Super Lucky’s Tale – Recensione

In un oscuro periodo dove i platform latitano su PC e console, ci pensa Playful e il suo Super Lucky’s Tale a portare qualcosa nel piatto dei giocatori desiderosi di immergersi in mondi colorati e creati apposta per far saltare a destra e a manca il protagonista.
E considerato che la Microsoft ha curato la sua pubblicazione (infatti è esclusivo del Microsoft Store) e l’ha anche pubblicizzato come titolo di lancio della Xbox One X, Super Lucky’s Tale deve per forza di cose essere un platform con i controfiocchi come non se ne vedevano da anni.
Beh… non proprio.

Quella volpe soffice e pelosa

Super Lucky’s Tale è seguito di Lucky’s Tale, titolo pensato in origine per essere fruito tramite l’Oculus Rift, ma questo seguito invece perde completamente questa funzionalità e viene aggiunto un Super nel nome. La storia che narra attorno alla sorella della volpe nonché protagonista Lucky, Lyra, che recupera il Libro delle Ere, un potente manufatto che una banda di gatti malvagi vuole avere a tutti i costi, ma ecco che Lucky e i suoi acerrimi nemici si ritrovano all’improvviso catapultati dentro al libro e i suoi mondi fantastici, e il nostro peloso eroe dovrà per forza di cose sconfiggerli uno a uno e ripristinare la pace. Ovviamente la trama è un semplice pretesto per farci visitare luoghi fantasiosi che spaziano da lussureggianti colline verdi abitate da golem amichevoli, fattorie gestite da enormi bruchi, deserti innevati abitati con yeti che pensano solo a farsi regali, e a un vecchio luna park abitato da fantasmi. Ogni mondo consiste in un hub centrale dove si trova l’ingresso di ogni stage più il portone che porta al boss, e una volta sconfitto si prosegue nel prossimo mondo. Tuttavia, per accedere al boss è indispensabile raccogliere un certo numero di quadrifogli, i quali si trovano sparsi nell’hub di gioco sottoforma di mini giochi da risolvere, oppure se ne possono trovare 4 per ogni stage, e si possono ottenere con una formula sempre uguale di stage in stage, che consiste nel risolvere un puzzle segreto, trovare almeno 300 monete, trovare le 5 lettere che compongono il nome del protagonista, e trovare quello finale, obbligatorio da prendere per concludere lo stage e sbloccare il successivo.
In totale ci sono 99 quadrifogli da trovare, ma ne servono “solamente” 80 per accedere al boss finale, quindi ripulire per bene molti stage è quasi obbligatorio, ma per via del level design semplicistico e degli stage molto ridotti nelle dimensioni, non sarà difficile ripulirli per bene.

Il nemico giurato numero uno

Il gameplay di Super Lucky’s Tale è molto semplice da descrivere: si può muovere il protagonista nel mondo 3D o in alcuni degli stage 2D a scorrimento orizzontale, si può saltare e anche eseguire il doppio salto, si può usare la coda come arma per rompere casse o stordire i nemici (che si eliminano saltandogli sopra la capoccia), e ci si può anche muovere sottoterra, utile per raccattare le monetine sotterrate o per evitare certi ostacoli. Ma in tutta questa semplicità, Playful s’è resa rea di aver trascurato un elemento fondamentale in un platform, ovvero la gestione della telecamera.
Tralasciando i comandi che agli inizi possono apparire un pochettino farraginosi, ma dopo una mezz’ora di gioco si ha già preso la mano, la telecamera, al contrario di ciò che il buon senso detterebbe, è ancorata e non è liberamente gestibile, si può solo ruotare di circa massimo circa 30 gradi a destra o a sinistra, ma a conti fatti è una limitazione pesante a livello di gameplay, in quanto rende difficile, in parecchie occasioni, calibrare i salti correttamente per via della scarsa percezione della profondità, col rischio che si cada in un burrone e si perda una vita, rendendo l’esperienza di gioco, più che frustrante, fastidiosa.
Apriamo una parentesi, ebbene sì, Super Lucky’s Tale fa uso delle vite del protagonista, ogni volta che si muore se ne perde una, che si possono rimpolpare trovandole nei vari stage o raccogliendo un certo quantitativo di monete disseminate ovunque. Non sappiamo cosa succeda nel caso in cui si perdano tutte, ma sappiamo che se si gioca discretamente si può arrivare alla fine del gioco con 20+ vite, anche se va detto che ci sono certe zone dove se ne possono perdono a iosa.
Chiusa questa parentesi, vorremmo soffermarci un attimo sul termine fastidioso usato poco fa, in quanto viene spontaneo, sempre e comunque, cercare di trovare l’angolazione migliore della telecamera per eseguire qualche salto, con l’unico risultato che, niente da fare, essa non si può spostare da dove è stata posizionata, ma non solo, anche il solo atto di muoversi verso la telecamera perché si deve tornare indietro, è una sensazione che definiremmo, appunto, fastidiosa. Anche arrivare a fine livello e non poter guardare il panorama dietro, magari per vedere e trovare qualche elemento, come qualche moneta o qualche lettera dimenticata, è una scocciatura.

Tutto qui

Purtroppo non c’è molto altro da dire, Super Lucky’s Tale è un titolo molto blando per via della sua semplicità che tale è e tale rimane dall’inizio fino alla fine del gioco, proprio per il fatto che non propone nulla di nuovo e sa tutto di già visto, risultando così essere fin troppo generico, poiché mancano quasi del tutto situazioni divertenti o anche solo meritevoli di essere accennate, complice anche la totale assenza di un sistema di progressione del personaggio: si raccolgono migliaia di monete ma non si possono spendere, si hanno tre cuori a disposizione che rappresenta quante volte si può essere colpiti prima di morire, ma nessun modo per aumentare questa quantità (non che ce ne sia bisogno), non si apprendono nuove abilità che possano rendere più variegato il gameplay o nuove mosse di combattimento (ma, ancora una volta, non se ne sente il bisogno). Questo, duole dirlo, rende Super Lucky’s Tale un titolo quasi pensato per i più giovani, coloro che ancora non hanno molta dimestichezza con i videogiochi in generale.
Purtroppo ha anche qualche problema soprattutto quando si salta su superfici rimbalzanti, dove a volte il personaggio sembri glitchare e non salti come si vorrebbe, così come quando si cerchi di saltare sopra gli avversari per eliminarli, un po’ più di pulizia in questi aspetti sarebbe stata cosa graditissima.
Fortunatamente il prezzo di vendita è abbastanza in linea con l’offerta, ma tenete presente che è un titolo completabile tranquillamente in un week-end (4-5 ore), a meno che non cerchiate di prendere tutti i quadrifogli, in quel caso, un giorno in più potrebbe anche essere necessario.
Sul fronte delle performance non c’è niente da segnalare, ma non aspettatevi di poter modificare chissà cosa sul fronte grafico, giusto la risoluzione, l’audio e i comandi, però perlomeno il titolo è stato tradotto e doppiato in italiano, peccato solo che la stragrande maggioranza delle volte i personaggi parlano tramite gibberish.
Insomma, se vi aspettavate da questo Super Lucky’s Tale un platform come si deve, è difficile rimanerne soddisfatti, motivo per cui dovrete per forza di cose guardare alla concorrenza. E sapete tutti a chi è riferito.

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