innumerevoli ore passate in solitaria o in compagnia nelle ormai stranote modalità multiplayer. Tuttavia dopo un Infinite Warfare non all’altezza delle aspettative, la serie di Call of Duty ritorna sul mercato con un nuovo capitolo che promette grandi cose e strizza l’occhio all’epoca doro della serie. Nonostante il nuovo Call of Duty WW2 arrivi sul mercato con tante aspettative e molto da dimostrare, soprattutto dopo tanti anni di derive non molto riuscite, vi possiamo dire sin da subito che un piccolo grande passo verso il cambiamento è stato fatto.

La storia imbastita dai ragazzi di Sledgehummer Games  inizia con l’iconico sbarco in Normandia, che similmente a quanto già fatto dal film Salvate il soldato Ryan, catapulta il giocatore sin dal primo istante nella crudeltà della Seconda Guerra Mondiale.  Il gioco da li in poi propone una sequenza di eventi disseminati in giro per l’Europa tenuti insieme da un sottilissimo filo conduttore. Purtroppo si, la narrativa di Call of Duty WW2 è forse uno dei suoi più grandi difetti, in quanto non segue un vero e proprio filo conduttore ma si limita ad attaccare insieme una serie di eventi cronologicamente lontani tra loro. Tuttavia l’intento degli sviluppatori è chiaro sin da subito, l’intenzione di creare un’epopea fatta da uomini e sentimenti ambientata nelle brutture della seconda guerra mondiale è lampante, peccato però che il tentativo di stupire i giocatori grazie a suggestive ambientazioni e colpi di scena che colpiscono dritti nello stomaco, è estremamente labile in quanto i protagonisti proposti alla fine della storia non avranno lasciato nessun ricordo per via di una caratterizzazione troppo superficiale, rovinando così in parte quella che poteva essere una delle migliori campagne del brand negli ultimi anni. Naturalmente la campagna di Call of Duty WW2 non è composta solo da qualche passo falso, anzi ce la mette tutta per mescolare le carte in tavola e proporre qualcosa di nuovo. Se narrativamente parlando i protagonisti delle nostre vicende hanno poco da offrire è nel gameplay che riemerge quella sensazione di cameratismo voluta dagli sviluppatori. Infatti una delle più grosse novità della serie introdotte in questo capitolo è la mancanza della rigenerazione automatica della vita, e per ricaricare la quale sarà necessario far affidamento ai preziosi medikit fornitici dal nostro compagno di plotone. Analogamente altri compagni di squadra potranno fornire altrettanti rifornimenti o abilità utili a farsi largo tra le file Naziste. Tale meccanica dei rifornimenti risulta ben implementata a livello di gameplay risultando estremamente utile soprattutto ai livelli più alti di difficoltà e aumentando in alcuni casi anche l’immersività dell’azione. La campagna singolo giocatore può vantare un totale di 11 missioni per una durata stimata intorno alle 6-7h.

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Call of Duty WW2 non è solo campagna in singolo giocatore e come da tradizione per la serie i contenuti sono sempre abbondanti. Ancora una volta il comparto multiplayer si suddivide in due grandi settori, la modalità cooperativa Nazi zombie e il multiplayer canonico.
La modalità Nazi zombie di Call of Duty WW2 porta il giocatore a vestire i panni di uno degli archeologi alleati in cerca di quadri sottratti dai nazisti e del fratello di una di loro. Come sempre tale modalità è caratterizzata sia da un sano umorismo che da tanto divertimento soprattutto se affrontato in compagnia di amici. Presente all’interno della modalità anche una componente di personalizzazione che si ripercuoterà direttamente sul gameplay. Infatti analogamente a quanto succede nella modalità multiplayer classica, anche in Nazi zombie il giocatore potrà scegliere di personalizzare il proprio armamento come più gli aggrada potendo selezionare inoltre tra  quattro diverse classi che influenzeranno direttamente un’abilità speciale utile durante le situazioni più difficili. Oltre al classico equipaggiamento sono presenti tutta una serie di abilità sbloccabili tramite le lootbox di gioco e legate a doppio filo alle micro transazioni.

