
L’analisi di questa settimana si concentra su tre novità fondamentali. Partiremo dal ritorno di Valve nel mercato hardware con il lancio del nuovo Steam Controller e le conferme sullo Steam Deck 2. Successivamente, esamineremo il “Progetto K2”, la strategia interna di Microsoft per alleggerire Windows 11. Chiuderemo infine con un approfondimento sulle ultime mosse della community, tra sistemi DRM superati e console modificate per ripristinare il controllo dell’utente.
Abbiamo testato lo Steam Controller, Valve continua lo sviluppo di Steam Deck 2
Il 4 maggio Valve lancerà il nuovo Steam Controller a 99 euro. Nelle ultime settimane abbiamo sostituito i nostri pad principali con questo dispositivo per la nostra recensione esclusiva. L’abbiamo messo sotto stress e abbiamo portato i nostri test direttamente agli ingegneri di Seattle.

La tecnologia a bordo supera molti dei controller “Pro” della concorrenza venduti al doppio del prezzo. Valve ha inserito sensori magnetici TMR immuni al drift, quattro motori aptici ad alta definizione e l’innovativo “Grip Sense” per la mira giroscopica. Ma quello che fa la differenza è il Puck magnetico, che funge da ricevitore wireless a bassa latenza e base di ricarica. Quando abbiamo chiesto al team hardware come avessero evitato che un magnete così potente interferisse con gli analogici, ci hanno rivelato un lavoro di fino sul firmware per neutralizzare fisicamente l’offset. Hanno affrontato un limite fisico e lo hanno piegato col software. Questa è ingegneria di alto livello.
Il controller è il collante di una strategia molto più ampia. Valve ha infatti confermato ufficialmente i lavori sullo Steam Deck 2. L’azienda sta aspettando un salto prestazionale enorme prima di lanciare la nuova generazione. Non cercano scorciatoie tramite frame generation; vogliono potenza bruta mantenendo l’attuale durata della batteria. Nel mentre siamo in attesa delle Steam Machine e Steam Frame.
Microsoft prova a salvare Windows 11

Mentre Valve accelera sul fronte hardware e Linux continua la sua ascesa, a Redmond si sta smuovendo qualcosa. Durante l’ultima chiamata agli investitori, il CEO Satya Nadella non ha usato mezzi termini: Microsoft deve compiere un “lavoro fondamentale” per riconquistare i fan storici di Windows e Xbox, rimettendo la qualità e le prestazioni al centro dell’ecosistema.
La traduzione pratica di questa dichiarazione prende il nome di Progetto K2. Stando alle informazioni trapelate, non si tratta di un nuovo rilascio, ma di una brutale e necessaria operazione di pulizia dell’attuale Windows 11. Il piano prevede una drastica riduzione dell’uso della memoria in idle, l’eliminazione degli annunci nel menu Start e la disattivazione dei contenuti MSN dai widget di default. In sintesi: un taglio netto a tutto il bloatware e al disordine che ha appesantito la piattaforma negli ultimi anni.
Il dettaglio strategicamente più rilevante per il nostro settore è il target prestazionale. Microsoft sta utilizzando SteamOS come benchmark diretto per le ottimizzazioni di K2, con l’obiettivo esplicito di eguagliare le performance in-game del sistema Linux a parità di hardware entro i prossimi uno o due anni. Il colosso riconosce che il proprio sistema operativo ha smesso di essere un canale efficiente per il gaming, facendosi superare in snellezza e non solo da un ecosistema nato dal mondo open-source.
Il Piano K2 rappresenta forse l’ultima vera occasione per Microsoft. L’utenza enthusiast ha dimostrato di non essere più vincolata a un solo ecosistema: se Windows non torna a essere un “sistema operativo” pensato per gli utenti, la migrazione verso piattaforme alternative diventerà un’opzione sempre più concreta.
Denuvo completamente bucato e Linux arriva su PS5
Denuvo è bucato e ormai inutile. Da un lato, il rilascio di un controverso “Hypervisor bypass” ha scardinato le protezioni di tutti i giochi con Denuvo su lmercato. Dall’altro, il cracker noto come ‘voices38’ ha pubblicato una crack pulita per Black Myth: Wukong, a quasi un anno e mezzo dall’uscita. La reazione di Irdeto (l’azienda dietro Denuvo) è stata prevedibile quanto dannosa per i consumatori legittimi: l’introduzione di un controllo online obbligatorio ogni due settimane. Il paradosso si ripete: i pirati giocano offline senza limiti, mentre chi ha pagato il gioco si ritrova con un software appesantito e dipendente da server esterni, per un titolo il cui ciclo di vendite principale è ormai esaurito.
Questa settimana il celebre hacker TheOfficialFloW ha rilasciato pubblicamente un loader Linux per PlayStation 5 (per i firmware vulnerabili 3.xx e 4.xx). Sfruttando un exploit dell’hypervisor, gli utenti possono ora trasformare l’ammiraglia di casa Sony in un vero e proprio PC desktop basato su architettura AMD (Zen2/RDNA2), sbloccando le vere potenzialità.

Parallelamente, la preservazione videoludica segna un altro punto storico: è stato rilasciato Battleship, un porting nativo non ufficiale per PC del primo Super Smash Bros per Nintendo 64. Realizzato tramite decompilazione del codice originale e l’uso intelligente di IA per l’estrazione degli asset, il progetto permette di giocare a 60 FPS senza infrangere direttamente il copyright (richiede la ROM originale fornita dall’utente).
Queste notizie confermano un principio basilare del nostro settore: chiudere un sistema serve solo a ritardare l’inevitabile. Che si tratti di un DRM invasivo, di una console chiuso o di un gioco bloccato su hardware obsoleto, la natura del PC e della sua community riuscirà a trovare un modo per riprendere il controllo.
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