Sembrava che l’era dei simulatori spaziali fosse giunta al termine, un genere che negli anni ’90 era molto gettonato e col tempo divenne di nicchia, ma oltre alle varie campagne Kickstarter che adesso stanno riaccendendo la passione per questo genere c’è sempre stato un team che teneva vivo l’interesse per i giochi di questo settore per tutti questi decenni, questo team ha fatto si che con i suoi titoli l’intero mondo di gioco ruotasse intorno a una profonda economia commerciale. La serie X ha fatto sognare i veterani e anche qualche nuovo arrivato, ma le sue meccaniche complesse hanno sempre fatto desistere il giocatore medio nell’acquistare almeno un capitolo di questa serie; quindi che idea ha avuto il team di Bernd Lehan? È stata presa la decisione di fare un restyling da zero di questa celebre saga partendo dalle fondamenta, rendendolo più intuitivo per la nuova generazione di videogiocatori ma senza rinunciare al solito concetto Trade, Fight, Build, Think. Su carta sembra veramente un idea ottima dato che il team ci ha pure impiegato ben 7 anni nello sviluppo ma qualcosa non è andato per il verso giusto, si potrebbe riassumere il tutto con il termine “Houston, abbiamo un problema”.

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Nonostante gli interni delle varie stazioni saranno ripetitivi avranno sempre un elemento che le distinguerà

Tutorial cammuffato come Campagna, o viceversa?

Innanzitutto a livelli di trama ci siamo, evitando spoiler diciamo che a questo giro ci ritroviamo un personaggio più “umano”, Ren Otani, un rigattiere di astronavi che oltre a non avere la sindrome di Gordon Freeman riesce a legare con Yisha, una ribelle di Cuore di Albion che nel tempo libero pianifica attacchi terroristici alla Plutarch Mining Corporation, quest’ultima dopo la chiusura dei portali(che sono stati rimpiazzati dalle ipervie) ha preso il controllo di Albion creando un sistema a livello dittatoriale, la campagna si potrebbe definire come un enorme tutorial, infatti era questa l’intenzione del team, ovvero quello di incominciare la modalità libera con la conoscenza delle basi apprese dalla campagna, la longevità è quella tipica della serie, pressochè infinita, sempre con tante cose da fare.
Nel gioco oltre alle missioni principali ci saranno anche quelle secondarie che comprendono il trasporto dei passeggeri, omicidi su commissione o richieste commerciali, i crediti guadagnati dalle varie missioni ci permetteranno di potenziare la nostra navetta dal punto di vista del motore, armi, scudi ecc. e teniamo a ricordare che rispetto ai precedenti capitoli sarà l’unica nave che potremo comandare direttamente per tutto il gioco, quindi ai vari caccia o alle navi mercantili potremo solo impartire degli ordini.

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Con quest’ultimo capitolo la saga X tocca l’apice della qualità artistica

Intuitivo come la Fisica Nucleare

Con questa rinascita di X il team ha voluto rendere più intuitive le meccaniche di gioco, o almeno ci ha provato, innanzitutto i vari comandi sono molto più diretti e meno macchinosi, dovuto anche dalla semplificazione dettata dal supporto per il controller e grazie ai continui suggerimenti su schermo che ci diranno cosa fare, peccato che il più delle volte siano delle istruzioni molto ristrette che possono dire tutto o niente e quindi l’impulso di ricorrere ai forum per chiedere consigli si farà sentire in fretta, ergo il concetto di “più intuitivo” tanto decantato è andato a farsi benedire, almeno in parte. Sin da subito abbiamo la possibilità di attraccare alle varie stazioni in automatico senza dover cercare in giro un upgrade apposito, e per di più sono state accantonate quelle fastidiose schermate Excel per ogni singolo acquisto, in quel caso basta attraccare a una stazione e cercare l’NPC che venda ciò che cerchiamo, ovviamente quando si parla di commercio all’ingrosso ci ritroveremo una schermata commerciale più complessa, ma resa più intuitiva rispetto al passato anche se a prima vista può creare non poca confusione ma dopo qualche acquisto sarà abbastanza semplice da gestire.

