PC vs Console, differenze tra due mondi così simili

Sin dall’alba dei tempi dei videogame, i due regni “PC” e “Console” sono in guerra tra di loro. Così come sono in guerra tra di loro le varie Regioni che compongono il regno delle “Console”, ma questa è un’altra storia. E chissà se questa guerra tra PC e Console è per conquistare i territori di uno e dell’altro, per cercare di sottrarre risorse preziose, o sono solo scaramucce a metà strada tra il serio e il faceto tanto care e tanto comuni in quest’epoca di Internet.

Parlando seriamente, ormai manca poco all’arrivo sul mercato delle console di nuova generazione, rappresentate da PlayStation 5 di casa Sony, e Xbox Series X di casa Microsoft, e molti utenti si chiedono giustamente se sia il caso di o acquistare una delle due nuove console, o magari di fare un upgrade al proprio PC per stare al passo con i tempi, oppure ancora possiedono una console ma per un motivo o per un altro hanno deciso di passare al PC.

Magari anche tu hai questo dubbio, e con questo articolo vogliamo ricordarti quali sono i punti di forza di un mondo rispetto all’altro e quali sono quelli deboli, in modo da rischiararti le idee per farti poi intraprendere la strada giusta per le tue esigenze e le tue necessità.

Carte d’identità

Che sia da gioco, da lavoro o un portatile, un PC rimane pur sempre un PC, e la vera differenza tra queste categorie la fa solo l’hardware, ovvero i componenti con cui sono costituiti, e con essi la capacità di far girare più o meno bene qualsiasi programma supportato dal sistema operativo installato (che di norma è Windows).

Potenzialmente niente può vietare di installare un gioco su un portatile o sul PC che adoperate al lavoro (con tutte le conseguenze del caso!) e di avviarlo, ma ciò non significa che lo si possa usufruire in maniera degna.

I videogiochi 3D sono probabilmente la categoria di programmi più esigente in termini di computazione disponibile al grande pubblico, tant’è che spesso per girare bene richiedono una scheda grafica appropriata, in quanto per la loro natura devono poter girare in tempo reale, costringendo l’utente che non ha un PC sufficientemente potente a dover scendere a pesanti compromessi in termini di risoluzione, di frame al secondo e di resa grafica, tutti fattori che possono però inficiare sul godimento dei vari titoli.

Proprio per questo i PC da gaming sono più cari rispetto a normali desktop da ufficio, anche se in cima vi stanno i laptop da gaming, ma questi ultimi fanno parte di una categoria di PC a parte che mira a un’utenza davvero specifica che vuole unire la potenza alla mobilità, o all’occupare meno spazio possibile nella propria stanza senza dover fare rinunce.

Viceversa, le console sono dispositivi elettronici dal costo contenuto pensati per far funzionare principalmente videogiochi e poco altro. Gli sviluppatori poi sono di norma garantiti a mantenere uno standard qualitativo per poter vendere il proprio gioco su una determinata piattaforma, per cui poco importa se a casa si possiede la versione liscia o quella potenziata uscita a metà generazione, ciascun gioco potrà girare su di essa in una maniera reputata degna.

Esistono però diverse console in commercio, le cui differenze, per quanto marginali appaiano, sono in realtà fondamentali per chi ha le idee ben chiare su cosa vorrebbe avere da una console. Chiaramente non ci soffermeremo su quali siano queste differenze, non è la sede adatta, ma ci soffermeremo invece su alcuni punti in comune che hanno o punti che possono essere di nostro interesse.

Tuttavia, noi in questo articolo quando parleremo di “console” ci riferiremo o alla PlayStation di Sony, o all’Xbox di Microsoft. La Switch firmata Nintendo, essendo anche portatile, ha un target molto differente rispetto alle caratteristiche che vorremmo illustrare in questo articolo.

Ma quanto mi costano?

