I migliori FPS di sempre su PC

La nostra personale top 10




Il genere first person shooter è nato su PC all’inizio degli anni ’90 e da allora si è evoluto in svariati modi, passando dalle nicchie alle glorie del mainstream in poco meno di una decade con la consueta altalena di alti e bassi. Oggi ci occuperemo di stilare una classifica, una top 10 personale, che racchiude al suo interno i FPS da noi reputati cult, ovvero d’importanza storica fondamentale e imprescindibili per qualsiasi giocatore appassionato di sparatutto. Questa classifica rispecchia i nostri gusti ed esperienze, particolarmente nostalgiche da buoni amanti dell’old school in tutto il suo splendore. Speriamo dunque di riuscire ad instillare nei lettori -qualora mancasse- lo stimolo o la curiosità di provare almeno alcune delle entry che ci apprestiamo ad elencare. Senza perdere tempo in ulteriori chiacchiere, partiamo con la nostra top 10 dei migliori FPS su PC.

10 – F.E.A.R.

Il primo F.E.A.R. è uno degli shooter più sottovalutati di sempre. L’ottimo titolo di Monolith prendeva grande ispirazione da Half-Life e presentava alcune caratteristiche davvero molto interessanti, tra cui il divertentissimo bullet time e dei pattern comportamentali dei nemici a dir poco sorprendenti anche rispetto ai canoni odierni. L’atmosfera era azzeccatissima, gli elementi horror in stile nipponico calzavano perfettamente nell’intreccio narrativo peraltro ben strutturato, il level design intelligente si apriva e chiudeva in continuazione, il gunplay trasmetteva un feedback soddisfacente: insomma, a F.E.A.R. non mancavano certo le qualità per stupire. Peccato che i sequel non abbiano saputo ampliare a dovere l’esperienza del primo capitolo, rimasto tutt’ora un’oasi nel deserto.

9 – Left 4 Dead 2

A dispetto di una ricezione iniziale abbastanza deludente, Left 4 Dead 2 non ci ha messo molto a conquistarsi un posto nell’olimpo dei migliori sparatutto (specie in cooperativa) di sempre. Ha migliorato praticamente ogni aspetto del predecessore e ha rimpolpato di gran lunga l’offerta grazie a nuove missioni, armi, mappe e personaggi. Il comparto multigiocatore è rimasto invariato se si eccettuano le due nuove modalità Scavenge e Realism, tuttavia l’esperienza di gioco ha subito un netto miglioramento complessivo che lo rende ancora uno tra i prodotti più popolari su Steam. L’enorme mole di contenuti nel workshop, poi, parla da sé. Con altri 3 amici a disposizione, Left 4 Dead 2 continua a divertire come pochi.

8 – Call of Duty Modern Warfare

Prima di diventare il paradiso degli adolescenti ghiotti di nutella su PlayStation e Xbox, Call of Duty aveva una certa personalità. Allora le campagne dello shooter Activision affrontavano i temi della guerra in modo estremamente diverso. Si poteva apprezzare una molteplicità di prospettive, approfondimenti psicologici, cambi di ordine spazio-temporale e colpi di scena davvero destabilizzanti. Non si trattava più semplicemente di correre per tunnel interminabili e uccidere il boss in fondo. C’era freschezza, dinamismo, varietà. E anche in mezzo a decine di corse ed esplosioni, il carattere fosco dell’opera non perdeva in mordente. Lo stesso dicasi per il multiplayer, rimasto uno standard strutturale nell’ambito dei FPS online. Tutto questo e molto altro definisce con giustezza Modern Warfare, sobrio nella sua tamarraggine, l’apice indiscusso di una serie ormai alla deriva.

7 – Unreal Tournament 2004

Un must per gli amanti degli arena, Unreal Tournament 2004 viene considerato quasi all’unanimità il miglior capitolo della serie di Epic Games. Grazie al suo gameplay velocissimo, ai controlli vicini alla perfezione, al focus sulla skill del singolo, alle innumerevoli mappe e modalità nonché al solerte supporto della community che appare infaticabile, questo titolo vanta ancora un folto gruppo di giocatori sui suoi server. Non dimentichiamoci poi del livello di dettaglio raggiunto dal motore grafico Unreal Engine, insieme alla valanga di mod di eccellente fattura presenti in rete. I motivi per recuperarlo sono tanti, senza dubbio. Anziché soffermarsi su Unreal Tournament 4, consigliamo a tutti di fare un tuffo nel passato rispolverando questo grande classico. Ne vale la pena.

6 – Counter-Strike Global Offensive

Lo confessiamo: affettivamente avremmo voluto parlare di CS 1.6. Se però valutiamo con attenzione, Global Offensive riprende attualizzandoli gran parte dei punti che avevano reso celebre la mod di Half-Life, trasponendo il tutto su un Source aggiornato e servendosi di un’infrastruttura online al passo con i tempi. Lo spirito, quindi, è lo stesso. Non cambiano le fazioni, non cambia il gameplay tattico e metodico, non cambiano le storiche mappe tra le migliori mai realizzate in uno sparatutto online. A cambiare è stata la player base, nutrita come non mai, e la veste tecnica fluidissima su PC di qualsiasi fascia. Anche per questo Counter-Strike Global Offensive è stabilmente nella top 3 dei titoli di punta su Twitch e si è guadagnato il titolo di FPS eSport per eccellenza. Scusateci se è poco.