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Le schermate Excel sono solo un lontano ricordo peccato che le facce dei NPC c’è le sogneremo di notte

Commercio e Economia

Per il commercio bisogna possedere una nave commerciale, anche in questo caso ne abbiamo una disponibile dall’inizio, la Rahnas, una volta raggruppato il personale che abbiamo arruolato dalle varie stazioni e l’abbiamo messo a lavorare a bordo su di essa basterà andare in una fabbrica, aprire il menu commerciale e dopo aver scelto la nave da usare per il commercio, selezionare il prodotto che desideriamo, indicare la quantità e dare l’ok, da li in poi farà tutto da sola la nave. Molto bello vedere il commercio in tempo reale, con la Rahnas che si avvicina allo sbocco del magazzino della fabbrica dove si intravedono i droni che trasportano la merce facendo un avanti e indietro intenti nel caricare il prodotto appena acquistato da noi, affascinante all’inizio, alla lunga viene a noia. Teniamo conto che le navi commerciali non sono dei campioni di velocità e 10 minuti partono di sicuro tra le varie manovre e agganci, per non parlare di quando ci sta la fila, un time warp tramite potenziamento come nei precedenti capitoli non avrebbe guastato. Una novità veramente interessante è che potremo sbloccare degli sconti da questi commercianti in vari modi, magari scannerizzando una fabbrica troveremo un difetto strutturale, questo magari va ad influire sulla qualità del prodotto e quindi ci farà ottenere uno sconto del 10% all’acquisto, questi metodi si possono sfruttare anche nel commercio diretto dai vari NPC all’interno delle stazioni, con l’opzione “Convenevoli” infatti partirà un minigioco di riflessi, abbastanza ripetitivo ma interessante dato che sarà fondamentale scegliere le giuste risposte per avere uno sconto maggiore, peccato che gli argomenti trattati siano sempre cinque in croce. Probabilmente ciò che potrebbe veramente stupire è che distruggendo dei stabilimenti o navi mercantili specifici andremo a influenzare pesantemente tutta l’economia di gioco, questo potrebbe tornarci molto utile per la questione rivalità commerciale, per esempio ci siamo appena costruiti la nostra fabbrica di ghiaccio ma un nostro rivale vende lo stesso prodotto a un prezzo più stracciato e in quel settore siamo gli unici che forniscono quei prodotti, basterà distruggere quello stabilimento rivale e anche vendendo il nostro prodotto a prezzi più salati i vari commercianti acquisteranno comunque essendo appena diventati gli unici produttori di ghiaccio in quel settore.

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Il minigioco dei “Convenevoli” sarà fondamentale se vogliamo ottenere sconti e informazioni a nostro favore