Parlare di costi in un articolo che illustra le differenze tra PC e console è invero difficile seppure d’obbligo, ci sono tante variabili e questioni da tenere in considerazione. Ma che le console siano più economiche rispetto ai PC è una cosa che anche i sassi hanno sentito parlare. D’altronde, il loro costo al lancio è paragonabile a uno smartphone di fascia media, medio-alta, ma con capacità di calcolo nettamente superiore.

Ed è fondamentalmente impossibile, a meno di sfruttare particolari promozioni, riuscire ad assemblare un PC da zero che abbia la stessa potenza di una console al lancio, anche perché spesso le console sono vendute in perdita dai produttori stessi.

Ma c’è una cosa che spesso si dimentica e che potrebbe far cambiare le carte in tavola. Si dice che Rockefeller sia diventato miliardario regalando lampade a petrolio, e infatti lui non era famoso per le lampade, bensì per il suo business dell’oro nero. Allo stesso modo i produttori cercano di svendere le proprie console per poter poi vendere ai clienti i propri servizi.

Tradotto: non solo si prendono il 30% delle royality per ciascun gioco venduto, ma ai clienti viene offerto di sottoscrivere un abbonamento facoltativo per poter abilitare determinate funzionalità. Dunque, queste funzionalità sono, in molti casi, totalmente gratuite nel panorama PC. E dato che l’abbonamento ha un costo non indifferente, è comunque un costo che va conteggiato, e a conti fatti un utente che ha acquistato una Playstation 4 al giorno del debutto e ha pagato l’abbonamento annuale fino a ora senza sfruttare particolari promozioni ha praticamente speso più del doppio del prezzo di acquisto della console stessa.

Di solito, questi abbonamenti comprendono servizi come l’accesso alla modalità multigiocatore o la possibilità di memorizzare i salvataggi in cloud, tutte cose che su PC sono praticamente gratuite su qualunque piattaforma, ma anche giochi gratis da riscattare mensilmente, e questi ultimi potrebbero essere visti come un valido incentivo per ammortizzare le spese dell’abbonamento nel corso del tempo.

Ma, c’è un ma, è bene ricordare che attualmente l’Epic Games Store sta regalando giochi settimanalmente e senza dover spendere soldi, e chi li ha riscattati tutti si è già fatto una libreria videoludica di tutto rispetto composta di giochi indie e tripla A di ogni genere. E naturalmente occorre un PC per poterli giocare!

Giochi gratis a parte, un’altra questione da tenere conto è relativo ai prezzi dei giochi. In media, i prezzi dei giochi su console sono più alti che su PC, merito anche e soprattutto dei frequenti saldi che piattaforme come Steam, GOG ed Epic Games Store fanno, così come esistono un sacco di rivenditori di chiavi che spesso fanno sconti ancora più forti o offrono prezzi base più bassi.

Certo, su console esiste ancora il concetto di usato, e grazie a GameStop (sull’orlo del fallimento), è possibile anche portarsi a casa titoli in formato fisico al giorno del debutto a prezzi bassissimi, ma è chiaro che per approfittarne bisogna rinunciare a uno o più giochi dal proprio scaffale della collezione.

Ma a questo punto converrebbe farsi un abbonamento come il Game Pass di Microsoft, presente solo per PC e per Xbox, un abbonamento mensile del tipo “all you can play” col quale si possono giocare a parecchi titoli, anche al giorno del loro rilascio, per tutto il tempo che si vuole e senza limiti. Non avrà sempre tutti i giochi che si vorrebbero, ma è comunque un servizio interessante che se sfruttato bene può davvero far risparmiare chi non ha intenzione di avere una propria collezione.

Il PC è mio e me lo assemblo io

Uno degli aspetti che più fa paura ai neofiti è la modularità dei PC. Essi possono essere infatti assemblati e personalizzati come meglio si crede. Quale scheda video mettere, quanta RAM montare, che tipo di hard-disk o SSD installare, è tutto nelle mani dell’acquirente.

