
L’analisi di questa settimana si concentra sulla transizione delle console verso un futuro esclusivamente digitale, con un focus sulla strategia di Sony di abbandonare il supporto fisico. Esaminiamo le recenti difficoltà di Microsoft in contrasto con il rinnovato interesse per i classici come Baldur’s Gate 2. Infine concludiamo con un’analisi del mercato hardware, evidenziando come le dinamiche di mercato stiano influenzando le strategie dei produttori, come dimostra il ritorno della Nvidia RTX 3060 12GB.
La Fine del Supporto Fisico e il Monopolio Digitale delle Console
Sony ha ufficialmente annunciato la fine della produzione di nuovi giochi su disco per le sue console a partire da gennaio 2028. La motivazione ufficiale cita un adattamento alle “preferenze dei consumatori”, ma la mossa delinea una strategia più ampia verso un ecosistema completamente digitale e controllato. A partire da quella data, i nuovi titoli saranno disponibili solo tramite il PlayStation Store o come codici download in scatola, eliminando di fatto il mercato dei giochi usati e legando l’utente esclusivamente alla piattaforma digitale di Sony, dove l’azienda detiene un monopolio di fatto.
Questa transizione è vista dagli analisti come un chiaro segnale per il futuro: sia la PlayStation 6 che la prossima Xbox (Project Helix) sono ora attese come console prive di lettore disco di serie. Si tratta di una completa inversione di rotta rispetto al 2013, quando Sony promosse attivamente la condivisione dei giochi fisici per PlayStation 4 in risposta alle criticate politiche DRM iniziali di Microsoft per Xbox One. Oggi, entrambi i produttori convergono verso lo stesso modello digitale, trasformando le console in “PC peggiori”: sistemi chiusi con un unico store obbligatorio, a differenza del mercato PC dove la concorrenza tra piattaforme come Steam, GOG ed Epic Games Store garantisce una pluralità di scelte e prezzi.

A rafforzare le preoccupazioni sulla preservazione e la proprietà dei giochi, Sony ha anche confermato la chiusura definitiva dello store su PlayStation 3, che inizierà ad agosto 2026 in alcune regioni e si completerà a livello globale nel luglio 2027. Sebbene l’azienda garantisca la possibilità di riscaricare i titoli già acquistati “per il prossimo futuro”, l’evento serve come monito concreto sulla fragilità delle librerie puramente digitali. In risposta a questa tendenza, emergono voci secondo cui Microsoft starebbe sviluppando una funzione “disc-to-digital”, che permetterebbe di ottenere una licenza digitale per i propri giochi fisici di Xbox One e Series X/S, sebbene richieda di conservare il disco come prova di proprietà.
La Crisi di Microsoft, chiusura di altri studi?

Microsoft sta attraversando una fase di profonda ristrutturazione interna, con la possibilità di cancellare progetti molto attesi e chiudere studi acclamati. Secondo fonti interne, l’azienda starebbe valutando la cancellazione del gioco su Blade, sviluppato da Arkane Studios, a causa di ritardi e sforamenti del budget. Questa mossa si inserirebbe in un piano più ampio di tagli che potrebbe portare alla chiusura di almeno cinque studi, tra cui gli stessi Arkane, o alla loro vendita a terzi.
Questa incertezza sul futuro delle nuove IP contrasta nettamente con la rinnovata attenzione verso i capolavori del passato. È emerso infatti che è in sviluppo un remake di Baldur’s Gate 2. La notizia assume ancora più peso dal fatto che Hasbro, dopo il rifiuto di Larian di sviluppare Baldur’s Gate 4, aveva inizialmente offerto il progetto a James Ohlen, co-lead designer dell’originale Baldur’s Gate 2. Ohlen ha rifiutato, definendo “una follia” competere con il successo di Baldur’s Gate 3 senza avere a disposizione il motore e le risorse di Larian. Tuttavia, sembra che il suo ex collega, Kevin Martens, sia coinvolto nel nuovo progetto di remake.
Il Ritorno della RTX 3060 12GB

Nvidia ha reintrodotto sul mercato la GeForce RTX 3060 da 12GB. A distanza di cinque anni dal lancio originale, diverse versioni custom della scheda, come la Gigabyte Windforce Rev2.0, sono riapparse presso i principali rivenditori a un prezzo di circa 340 dollari, molto vicino al prezzo di listino originale.
Questa decisione, anticipata dal CEO di Nvidia Jensen Huang come una “buona idea” per contrastare i problemi di prezzo e disponibilità delle nuove serie, rappresenta un’ammissione delle difficoltà attuali. La forte domanda per le GPU destinate al settore AI sta limitando la capacità produttiva per le schede consumer di fascia bassa della serie 50, rendendo economicamente più vantaggioso per Nvidia riproporre un prodotto basato su un processo produttivo più datato.
Tuttavia, questa riedizione evidenzia le attuali contraddizioni del mercato. Sebbene la RTX 3060 offra 12GB di VRAM, un vantaggio psicologico e pratico in alcuni scenari, le sue prestazioni di base sono inferiori a quelle di una RTX 5060. Inoltre, la scheda non può sfruttare appieno le ultime tecnologie come il DLSS 4.5 e non supporta affatto il Frame Generation. Il ritorno di questa scheda dimostra che la richiesta di un quantitativo di VRAM adeguato è così forte da costringere un produttore a fare un passo indietro; dall’altro, lo fa a un prezzo che la mette in diretta competizione con hardware più moderno e tecnologicamente più avanzato, seppur con meno memoria video.
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