Combattimento e controlli

Per il combattimento c’è da dedicare invece una parentesi, a questo giro la Egosoft ha introdotto il supporto nativo al controller dell’Xbox 360, questa cosa ha fatto infuriare i fan per via di un possibile porting console poi accantonato, il sospetto è stato scaturito da dei file(dedicati ovviamente al controller)nella cartella di gioco. I combattimenti sono stati resi benissimo, gli avversari però hanno strani picchi di intelligenza, a volte si faranno abbattere come mosche, altre volte sono riusciti a sorprenderci grazie a delle evoluzioni acrobatiche degne del miglior pilota di caccia, quindi non bisogna mai sottovalutare il nemico. Purtroppo il controller ci ha fatto dannare con i vari menu di selezione, soprattutto quello a ventaglio, lasciando di gran lunga la preferenza del mouse, idem per la selezione delle quantità dei prodotti durante il commercio. Un vero peccato invece che abbiano tolto la funzione del targeting dei precedenti capitoli, nei combattimenti che ci creerà non poca frustrazione per individuare il nemico più vicino a noi, ovviamente Egosoft ha dato di nuovo prova del suo supporto garantendo che quella funzione sarà aggiunta al più presto con le prossime patch. Da segnalare inoltre che non c’è la possibilità di usufruire della telecamera esterna e purtroppo la cloche di comando interna è un po troppo invadente e avremo solo quel tipo di visuale, tra l’altro non potremo neanche girare la testa per guardarci intorno.
Gli abbordaggi ci sono sembrati più che buoni, a volte ci faranno sudare le sette camicie se si parlano di navi scortate, perchè oltre a dedicarci di abbattere il  jumpdrive, propulsori e torrette di bordo dovremo occuparci anche dei droni che ci lanceranno contro, più le relative navi di supporto prima di poter spedire con le capsule i marines per l’abbordaggio(ricordate che più danni inferti alla nave da abbordare equivalgono a un valore minore se venduta, o a costi di riparazione più alti quindi andateci piano). Altro fattore da tenere in considerazione è che il numero di marines richiesti varia in base al tipo di nave da abbordare, e il costo di arruolamento è influenzato in base al grado di cui dispongono, semplice, veterano ecc. e dato che per l’abbordaggio si dovranno lanciare con delle capsule senza alcun dispositivo di difesa, ci dovremo preoccupare di dargli un meritato supporto se non vogliamo ritrovarci ingenti perdite che ci costringano a battere in ritirata con conseguente spreco di crediti.

I Droni e la Costruzione?

La gestione dei droni a distanza invece la si potrebbe definire come la classica idea innovativa ma sfruttata male, prima di tutto c’e ne sono di varie tipologie, quelli d’Assalto, Hacking, quelli d’Assalto sono molto utili se non vogliamo ricevere dei danni alla nostra nave principale, peccato che la loro velocità limitata e la loro potenza di fuoco debole non li rendono la migliore soluzione, anche perchè si buttano giù facilmente, da usare proprio nei casi in cui il numero di nemici è davvero basso e non vogliamo sporcarci le mani o per compiere una missione suicida per abbattere una torretta specifica di una corazzata, infatti quando staremo comandando un drone la nostra nave principale andrà in pilota automatico, peccato che ha la brutta abitudine di sparare missili a gogo in caso di attacco e una volta tornati a comando 5000 crediti per rifornirla partono di sicuro, in fin della fiera una volta che abbandoneremo il controllo a distanza se il drone non è stato abbattuto tornerà al suo legittimo proprietario , dopodichè lo potremo sfruttare di nuovo in altre occasioni. Il drone Hacker invece ci permetterà di sbloccare informazioni nascoste riguardo agli impianti oppure di applicare dei virus, basterà avvicinarsi di qualche centimetro alla superficie segnalata dell’impianto e applicare lo stesso minigioco di riflessi che abbiamo visto nei Convenevoli. La componente da costruzione è stata resa più semplificata, infatti basterà disporre di una nave da costruzione a cui ordinare quali impianti vorremmo creare, si tratta di un procedimento che potrebbe risultare comunque ostico all’inizio dato che si tratta di recuperare i vari materiali necessari per la costruzione e come al solito i suggerimenti non ci aiuteranno quasi per niente, fortunatamente nella sezione forum italiana di X Rebirth hanno già inserito parecchie guide.

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Il drone nonostante i suoi limiti ci tornerà molto utile

Loot e scannerizzazione

Un altra novità interessante ma forse un po sbilanciata è stato il loot degli oggetti che si trovano in giro per le stazioni dentro i vari armadietti e casse, ai primi giorni di lancio su una stazione random facevamo una media di 20000 crediti a stazione ripulita, a volte anche di più, fortunatamente con le ultime patch sono riusciti a limitare le chance di trovare oggetti, quest’ultimi possono essere anche di categoria illegale come alcolici o cibi “proibiti”, hanno un valore maggiore ma dinnazi ad un controllo della polizia ci farà perdere reputazione fino a diventare nemici di quel settore, al massimo basta evitare di passare accanto a una delle loro pattuglie per evitare i controlli, anche perchè sottraendoci a un loro scan possiamo solo peggiorare la situazione; il loot può avvenire anche nello spazio, appoggiandoci alla scannerizzazione ad ampio raggio che agirà come un sonar ci segnalerà casse arenate che possono contenere missili o altri oggetti, i missili si possono reperire anche dai nemici una volta abbattuti. In questo capitolo potremo dedicarci anche all’estrazione dei minerali dagli asteroidi appoggiandoci al Laser Minerario con cui potremo spezzettare in tante piccole parti queste enormi rocce sospese, il metodo di raccolta manuale ci garantirà di poter selezionare i pezzi migliori, potremo anche affidare il compito di selezione a dei raccoglitori ma il risultato finale sarà meno retributivo.