Viceversa, le console così sono, così rimangono. Questo naturalmente porta vantaggi e svantaggi in entrambi i casi. Nel caso del PC, il suo vantaggio è che potendo essere assemblato come meglio si crede con i componenti di propria scelta si possono ottenere i risultati che si ritengono soddisfacenti minimizzando la spesa ove possibile.

Per fare un esempio, se si ha un monitor a 1080p, non serve a niente avere tanta potenza sotto il cofano per far andare i giochi in 4K, motivo per cui si può pensare di acquistare una scheda grafica modesta anziché una assai performante spendendo di più per ottenere vantaggi pressoché nulli, così come è possibile aggiornare la propria macchina per farla durare altri anni cambiando un solo componente (molto spesso questo componente è la scheda grafica, e le ultime NVIDIA GeForce RTX 30 hanno un rapporto tra prestazioni e prezzo molto buono), limitando dunque la spesa per un eventuale upgrade, cosa che con le console non è possibile fare, e se si vorrebbe dunque avere un po’ più di prestazioni non si può far altro che sostituire la propria console del tutto con quella più performante disponibile sul mercato, con tutto ciò che ne deriva dal punto di vista dei costi.

Lo svantaggio è che chiaramente il mercato è letteralmente inondato e infarcito di offerte e pezzi di hardware che per chi non ci si raccapezza diventa un incubo, una giungla alla quale è difficile districarsi, e richiede letture di apposite guide che spiegano passo a passo cosa sarebbe meglio per le proprie esigenze, nonché per il proprio portafoglio, col rischio che facendo di testa propria e senza esperienza si finisca con il comprare o farsi assemblare un bidone sovraprezzato, cosa che con le console è davvero difficile che capiti, in quanto i modelli presenti di ciascuna di essa sul mercato sono giusto un paio.

Ad esempio, nel caso dell’Xbox, nella prossima generazione si potrà optare per la Xbox Series X, in grado di far funzionare i giochi in 4K, o l’Xbox Series S, la cui risoluzione si ferma a 1440p. Scegliere quale sia la console giusta per le proprie esigenze è dunque estremamente semplice, oppure se si hanno problemi economici o ci si può accontentare del minimo sindacale si può optare nel prendere quella che costa di meno.

Tuttavia, a fronte di un costo dell’hardware più elevato, il PC rimane sempre e comunque uno strumento tuttofare. Un PC da gaming senza compromessi può essere usato letteralmente per fare tutto, non solo lo si può usare per i compiti standard come lavorare, studiare, navigare su internet, redigere documenti, ma anche per montare video, fare lavori di rendering in 3D, ritoccare le foto fatte con lo smartphone, programmare, e un’infinità di altre attività complesse, e la scelta dell’hardware dovrebbe dipendere anche da esse se si hanno proprio queste determinate necessità.

Se poi la stessa macchina con cui si gioca viene usata per lavorare, ecco che il suo acquisto non è una spesa, ma parte di essa può essere visto come un investimento. Mentre le console, come abbiamo già detto in apertura, sono uno strumento che permettono di giocare, guardare film in bluray, e poco altro, ma almeno forniscono la garanzia che ogni gioco (a parte casi del tutto eccezionali) venduto per esse funzionano perfettamente.

Tra semplicità e immediatezza

Molto si è detto riguardo la semplicità con cui possono essere usate le console rispetto ai PC. Come si dice spesso nei forum, su console “basta inserire il disco e si gioca”, mentre per quanto riguarda il PC, da come viene descritto sembra che usarlo sia tanto difficile che occorre avere una laurea in ingegneria informatica per poterlo anche solo accendere.

Come sempre la verità sta nel mezzo. Per quanto è vero che le console siano oggettivamente più facili da usare rispetto ai PC, è anche vero che nel corso delle generazioni le console sono diventate molto più complesse, ormai sono finiti i tempi dove bastava inserire il disco per giocare, perché anche loro hanno necessità di dover installare i giochi sul proprio drive e di scaricare i fatidici aggiornamenti da Internet, con in più l’obbligo di disinstallare i giochi meno utilizzati qualora lo spazio su disco non sia più sufficiente.

