Resident Evil Village – Recensione Come Gira

Resident Evil Village, per gli amici Resident Evil 8, è il seguito diretto di Resident Evil 7 che molti stavano aspettando. Ancora una volta Capcom, forte dei risultati del 7, ha scelto di mantenere la prima persona, nonché lo stesso protagonista, Ethan Winters, stavolta invischiato in una vicenda alquanto intrigante e in apparenza al di sopra delle sue possibilità.

Dovete sapere infatti che a seguito delle vicende del precedente capitolo, Ethan e Mia hanno avuto una figlia, Rosemary, e hanno deciso di trasferirsi in Europa in una tranquilla località, inseriti in una sorta di programma protezione testimoni dalle autorità competenti. Ma una sera, inspiegabilmente, vengono aggrediti proprio da questi ultimi, capitanate da Chris Redfield, il quale uccide senza pietà Mia e rapisce Ethan e Rosemary. Dopo una fuga fortuita, parte così la ricerca della propria figlia, nonché di risposte, in un villaggio dove il tempo sembra essersi dimenticato di scorrere da cent’anni a questa parte.

Come se non bastasse, questo villaggio alquanto isolato dal mondo esterno è invaso da creature che sembrano essere uscite da un libro fantasy, e lo stesso si può dire dei Signori che controllano questo posto, proprio come il personaggio più iconico di tutto il gioco, Alcina Dimitrescu, una vampira alta due metri e mezzo che ha fatto da protagonista in praticamente qualunque trailer di presentazione del gioco pubblicato.

Comparto tecnico, Impostazioni e Requisiti di sistema

In questa sede ci occuperemo più che altro non tanto delle differenze tra i vari preset del gioco, quanto riguardo alla tecnologia next-gen che al momento è sulla bocca di tutti e che rappresenta bene o male il piatto forte del gioco, ovvero il tanto discusso ray tracing, specialmente lato AMD, in quanto Resident Evil Village rappresenta uno dei primi giochi ufficiali su cui AMD ha aiutato un publisher a implementare in un motore grafico le sue numerose tecnologie per gestire al meglio il ray tracing basato sulle DirectX.

AMD e Capcom hanno lavorato per garantire ai giocatori Radeon la migliore chance per affrontare Madre Miranda e i suoi quattro Signori del villaggio, con il supporto Day-0 in arrivo il 6 maggio, i giocatori Radeon potranno beneficiare di:

Prestazioni all’avanguardia – Le schede grafiche AMD Radeon RX 6000 series offrono framerate top di gamma a 1440p e 4K, catturando ogni momento per assicurare le migliori esperienze di gioco.

AMD FreeSync Premium Pro – Offre una visuale mozzafiato grazie alla tecnologia di sincronizzazione adattiva leader nel settore, garantisce un gioco senza interruzioni e tear-free grazie al rendering HDR e una Low-Framerate Compensation in modo che i giocatori non perdano nemmeno un dettaglio nascosto nel castello Dimitrescu.

Inoltre, AMD e Capcom hanno collaborato per integrare potenti funzionalità FidelityFX per migliorare ulteriormente l’esperienza dei giocatori alla ricerca dei segreti di Resident Evil Village, tra cui:

Contrast Adaptive Sharpening (CAS) – nitidezza dinamica hardware-agnostic per perfezionare i dettagli nelle aree a basso contrasto, migliorando significativamente la chiarezza dell’immagine e rendendo più nitide le immagini attenuate dalle funzioni di post-elaborazione;

AMD FidelityFX CACAO – Un’implementazione dell’occlusione ambientale ottimizzata per RDNA e basata sul calcolo che renderizza in modo efficiente e accurato l’illuminazione ambientale, creando ombre e luci realistiche e preservando le prestazioni per altre funzionalità estremamente impegnative;

AMD FidelityFX SPD – SPD ottimizzato RDNA utilizza il calcolo asincrono per accelerare la mappatura delle texture per una post-elaborazione più efficiente, guidando effetti come il bloom e i riflessi dello spazio dello schermo più velocemente senza sacrificare il framerate;

Variable Rate Shading – Una caratteristica basata su RDNA 2 per analizzare la luminance e il movimento nei fotogrammi e ottimizzare il rendering nelle scene ad alta intensità per la massima performance e qualità dell’immagine.

Ray tracing a parte, il titolo, come da tradizione Capcom, offre una vasta gamma di personalizzazioni grafiche, che vanno dai soliti noti come l’antialiasing, l’occlusione ambientale, il VSync, ad altre un po’ più elaborate come la possibilità di selezionare la qualità delle texture, la qualità delle luci volumetriche, e se avere o meno le ombre prospettiche. Come al solito c’è anche l’indicatore di quanta VRAM il gioco dovrebbe occupare, ma come sempre si tratta solo di una stima di massima alquanto conservativa, ed è possibile sforare (anche di molto) senza ripercussioni di sorta.