Un universo di problemi

Per essere un esclusiva PC il team Egosoft non si è impegnato a sfruttare le potenzialità che ci offrono attualmente le nostre piattaforme, infatti il comparto grafico oltre ad essere rimasto fermo alle DirectX9 soffre di alti e bassi, da un lato ci offre ottimi dettagli delle varie strutture per non parlare degli scorci che ci lasceranno a bocca aperta a più riprese grazie al design superlativo delle varie navi e strutture tipico della serie, ma dall’altro lato la quantità poligonale è a livelli a dir poco spartani, basterà passeggiare all’interno di una stazione per rendersi conto che la povertà texture che ci circonda regna sovrana, a partire dalle varie superfici. La modellazione poligonale dei NPC è una delle cose più brutte che abbiamo mai visto, tenendo conto che ce li ritroveremo davanti per quasi tutto il gioco per accettare le varie missioni principali e anche per commerciare. Certo, sarebbe anche la prima volta che il team si ritrova a dover ricreare degli esseri umani per intero oltre alla faccia ma purtroppo non è solo la questione grafica che ci ha lasciato spiazzati ma anche riguardo all’animazione, davvero legnosa e old gen, idem per l’espressività facciale, quasi inesistente.

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Partiamo da subito col dire che questo X Rebirth si porta dietro gli stessi problemi di lancio dei precedenti capitoli (anche se a questo giro di gran lunga più ampliati), come i vari bug e problemi di ottimizzazione del codice di gioco che portavano via parecchi mesi prima di potersi godere i titoli, per esempio comparare X3 del day one con l’ultima versione aggiornata è come guardarsi il prima e il dopo di Final Fantasy XIV: A Realm Reborn, infatti il team oltre ad aggiustare i classici problemi di bug e performance inseriva sempre nuove feature garantendo un supporto anche per 8 anni su di un solo titolo, quindi lamentarsi di ottimizzazione e bug al lancio per un space sim sviluppato da 20 persone con un budget ristretto è come sparare sulla croce rossa. Il team Egosoft più volte ha ribadito che in questi 7 anni in buona parte sono stati dedicati al motore di gioco che sarebbe una profonda evoluzione del motore di X3, probabilmente un beta testing più ampliato e accurato avrebbe risolto parecchie magagne già dal day one. Ancora adesso a un mese e mezzo in cui vi scriviamo la recensione nonostante siano state rilasciate ben 19 patch, i problemi di performance si fanno ancora sentire anche se si denota un evidente miglioramento, ma si parla comunque di una media di cali da 10fps fino a toccare per assurdo pure i 60fps. Facendo varie prove abbiamo notato che l’elemento ammazza prestazioni sono le ombre, quindi consigliamo a chi ha configurazioni con vga più vecchie di disabilitare attualmente quest’opzione, per la questione cpu invece il gioco non va a sfruttare oltre i quattro core quindi tra un Phenom II o un I5 le differenze a quel livello non le noterete, infatti anche per chi possiede una GTX 780 si ritroverà cali di 10 fps. Perlomeno i bug più gravi sono stati risolti, o almeno quei problemi che impedivano del tutto la possibilità di proseguire nel gioco, come navi a nostro seguito che dopo aver ricevuto un ordine facevano un salto con il jump drive e non si facevano più rivedere, oppure che non eseguivano per niente gli ordini che gli impartivamo rimanendo ferme e impassibili per sempre, non reagivano ai colpi dei nemici nonostante avessimo arruolato un ufficiale della difesa con conseguente distruzione di quest’ultima, quando entravamo dentro un ipervia venivamo sparati letteralmente “verso l’infinito e oltre” in una zona sconosciuta a migliaia di chilometri dal nostro sistema, oppure ritardi di caricamenti texture che ci fanno rimpiangere Rage; per la questione dei crash invece c’e ne saranno capitati 3 o 4 dopo 10 ore di gioco, molti sui forum si lamentano addirittura di salvataggi corrotti dopo aver applicato la nuova patch, fortunatamente a noi non ci è mai successo, il più delle volte dipende dal proprio sistema. Dai vari test abbiamo incominciato a pensare che le performance non sono solo dovute particolarmente alla questione del motore grafico mal ottimizzato, anche perchè siamo ai livelli di Doom 3, ma crediamo che sia la gestione dell’IA a farci pesare le performance, per esempio prendendo i settori più affollati si ha una media di 10-25fps, se prendiamo invece il sistema De Vries si hanno buone possibilità di viaggiare tranquillamente dai 30 fps ai 50 con cali di “soli” 25 fps. Un appunto da dedicare alla risoluzione, quest’ultima va ad influenzare pesantemente le dimensioni dei Font di gioco, maggiore è la risoluzione e più i caratteri saranno piccoli, già i 1080p ci faranno stare più appiccicati del solito al monitor per capire che c’è scritto. Se non altro la traduzione italiana nonostante non sia ufficiale ma creata da dei fan col permesso di Egosoft è più che buona, ottimo adattamento, soprattutto con i nomi dei vari settori e sistemi.