Viceversa, le cose su PC si sono semplificate. Ormai per avviare un gioco non è più necessario scrivere “gioco.exe” su una stringa di comando dal DOS, per poter ottenere una patch (concetto ai tempi persino sconosciuto su console, cosa che ha impedito gli sviluppatori di sistemare i giochi una volta commercializzati) non c’è più bisogno di acquistare una rivista con il CD-ROM o il DVD che la conteneva o navigare su Internet sul sito del produttore e rovistare tra gli archivi per poi scaricarla.

Ormai realtà come Steam hanno letteralmente rivoluzionato il gaming su PC in generale, e giocare è diventato estremamente semplice in quanto queste piattaforme fanno tutto loro senza che l’utente debba più intervenire. Senza poi contare i numerosi strumenti che Steam offre agli utenti, come la possibilità di configurare virtualmente qualunque pad esistente, di poter giocare in un’altra stanza senza spostare il proprio PC o di poter condividere la propria libreria digitale con i propri familiari, e non si può dimenticare la community composta da guide, forum e consigli al servizio degli utenti, ma anche degli sviluppatori stessi.

Il rovescio della medaglia è che il PC ha comunque bisogno di un minimo di manutenzione e di riguardo nel suo uso. Se è pur sempre vero che i driver grafici vanno aggiornati di tanto in tanto (cosa che i programmi di gestione della scheda video fanno praticamente da soli), Windows ha bisogno di un po’ più cure della console media. Per esempio, navigare su Internet, si sa, è un po’ un pericolo e se non si presta attenzione si possono prendere virus, compromettendo l’integrità del sistema. Un esempio un po’ estremo, ma fa ben capire che i PC non sono giocattoli al contrario delle console.

L’importanza delle esclusive

Uno degli argomenti più dibattuti è la questione delle esclusive, mero strumento di marketing che per molti equivale alla ragione numero uno del perché scelgono una console anziché un PC da gioco o la console avversaria.

Nessuno sta dicendo che le esclusive siano giochi mediocri, ci mancherebbe, God of War, Bloodborne, Horizon Zero Dawn, The Last of Us 2, sono solo alcune delle migliori esclusive presenti solo sull’ammiraglia di Sony che probabilmente non vedremo mai su PC (ma mai dire mai!) e che per alcuni vale la pena di recuperare una console di seconda mano a fine generazione per giocarseli e poi rivenderla.

Ma facendo bene i calcoli, ci si può rendere conto che le esclusive cosiddette “must have” in sé alla fine si possono contare sulle dita di una mano, forse due, e dipende molto anche dai gusti personali e da cosa si cerca effettivamente in una esclusiva. Se vale la pena rinunciare a tutti i vantaggi che un PC da gaming può offrire per una manciata di titoli in esclusiva nell’arco di un’intera generazione diventa dunque una questione molto soggettiva.

Su PC le esclusive di certo non mancano, ma hanno un peso davvero differente rispetto a quelle su console. Half-Life: Alyx, Factorio, Crusader Kings III, sono solo un piccolo esempio tra i migliori titoli usciti quest’anno esclusivamente per PC. Non essendoci nessuno dietro il nome PC, che sia un volto, un nome, un marchio, le esclusive passano dunque in secondo piano quando ci sono, e tutto dipende dagli sviluppatori in sé e da quanto vogliono pubblicizzare il proprio titolo. Sony, ad esempio, ha pagato milioni di dollari per mostrare la pubblicità di The Order 1886 al Super Bowl, e al tempo stesso pubblicizzare la PlayStation 4, quale publisher farebbe lo stesso per solo un titolo da vendere per una singola piattaforma anche se venisse considerato il capolavoro supremo dell’arte videoludica?