Se da una parte la modalità Nazi Zombie risulta un grande plus alla formula, la serie Call of Duty è sicuramente, nella mente dei più, sinonimo di multiplayer competitivo. Anche quest’anno il gioco si presenta ricco di contenuti pur non facendo mancare quella vena innovativa che ha travolto le componenti sopra analizzate. Tra le caratteristiche subito avvertibili nel nuovo multiplayer c’è un cambio radicale nella gestione del gameplay, infatti c’è un ridimensionamento generale di quello che sono i ritmi di gioco, che per quest’anno sono stati resi più lenti favorendo così approcci più ragionati e meno basati sul solo correre per la mappa in cerca dei nemici. Ovviamente il tipo di ambientazione ha anche eliminato del tutto tutte quelle dinamiche legate ai salti e alle arrampicate sui muri. Per quelli che se lo stessero chiedendo, non temete, perché l’approccio punta e spara è più vivo che mai anche in questo Call of Duty WW2, ed anzi è enfatizzato ancora di più per via di un time to kill forse fin troppo spinto che metterà a dura prova i vostri riflessi. Ma non finisce qui perché gli sviluppatori ci si sono messi di impegno per offrire al pubblico il miglior COD di sempre (lascio a voi cogliere questa citazione!) e alle modifiche di gameplay si aggiunge anche un pizzico  di estetica. Il giocatore infatti oltre al solito menu dove sceglie che modalità preferisce giocare, potrà passare il tempo di attesa tra una partita e l’altra in compagnia degli avatar degli altri giocatori in un HUB. Questo spazio virtuale oltre alla possibilità di interagire con gli altri giocatori permette di collezionare missioni giornaliere, con le quali velocizzare la progressione, oltre che fornire una serie di utili funzioni come il provare il proprio loadout nuovo fiammante nel poligono di tiro e lo sfidare altri giocatori in duelli 1v1. Vi segnaliamo inoltre che quest’anno fanno capolinea nel multiplayer anche le divisioni, vere e proprie classi alle quali il giocatore dovrà legarsi e che forniscono dei bonus passivi unici man mano che si va avanti con la progressione.  Anche il multiplayer presenta una componente legata alle micro transazioni, infatti durante le partite online sarà possibile guadagnare randomicamente delle lootbox nelle quali è possibile trovare carte di varia natura che vanno dalle personalizzazioni estetiche a moltiplicatori di esperienza. Le playlist di gioco invece sono sostanzialmente le stesse di sempre tranne che per la neonata modalità guerra, la quale vede due schieramenti di nemici combattere per difendere o assaltare vari checkpoint fissi e mobili.

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Dal punto di vista tecnico Call of Duty WW2 risulta gradevole, sicuramente un passo avanti rispetto ai passati capitolo del brand. Tra le componenti più visibili ci sono le texture che godono di una maggiore risoluzione soprattutto nelle ambientazioni, donando al titolo una nuova luce. Il menu delle impostazioni grafiche è ben nutrito con ben 29 voci selezionabili che offrono una personalizzazione grafica veramente appagante. Con la nostra configurazione di prova montante una GTX 970, una CPU Intel i5 @ 3.5GHz e 8GB di RAM, ad una risoluzione di 1080p, il gioco si è dimostrato in tutte le situazioni performante e reattivo girando per tutto il tempo a più di 60fps.

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Call of Duty WW2 – Recensione e Analisi Tecnica
Conclusioni
Similmente a quanto avvenuto con Battlefield 1 rivivere le ambientazioni della seconda guerra mondiale, seppur arcinote, è stato una piacevole riscoperta. Al netto di una campagna singolo giocatore non sempre brillante, ci sentiamo comunque di dire che questo Call of Duty WW2 ha sicuramente fatto un passo avanti verso il rinnovamento della serie.
Pro
Le ambientazioni della Seconda Guerra Modiale hanno sempre il loro fascino
Piccoli passi verso il cambiamento
Modalità Guerra
Contro
Storia non sempre coinvolgente
Una sola mappa per la modalità Nazi Zombie
8
Voto Finale
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