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Uno dei tanti ritardi di caricamento texture, dovrete farci l’abitudine

Musiche dell’altro mondo

Nulla da obiettare riguardo al comparto audio, la colonna sonora è sempre stata uno dei cavalli di battaglia della saga X, i suoni delle esplosioni, dei colpi attutiti dal nostro scudo, tutto quanto riesce a farci immedesimare in questo universo ricreato alla perfezione e reso molto più vivo rispetto al passato. Purtroppo non possiamo dire lo stesso per quanto riguarda il doppiaggio inglese, di gran lunga più brutto se comparato ai precedenti capitoli, infatti a parte la voce del protagonista tutti gli altri personaggi non mettono alcuna enfasi su ciò che dicono, sembra quasi che stiano leggendo il copione di malavoglia, per di più il labiale è fin troppo fuori sincrono.

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In conclusione

Allo stato attuale X Rebirth si presenta come un Alpha spacciata per gioco completo e se non volete rovinarvi l’esperienza del single player ne sconsigliamo l’acquisto, almeno al momento, così magari si ha una buona possibilità di comprare il gioco a un prezzo minore nel giro di qualche mese con livelli più accettabili di giocabilità, ovviamente il supporto Egosoft è una garanzia, anche perchè se non lo aggiusteranno la vedremo dura che riescano a creare altri giochi in futuro. Tra tutte le varie release di questo team, X Rebirth è stata la peggiore. Il che è un vero peccato perchè le idee ci sono, e di certo una posticipazione del lancio anche di un solo mese avrebbe reso il titolo più fruibile ma per il momento X Rebirth passa giusto la sufficienza grazie alla moltitudine di patch rilasciate che hanno risolto il grosso dei problemi ma c’e ne ancora di strada da fare. In futuro faremo uno speciale per aggiornarvi sulle novità e miglioramenti introdotti con le successive patch.

Pro

  • Comparto grafico più che buono
  • Sonoro eccellente
  • Un universo immenso con tante cose da fare

Contro

  • Doppiaggio da dimenticare
  • Pessima ottimizzazione
  • Alcune meccaniche restano complesse

Commento Finale

8

Per chi si aspettava un X4 dovrà mettersi il cuore in pace, X Rebirth fa una cosa giusta e due sbagliate ma fra qualche mese potrebbe sorprendere.

 

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