Oggigiorno, con la facilità con cui si possono portare i propri titoli anche su console grazie alla loro architettura molto simile al PC (ad esempio, PlayStation 3 era veramente difficile svilupparci sopra, per cui è probabile che se ai tempi la scena indie fosse stata massiccia come oggi, pochi sviluppatori avrebbero avuto l’ardire di portare i propri lavori su quella console, perlomeno al debutto).

Se un titolo è esclusiva per PC, è perché il PC offre a quegli sviluppatori strumenti specifici, la facilità con cui poter comunicare e interagire con la community, la garanzia che se le persone dovranno giocare al proprio titolo con mouse e tastiera non si lamenteranno, tutte cose che su console non ci sono, rendendo molto difficile, se non addirittura impossibile, sviluppare appieno il proprio titolo come lo si è immaginato, una questione che ha anche permesso a sviluppatori piccoli o sconosciuti di creare giochi diventati poi cult o addirittura interi generi. Inoltre, molto spesso i titoli nel cosiddetto Accesso Anticipato vengono lanciati come tali unicamente su PC, con anche la possibilità di fornire consigli e feedback per aiutare gli sviluppatori a plasmare il proprio gioco, soprattutto per quanto riguarda il bilanciamento.

Viceversa, di solito le esclusive su console sono tali per questione di soldi, c’è qualcuno che a monte ha pagato perché quel gioco risultasse in esclusiva per una determinata console, difficilmente uno sviluppatore completamente indipendente direbbe di no a un mercato vasto e promettente come quello PC. Uno sviluppatore come Naughty Dog, se non fosse Sony a pagare gli stipendi, con tutte le decine di milioni di dollari che The Last of Us 2 è costato farebbe di tutto per portarlo anche per Xbox One e PC.

Questioni di personalizzazione

Uno degli aspetti dove il PC brilla di certo è la personalizzazione dell’esperienza utente. Mentre su console il gioco che piaccia o no così è, così rimane, su PC è di solito possibile personalizzare moltissime impostazioni grafiche per far andare il gioco al meglio del proprio hardware e soprattutto al meglio delle proprie esigenze.

Microsoft Flight Simulator 2020

Sparare graficamente tutto al massimo e giocare 30fps, settare quanto basta per farlo andare a 60fps, o abbassare per poter raggiungere i 144fps o oltre sono alcune delle possibilità offerte nel panorama PC.

Naturalmente per i meno avvezzi è anche possibile ignorare qualsiasi cosa, oggigiorno i videogiochi si autoconfigurano al primo avvio in base al proprio hardware e dunque non è nemmeno necessario entrare nella pagina delle impostazioni. Senza poi parlare dei vari Reshade con cui è possibile letteralmente modificare la palette cromatica, migliorare la resa dei colori, aggiungere nuovi effetti, aggiungere persino una versione rozza del ray tracing in alcuni giochi, le possibilità di personalizzazione in questo senso sono letteralmente infinite.

Sebbene negli ultimi tempi anche su console alcuni giochi danno all’utente la possibilità di scegliere tra due o tre preset in modo da prediligere la grafica o il frame rate, non possono comunque spingersi oltre i 60fps, con tutte le conseguenze del caso, come non poter diminuire l’input lag o sfruttare monitor ad alte frequenze.

Parlando proprio di monitor ad alte frequenze, per alcuni è un elemento imprescindibile per giocare, rendendo le console fondamentalmente inutili alle proprie esigenze. Giocare a 144Hz o più è una esperienza visivamente sconvolgente a cui è difficile tornare indietro una volta abituati, e a molti di coloro che giocano con questo frame rate viene solo da ridere pensando che certi titoli blasonati e premiati dalla critica su console girano solamente a 30fps per scelta di design, un concetto fondamentalmente alieno nel mondo PC.

Ed è difficile credere che la situazione migliorerà con la nuova generazione. Alcuni sviluppatori sono costretti a far girare il proprio gioco a 30fps per poter sfruttare ogni millisecondo tra un frame e l’altro non per migliorare l’input lag o per restituire un maggior senso di fluidità, ma per renderizzare la grafica e migliorare così la resa visiva e gli effetti di illuminazione, più per motivi di marketing che per altro.