5 – Quake III Arena

Quake III Arena è un capitolo di Quake che si focalizza soltanto sul multiplayer, lasciandosi la campagna alle spalle. Fin dalla data di uscita era evidente come id Software avesse fatto centro nel migliore dei modi grazie al sapiente mix di armi e mappe fantastiche, controlli super-responsivi, precisi e alla splendida resa grafica. C’è chi lo considera il miglior arena di sempre, l’unico in grado di sbaragliare la spietata concorrenza di Unreal in scioltezza. A sostegno di tale ipotesi si schiera la community, che nella versione aggiornata Quake III Live continua a trascorrere migliaia di ore ogni mese. Secondo noi il gioco merita ancora le attenzioni di chiunque voglia provare l’esperienza arena nella sua cruda interezza, consapevole di dover fronteggiare una prova di abilità tra le più alte mai richieste da un videogame. Ci auguriamo che Live possa durare ancora a lungo.

4 – Return to Castle Wolfenstein

Ah, i bei vecchi tempi. Quelli in cui annientavamo nazisti geneticamente modificati a colpi di Tesla Gun correndo e saltando per i corridoi di un castello medievale. Return to Castle Wolfenstein non è solo paradossale, divertente, meccanicamente eccezionale, ma uno dei titoli più immersivi che ci sia capitato di giocare. Ogni ambientazione appare costruita in modo ispiratissimo, offre una pletora di coperture e accessi segreti e funge da perfetta cornice a missioni incredibilmente coinvolgenti. Le armi hanno tutte uno scopo, un’utilità specifica da sfruttare al massimo quando si presenta l’occasione, nulla viene lasciato al caso. Un esempio perfetto di esperienza orbitante intorno ad un gameplay stellare che domina incontrastato sul resto. Non si trova fuffa in Wolfenstein, solo pura qualità.

3 – Doom

DOOM, rilasciato il changelog completo della prossima patch

Il first person shooter per eccellenza, colui che contribuì alla nascita del genere per come lo conosciamo. Le introduzioni, in questo caso, sono inutili. Doom è la storia dei videogiochi e non solo dei FPS. In esso convivono la fermezza di Romero, la tecnica di Carmack e l’inventiva di Cloud. Grazie a loro il medium videoludico ha intrapreso una strada ben precisa abbandonando per sempre l’innocenza e il politically correct, andando oltre i propri limiti a qualunque costo. Proiettili, sangue, demoni, inferno, frenesia, segreti, altro sangue, senso di progressione, ricamati dal filo indistruttibile di un game design da manuale.
Se Doom gode di tale fama è perché l’ha conquistata con le unghie e con i denti, con un coraggio e un’imprudenza senza precedenti. Non averlo mai giocato significa essersi lasciati tramortire dalla piattezza dei FPS odierni. Non esistono scusanti.

2 – Bioshock

Per descrivere accuratamente Bioshock le parole non bastano, bisogna toccarlo con mano e assaporarlo dal primo all’ultimo secondo. Il capolavoro di Irrational Games non ha rivali nel genere in quanto ad atmosfera e presentazione. Si viene introdotti ad un iconico mondo sommerso dominato da una figura memorabile, popolato da personaggi strambi e inquietanti, abbandonato in uno stato di degrado orrido ma al contempo affascinante. Ci sono molti elementi GDR in Bioshock, tuttavia il nocciolo rimane lo shooting con tutte le variazioni del caso, armi e plasmidi dai poteri peculiari: la libertà di sperimentare concessa al giocatore è vastissima. Come detto poc’anzi, comunque, le parole risultano insufficienti. Il miglior modo di rendersi conto dello straordinario potere evocativo del titolo 2K è provarlo. Anche in questo caso averlo ignorato rappresenta un peccato mortale per un gamer che si rispetti.

1 – Half-Life 2

Inevitabile, vero? E sì, Half-Life 2 torna in vetta per la milionesima volta. Avevamo già spiegato nello speciale retrogame i motivi per cui secondo noi meritava il primato sul podio dei videogiochi più importanti e completi di tutti i tempi, dunque ci limitiamo ad auto-citarci alquanto narcisisticamente.
“Oltre a rivoluzionare il game design mondiale, ha cambiato il nostro modo di comprare i videogiochi, di concepirli, di giocarli. Riferendoci ad Half-Life 2 non possiamo fare a meno di sottolineare, con un tono pervaso da senilità, la sua attuale superiorità alla massa di shooter odierni praticamente in ogni aspetto.
Non era privo di imperfezioni e lo sappiamo bene, tuttavia se da ben 12 anni nessuno riesce ancora ad uscire indenne dal confronto il motivo è abbastanza chiaro.” E non crediamo ci sia altro da aggiungere.

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Hi, Zeusexy here. Scrivo di videogiochi da mezza vita, mentre l'altra mezza l'ho passata a giocare. Sono critico e puntiglioso, forse è proprio per questo che sono un PC gamer da tempo immemore. GabeN is love, GabeN is life.

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