È possibile personalizzare la qualità del ray tracing tramite tre impostazioni: l’illuminazione globale e riflessione, la riflessione della luce, e l’occlusione ambientale. Quest’ultima opzione è disponibile anche a ray tracing spento, ma abilitandolo questa opzione grafica verrà gestita proprio da essa. La personalizzazione dei primi due si limita solamente ai canonici Basso, Medio, Alto, mentre l’occlusione ambientale può essere solo spenta o accesa. A ray tracing spento, l’occlusione ambientale può essere disabilitata, abilitata tramite SSAO o tramite FidelityFX CACAO.

L’unica grande mancanza è la possibilità di cambiare il FOV. Quello disponibile rimane accettabile, ma poteva essere allargato di più, anche se capiamo la sua assenza – Village fa un uso magistrale e molto controllato della prima persona, proprio come RE7, e un FOV più ampio rischierebbe di rompere certi dettagli.

Confronto con e senza ray tracing

Ma quanto incide graficamente il ray tracing in Resident Evil Village? Abbiamo fatto diverse foto per paragonare la grafica con il ray tracing spento e acceso usando la funzione fotografica integrata nel gioco, grazie alla quale è possibile fare uno screenshot modificando le impostazioni della grafica tenendo il gioco sempre in pausa. La cosa che salta di più all’occhio è che il ray tracing è in grado di aggiungere alcuni riflessi in alcune circostanze (ma non quelli degli specchi. Capcom non vuole proprio mostrare il volto di Ethan!), soprattutto negli ambienti interni con le superfici lucide come il marmo e il legno lucidato, e in misura minore nelle pozzanghere negli esterni.

Complessivamente, il gioco con il ray tracing attivo appare un pelo più luminoso, probabilmente grazie a un miglioramento della diffusione delle luci. Le differenze maggiori comunque sono presenti negli ambienti interni, in quanto le ombre dei mobili e degli oggetti che popolano la scena appaiono essere più realistiche e più appropriate. Negli ambienti all’aperto la presenza o meno del ray tracing non cambia granché, ma lo si nota soprattutto nelle sopracitate pozzanghere e in certi dettagli che stranamente vengono persi, come macchie di sangue in lontananza. In ogni caso, complessivamente il ray tracing non cambia radicalmente l’esperienza dei giochi che ne fanno, almeno non oggi, ma chissà se in futuro, quando il ray tracing sarà un requisito imprescindibile, la differenza sarà netta.

Performance

Abbiamo avuto modo di testare il gioco su due PC. Mentre il primo era dotato di un processore i5 4690K, 16GB di RAM e una GeForce RTX 2070, il secondo era un po’ più moderno, dotato di un Ryzen 5600x, 16GB di RAM e una Radeon RX 6800.

Complimenti a Capcom: Resident Evil Village è un titolo estremamente ottimizzato e capace di girare ottimamente in quasi tutte le situazioni e senza inghippi, incertezze, singhiozzi, stuttering o altro, quasi, perché chiaramente ci sono sempre situazioni eccezionali dove qualche (brevissimo) calo lo si vede.

Si può dire che ci sia una netta differenza tra interni ed esterni, e le performance cambiano drasticamente se si è all’interno di qualche luogo o all’esterno al villaggio. Parliamo di una differenza tra il 20-30% di frame al secondo, una percentuale che sembra altissima, ma ricordate che nelle situazioni normali il frame rate è sempre rimasto al di sopra dei fatidici 60fps, che è forse la cosa più importante – per chi possiede un monitor a soli 60Hz si intende!

Le uniche situazioni dove il frame rate diventava problematico sono state nelle vicinanze delle tre figlie di Lady Dimitrescu. Come forse ricorderete nei vari trailer del gioco, queste avevano la particolarità di essere circondate da un numero esagerato di mosche. Queste mosche, purtroppo, quando si avvicinavano in gran numero al povero Ethan, non solo mangiavano il protagonista, ma anche il frame rate, nel nostro caso portandolo ai valori registrati più bassi di sempre.

Fortunatamente questi frangenti sono molto sporadici (si contano letteralmente sulle dita di una mano) e durano poco, e naturalmente quando, senza sorprese, le tre figlie andranno incontro al Creatore, queste situazioni non ricapiteranno mai più durante il gioco. Sono presenti poi dei microscatti fastidiosi quando si inanellano degli headshot, come se il gioco stesse lì a caricare di volta in volta gli effetti necessari per mostrare queste morti, ed è forse l’unica cosa davvero fastidiosa in un titolo che dal punto di vista delle performance se l’è cavata estremamente bene. Tuttavia, questi problemi sono risultati essere molto meno avvertibili sul PC dotato della configurazione più moderna.