Ma sul fronte delle personalizzazioni non esiste solo la grafica. Poter modificare il FOV, ovvero l’angolo di visualizzazione (più è alto e più è ampio il campo visivo), i comandi per mouse e tastiera, la risoluzione, tutte cose che si danno per scontate nel panorama PC ma che su console rimangono pressoché sconosciute salvo casi eccezionali. E anche se ci sono rari casi dove queste cose sono impossibili da modificare per incompetenza o pigrizia da parte dello sviluppatore, ecco che fioccano le guide online su come modificare manualmente determinati file per ottenere le personalizzazioni tanto volute.

E non si può non parlare delle mod, vere e proprie creazioni fatte dagli utenti che possono in alcuni casi migliorare il gioco base, come ad esempio modificando l’interfaccia utente o i valori di determinati elementi (danni, salute, quante munizioni si possono portare, ecc.) per creare un nuovo equilibrio o nuove sfide, o addirittura aggiungere e ampliare il gioco stesso, come nuove missioni, nuove armi, nuovi livelli, e molto altro ancora, il tutto naturalmente in maniera gratuita.

Senza poi considerare quando gli sviluppatori abbandonano il gioco magari ancora infestato da bug o glitch vari, laddove possibile gli utenti cercando di mettere a posto la situazione al meglio delle loro capacità con gli strumenti offerti per creare le mod, finendo poi per essere così importanti da diventare un must. Un titolo come Skyrim, ad esempio, è considerato eterno proprio grazie alle mod, alcune delle quali sono in grado di modificare l’IA degli avversari, rivoluzionare il combat system, migliorare la grafica, e molto altro ancora.

Insomma, nella filosofia PC il videogioco non sempre è un prodotto fatto e finito che va consumato così com’è, ma può diventare uno strumento che può essere usato e plasmato a piacere per potersi divertire in modi sempre diversi e soddisfare le proprie curiosità.

Chi vince?

La guerra tra PC e console in realtà è una guerra senza fine, non ci sono né ci saranno né vinti né vincitori, perché allo stato attuale PC e console sono le facce opposte della stessa medaglia.

Se dalla parte delle console abbiamo la loro semplicità d’uso merito al loro sistema blindato, unito all’economicità della spesa iniziale per acquistarla, di contro si ha uno strumento che occorre solo a giocare e a guardare film e poco altro e che richiede pure il pagamento di un abbonamento per determinate funzionalità reputate basiche; dalla parte dei PC abbiamo degli strumenti tuttofare che permettono di usufruire dei giochi che va ben oltre al semplice doppio click per avviarli, grazie anche a mod amatoriali che possono rivoluzionare un gioco, reshade per modificare la resa visiva meglio di quanto pensato dagli sviluppatori, numerose impostazioni per personalizzare svariati elementi grafici, ma che per portarselo a casa occorrono determinate competenze e conoscenze nonché un esborso iniziale che potrebbe non essere indifferente, anche se col tempo, grazie alla possibilità degli aggiornamenti, è possibile anche risparmiare che non a comprarsi una nuova console.

Insomma, per chi il gaming è una cosa spicciola, un passatempo e niente di più, le console sono lì che lo aspettano, mentre per chi vuole avere sempre il massimo, non essere relegato alle performance delle console, giocare ad alti fps sfruttando monitor ad alte frequenze, e vuole o ha necessità di fare ben più che giocare non può far altro che abbracciare la filosofia PC.

Ma mentre i PC sono destinati a rimanere proprio grazie alla loro filosofia, già ci si sta domandando se le console così come sono oggi esisteranno ancora nella prossima generazione o verranno sostituite del tutto da servizi con cui poter giocare sfruttando la potenza del cloud, come a voler rimarcare che la loro esistenza non sia altro che una grossa parentesi della storia videoludica.

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