
Dopo un anno di forzature commerciali, la bolla dell’Intelligenza Artificiale “di massa” mostra le prime, profonde crepe: da Nvidia a Microsoft, fino a OpenAI, i giganti sono costretti a fare clamorosi passi indietro di fronte al rifiuto degli utenti.
Nel frattempo, sul fronte hardware, continuano le voci negative per i prezzi dei futuri PC a causa di una grave carenza di componenti chiave. E mentre alcuni team di sviluppo ci ricordano cosa significa l’eccellenza tecnica su PC, l’industria continua a mietere vittime illustri con licenziamenti di massa.
Il crollo dell'”AI Slop”: Le aziende fanno marcia indietro
Jensen Huang fa marcia indietro su DLSS 5
Pochi giorni fa, il CEO di Nvidia Jensen Huang aveva definito “completamente in torto” i videogiocatori che criticavano l’eccessiva ingerenza neurale del DLSS 5. Leggi il nostro speciale al riguardo. Oggi, ospite del podcast di Lex Fridman, i toni sono drasticamente cambiati.
“Capisco il loro punto di vista,” ha dichiarato Huang, “neanche io amo l’AI slop (la ‘sciattezza’ generata dall’AI, ndr). Tutti i contenuti generati dall’AI iniziano a sembrare simili, sono empatico verso ciò che pensano i giocatori.”
Sebbene Huang continui a difendere l’architettura del DLSS 5 (rispetta l’intento artistico), questa ammissione è fondamentale. Per la prima volta, Nvidia ammette che l’omogeneizzazione visiva causata dall’AI è un problema reale. La promessa di poter “addestrare modelli personalizzati” per ottenere stili visivi unici (come il cel-shading) è interessante, ma conferma il timore di base: senza un intervento artistico, l’AI tende ad appiattire la grafica di tutti i giochi verso un unico, asettico standard.
Microsoft ascolta le critiche: Addio “Microslop”

Il malcontento non si ferma alle GPU. Microsoft ha dovuto cedere alle feroci critiche della community (che ha ribattezzato l’OS “Microslop”) riguardo l’invadenza di Copilot in Windows 11.
Pavan Davuluri, Presidente di Windows, ha pubblicato una roadmap impressionante: Copilot verrà rimosso o depotenziato in app core come lo Strumento di Cattura, Foto e Notepad. Verrà restituita la libertà di spostare la barra delle applicazioni, e soprattutto, gli utenti avranno molto più controllo per bloccare i riavvii forzati per gli aggiornamenti. È la dimostrazione che il feedback negativo, se massiccio, piega anche le agende aziendali più ostinate.
La fine di Sora (e della bolla?)
A coronare questa settimana di ritirate, arriva la notizia bomba da OpenAI: il generatore video Sora è stato ufficialmente chiuso, portando alla cancellazione di una partnership da 1 miliardo di dollari con Disney.
Il motivo? L’elaborazione video tramite AI ha costi di calcolo insostenibili e genera zero profitti tangibili, per non parlare degli incubi legati al copyright. Mentre OpenAI taglia i suoi piani di investimento infrastrutturale (da 1.4 trilioni a 600 miliardi), la domanda sorge spontanea: stiamo finalmente assistendo allo sgonfiamento della bolla dell’AI?
L’Allarme Hardware: ASUS annuncia aumenti fino al 30%

La scorsa settimana vi avevamo avvertito che gli SSD stavano schizzando alle stelle a causa della carenza di NAND. Oggi, il problema si allarga a macchia d’olio sull’intero ecosistema PC. Se avevate in programma di assemblare un computer nel 2026, preparatevi al peggio.
ASUS ha confermato ufficialmente (tramite la testata UDN) che a partire dal secondo trimestre dell’anno aumenterà i prezzi dei propri PC e componenti a Taiwan del 25-30%. Il motivo? La carenza drammatica di tre pilastri fondamentali: DRAM, SSD e CPU.
Il dato più spaventoso riguarda la memoria di sistema. Secondo i report di ASUS, un kit standard da 32GB di RAM, che solo pochi mesi fa si trovava a cifre ragionevoli ($370 circa a Taiwan), oggi sta sfiorando cifre astronomiche (si parla di picchi vicini ai $2.460 nel mercato all’ingrosso). Questa impennata è causata dai data center AI che stanno risucchiando ogni singolo chip di memoria ad alte prestazioni prodotto dalle fonderie.
Sebbene l’annuncio di ASUS riguardi per ora il mercato interno taiwanese, la dirigenza ha ammesso che questo è un trend globale. Quando i costi dei materiali esplodono a Taiwan (il cuore pulsante della produzione hardware mondiale), l’onda d’urto colpisce inesorabilmente i listini europei e americani nel giro di poche settimane.
Forza Horizon 6: Come si ottimizza un gioco PC?

Mentre i prezzi dell’hardware salgono, c’è chi ci ricorda perché amiamo giocare su PC. Playground Games ha rilasciato i requisiti di sistema per Forza Horizon 6, e sono interessanti.
Il gioco è un capolavoro di scalabilità: supporta nativamente hardware datato come la GTX 1650 o il primo Steam Deck, ma scala fino a spingere al limite le future RTX 5070 Ti con preset “Extreme RT”. La vera notizia? Per giocare a 1440p a 60+ FPS con dettagli Alti non serve l’upscaling: basta una “vecchia” RTX 3060 Ti o una RX 6700 XT.
Epic Games licenzia 1.000 dipendenti (inclusi artisti storici)

Questa settimana Epic Games ha annunciato il licenziamento di oltre 1.000 dipendenti. Il CEO Tim Sweeney ha giustificato la manovra citando un calo fisiologico di Fortnite, vendite console deboli e il fatto che l’azienda stia “spendendo molto più di quanto incassa”.
Ci sono due dettagli che rendono questa notizia particolarmente amara. Il primo: tra i licenziati (come emerso da Reddit) figurano alcuni degli artisti storici che hanno letteralmente creato il design e il successo visivo di Fortnite. Il secondo: Sweeney ha negato categoricamente che i tagli siano legati all’uso dell’Intelligenza Artificiale, ma la community non ha dimenticato che solo poche stagioni fa sono stati scoperti asset generati dall’AI direttamente in-game.
È il crudele paradosso del gaming moderno. Da un lato esigiamo l’eccellenza e celebriamo i risultati tecnici (come FH6); dall’altro assistiamo a colossi miliardari che trattano i creativi come semplice zavorra contabile per raddrizzare i bilanci trimestrali.
Questa è stata una settimana di forti contrasti. L’industria tecnologica sta sbattendo contro il muro della realtà, sia per quanto riguarda l’eccessivo affidamento all’AI, sia per la gestione disastrosa dei bilanci.
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