E per quanto riguarda il ray tracing, invece? Abbiamo voluto spingere le due schede grafiche non usando il preset del gioco, ma usandone uno personalizzato, in quanto quello predefinito con il ray tracing attivo metteva il resto su Medio, mentre noi abbiamo voluto spingere quanto più possibile al massimo qualunque impostazione grafica del gioco. Pertanto, a parità di impostazioni, i risultati sono i seguenti. Da notare che nonostante non sia ancora disponibile il corrispettivo del DLSS, il gioco risulta essere assolutamente giocabile al massimo delle impostazioni per chi possiede qualunque GPU che supporta il ray tracing. Chi possiede una scheda grafica paragonabile alla 2070, che è considerata fondamentalmente di fascia media per il ray tracing, potrà giocare tranquillamente al titolo a 1080p senza problema alcuno, mentre potrebbe non apprezzare gli evidenti cali di frame che si incontrato a 1440p di risoluzione, ma chi possiede una scheda video di fascia alta come la 6800 (che invece è di fascia alta) non avrà alcun problema a giocare a questo titolo anche a questa risoluzione al massimo delle impostazioni.

La differenza di frame al secondo tra tenere acceso il ray tracing e tenerlo disattivato è abbastanza ampio, ma non così esagerato come capita in diversi altri titoli, dove la presenza dei ray tracing è sufficiente a spingere il frame rate al di sotto dei 50fps! Questo vuol dire che anche chi possiede configurazioni modeste potrà usufruire del gioco in maniera degna e senza fare troppi sacrifici.

Due parole sul gioco

Già durante le diverse anteprime del gioco che Capcom ha presentato nel corso del tempo s’era diffusa l’opinione che se Resident Evil 7 stesse a Resident Evil 1, Resident Evil Village allora sarebbe stato a Resident Evil 4. E avevano ragione. L’influenza del quarto capitolo, considerato da molti come uno dei punti più alti mai raggiunti dalla saga, c’è e si sente praticamente a ogni passo. Il villaggio che sembra essere rimasto fermo a cent’anni fa, il castello medievale, l’inventario a blocchi stile Tetris, il mercate (anche se in Village avrà un suo… peso maggiore rispetto a RE4, il quale non era altro che un personaggio insignificante nell’economia della storia e niente più), gli upgrade delle armi, il drop dei nemici sconfitti, i tesori da trovare, e molto altro ancora che lo teniamo per noi per non fare troppi spoiler.

L’unica grande differenza è rappresentata dai QTE. Spariti, andati, sepolti. In realtà c’è anche un’altra grande differenza, e cioè che il villaggio a cui dà il titolo al gioco funge da hub, e lo tornerete a visitare ogni volta che completerete un’area principale per poter andare alla prossima.

Senza voler fare spoiler, la trama imbastita da Capcom, che si è mostrata fin dai primi materiali pubblicati alquanto oscura e misteriosa, è in grado di reggersi in piedi e di giustificare qualsiasi cosa, a volte con argomenti convincenti, altri un po’ meno, ma abbiamo apprezzato che gli scrittori abbiano voluto dare un senso di esistere a gran parte delle scelte che hanno fatto, e chi temeva una deriva alquanto ingiustificata potrà tirare un sospiro di sollievo.

Giocando a fondo a Village, la sensazione è che con RE7 Capcom si sia solamente scaldata, un esperimento (ben riuscito) fatto per vedere quanto potevano spingersi con la prima persona, mentre Village rappresenta il frutto di quest’esperienza acquisita. E a quanto pare hanno voluto davvero ascoltare i fan. Una delle critiche del 7 era la scarsa quantità di tipologie di mostri: orbene, Capcom con Village ha voluto sbizzarrirsi, e ha creato un gran numero di mostri diversi e di boss unici, ognuno con le sue caratteristiche, i propri punti deboli, la propria storia. Proprio per questo il gioco è in grado di coinvolgere da cima a fondo, senza avere tempi morti e senza presentare troppi backtrack.

E se siete preoccupati della lunghezza, noi siamo riusciti a finire Village in 10 ore stando al timer del gioco, un tempo che può sembrare davvero esiguo a prima vista, ma c’è da dire che non siamo riusciti a completarlo al 100%, alcuni segreti non siamo riusciti a trovarli, alcuni oggetti non siamo riusciti a prenderli. In ogni caso sono state 10 ore estremamente appaganti e soddisfacenti, che forse è la cosa davvero più importante. Se proprio vogliamo fare una critica, è che alcuni dei personaggi presentati non sono stati sfruttati a dovere, dando loro meno spazio di quanto effettivamente meritino.

Conclusioni

Resident Evil Village è un signor titolo che quasi certamente contenderà il trono di gioco dell’anno 2021, e rappresenta uno dei primissimi titoli fortemente next-gen per le nuove console uscite da poco. Di più, probabilmente finirà in cima, o quasi, all’elenco dei propri Resident Evil preferiti, merito soprattutto per il fatto che è fortemente ispirato a uno dei Resident Evil più controversi ma anche più apprezzati in assoluto. Non esageriamo se diciamo che al momento è il titolo graficamente più pregevole presente sul mercato mentre scriviamo, non solo perché è in grado di sfruttare molto bene tecnologie esclusivamente next-gen (tra cui il ray tracing e altre tecnologie AMD), ma anche perché riesce a girare incredibilmente bene nella stragrande maggioranza dei casi e delle situazioni. Assolutamente consigliato.

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