
L’analisi di questa settimana parte dall’interruzione del supporto live-service per Destiny 2 da parte di Bungie, un evento che segna un punto di svolta per il modello dei giochi come servizio. Si prosegue con le strategie dei leader di mercato, esaminando le implicazioni del nuovo metodo di rendicontazione finanziaria di Nvidia e l’aumento dei prezzi del servizio PlayStation Plus di Sony. Infine, un’analisi delle iniziative volte a ricostruire la fiducia degli utenti, come la revisione dei processi di sviluppo di CD Projekt Red e il supporto a lungo termine di AMD per l’hardware datato.
Bungie stacca la spina a Destiny 2

Il 9 giugno 2026 calerà il sipario. Con un ultimo aggiornamento dal nome quasi ironico, “Monument of Triumph”, Bungie metterà ufficialmente la parola fine al supporto live-service per Destiny 2. Non si tratta della semplice chiusura di un server, ma di un evento simbolico per l’intera industria.
I numeri parlano chiaro: il picco di giocatori giornalieri su Steam è crollato da circa 26.000 a gennaio a meno di 11.000 a maggio. L’emorragia di utenti è inarrestabile. Per Bungie, definire questa chiusura “un nuovo inizio” non è una scelta strategica, ma l’unica via di fuga da un progetto che, dopo l’acquisizione miliardaria da parte di Sony, è diventato un peso finanziario insostenibile.
Il gioco resterà formalmente “giocabile”, ma il suo cuore pulsante, la promessa di un universo in continua evoluzione, smetterà di battere. L’ultimo aggiornamento, descritto come una “collezione di lettere d’amore”, suona più come un epitaffio che celebra ciò che è stato, piuttosto che un rilancio per il futuro. L’introduzione di un pacchetto “The Collection” che raggruppa tutti i contenuti è l’ultimo tentativo di monetizzare un cadavere.
La fine di Destiny 2 non è la storia di un gioco che invecchia, ma il fallimento di un’idea. Per anni, l’industria ci ha venduto l’illusione di titoli eterni, che si sono rivelati essere solo contenitori per microtransazioni e stagioni a pagamento. La caduta di Destiny 2 dimostra che questo modello, alla lunga, non produce valore per i giocatori.
Nvidia e Sony ci presentano il conto

Partiamo da Nvidia. Nei suoi ultimi risultati finanziari da record (81,6 miliardi di dollari), l’azienda ha smesso di riportare i ricavi della divisione “gaming” come una voce separata. Il business delle GPU GeForce, che per decenni è stato il cuore pulsante dell’azienda, è stato annegato in un calderone generico chiamato “Edge Computing”, insieme a robotica, automotive e AI. L’ultimo dato che abbiamo risale a fine 2025: 3,7 miliardi di dollari. Oggi, quella cifra è sparita, nascosta in un aggregato da 6,4 miliardi. Il messaggio per gli investitori è chiaro: il gaming è diventato un business secondario.
Parallelamente, Sony ha annunciato l’ennesimo aumento di prezzo per il PlayStation Plus, citando vaghe e pretestuose “condizioni di mercato”. La mossa, che colpisce i nuovi abbonati e chiunque lasci scadere il proprio piano, è una pura e semplice “tassa” imposta a un’utenza, per cui l’abbonamento è un requisito indispensabile per il multiplayer online. Non c’è alcun valore aggiunto, nessuna nuova funzionalità: solo un aumento di prezzo perché, semplicemente, possono permetterselo.
CDPR, Warhorse e AMD conquistano fiducia

Questa settimana, tre esempi virtuosi dimostrano che un altro modo di operare è possibile, basato sull’umiltà, la competenza e il rispetto per i giocatori.
Il primo caso è quello di CD Projekt Red. Memori del disastroso lancio di Cyberpunk 2077, causato da una documentazione interna frammentata e caotica, lo studio ha completamente rivisto i suoi processi di sviluppo. Ora, come confermato dai loro stessi sviluppatori, nessuna fase di un progetto può avanzare senza essere prima documentata in modo impeccabile e accessibile a tutti i team. È un’ammissione di colpa che si trasforma in una promessa per il futuro: i prossimi The Witcher 4 e Cyberpunk 2 nasceranno su fondamenta solide, per evitare di ripetere gli errori del passato.
Il secondo esempio arriva da Warhorse Studios. I creatori dell’eccellente Kingdom Come: Deliverance hanno confermato di essere al lavoro su un nuovo RPG open-world ambientato nella Terra di Mezzo. Mentre un colosso come Amazon ha fallito per due volte nel gestire l’IP de Il Signore degli Anelli, uno studio “AA”, forte del suo successo e della sua competenza, si prende la responsabilità di portare avanti un progetto di tale portata. È la dimostrazione che non servono budget miliardari, ma idee chiare e talento.
Infine, c’è la mossa silenziosa ma significativa di AMD. L’azienda ha rilasciato un nuovo aggiornamento driver (Adrenalin 26.5.2) specificamente per le vecchie architetture “Polaris” e “Vega”, che includono schede come le Radeon RX 400/500 e la Radeon VII, alcune delle quali hanno quasi dieci anni. Dimostra un impegno a lungo termine verso milioni di utenti che usano ancora hardware datato, un gesto di rispetto che costruisce lealtà nel tempo.
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