
Riapriamo le comunicazioni dopo la pausa post-natalizia e l’ondata di annunci del CES 2026. Un periodo cruciale, che ha delineato in modo netto la direzione dell’industria per i prossimi dodici mesi.
L’analisi dei dati e degli annunci rivela uno scenario profondamente dicotomico. Da una parte, assistiamo a un balzo prestazionale senza precedenti nella fascia enthusiast: NVIDIA riscrive le regole del rendering con il DLSS 4.5 e AMD consolida il primato nella potenza di calcolo grezza.
Dall’altra, i segnali che arrivano dalla catena di approvvigionamento raccontano una storia diversa: una persistente difficoltà nel coprire la fascia entry-level, che sta costringendo i produttori a decisioni strategiche inedite, come il ripescaggio di architetture mature per soddisfare la domanda di massa.
Il ritorno strategico di RTX 3060 e AM4
Mentre i riflettori del CES illuminavano le tecnologie di domani (o forse il focus rimane sempre l’AI), le dinamiche di mercato stanno silenziosamente riportando in auge l’hardware di ieri. Due report distinti indicano che sia NVIDIA che AMD stanno riconsiderando la fine del ciclo vitale per alcuni dei loro prodotti più longevi, una mossa dettata dalla necessità di offrire opzioni accessibili in un contesto di prezzi delle memorie DDR5 e GDDR7 in ascesa.
NVIDIA e il Ripensamento sulla RTX 3060

Secondo fonti riportate da Board Channels, NVIDIA avrebbe comunicato ai partner l’intenzione di reintrodurre la GeForce RTX 3060 nel primo trimestre del 2026.
La notizia giunge inaspettata, dato che solo a dicembre il canale distributivo aveva segnalato la fine delle forniture per questo modello lanciato nel 2021. La logica dietro questa decisione sembra essere duplice: coprire il vuoto nella fascia entry-level (dove le nuove generazioni faticano a scendere di prezzo) e sfruttare la disponibilità di memorie GDDR6, meno soggette ai rincari che stanno colpendo le tecnologie più recenti.
Resta da confermare se il ritorno riguarderà il modello da 12GB o la variante da 8GB, ma il segnale è chiaro: la “vecchia guardia” è ancora essenziale per i volumi di vendita.
AMD e la Longevità di AM4

Parallelamente, David McAfee di AMD ha confermato durante il CES che l’azienda sta “valutando attivamente” la reintroduzione di alcune SKU per la piattaforma AM4.
I dati interni mostrano una base installata massiccia ancora ferma ai Ryzen serie 2000 e 3000. Con i costi della piattaforma AM5 (specialmente lato RAM DDR5) ancora elevati, l’obiettivo è offrire un percorso di upgrade significativo (basato su architettura Zen 3) senza costringere l’utente a cambiare scheda madre e memorie.
La speranza della community è ovviamente rivolta al ritorno dei modelli X3D, la cui scarsità recente ha creato un mercato secondario speculativo.
Queste mosse confermano che nel 2026 l’obsolescenza è un concetto relativo. Per chi cerca il massimo rapporto prezzo/prestazioni, guardare alle architetture mature non è un ripiego, ma una strategia validata dagli stessi produttori.
Per capire come integrare questi componenti in una configurazione bilanciata oggi, consultate la nostra Guida alla Build da 600 euro.
DLSS 4.5 e la fine del rendering reale
Al CES 2026, NVIDIA e AMD hanno svelato le loro ultime novità e l’approccio non potrebbe essere più diverso.
NVIDIA DLSS 4.5: Quando il gioco è un’allucinazione
NVIDIA ha annunciatoDLSS 4.5 con “6x Multi Frame Generation”.
Avete capito bene. Per ogni singolo frame renderizzato realmente dalla scheda video, l’AI ne genera altri 5 “immaginati”. Questo permette di trasformare un input a 60 FPS in un output a 360 FPS.
La tecnologia si basa su un nuovo “Transformer” di seconda generazione (addestrato con 5 volte la potenza di calcolo del precedente) che promette di eliminare il ghosting e migliorare la qualità dell’immagine oltre la risoluzione nativa.
Il problema? Per avere il pacchetto completo (6x FrameGen) serve una RTX Serie 50 “Blackwell”. I possessori di RTX 20/30/40 avranno l’upscaling migliorato, ma senza l’accelerazione FP8 la magia sarà meno efficace.
NVIDIA sta trasformando il PC Gaming in un “video interattivo generato dall’AI”. Affascinante o inquietante? Decidete voi.
AMD Ryzen 7 9850X3D
AMD ha presentato il Ryzen 7 9850X3D, evoluzione diretta del già mostruoso 9800X3D.
Non ci sono trucchi AI qui, solo silicio di qualità superiore: frequenze Boost che salgono a 5.6 GHz (+400 MHz rispetto al predecessore), mantenendo i benefici della Cache 3D posizionata sotto i core per una migliore gestione termica. È ufficialmente la CPU da gaming più veloce del pianeta, progettata per chi vuole frame reali, non generati.
Il Caso FSR 4: Open Source, ma per chi?

In un colpo di scena tipico di AMD, si torna a parlare di FSR 4 Open Source. Dopo il leak “accidentale” su GitHub dell’anno scorso, AMD ha confermato che l’apertura del codice è “nel cuore e nella mente” dell’azienda.
Tuttavia, c’è un asterisco grande come una casa: anche se diventerà open, FSR 4 è ottimizzato per l’architettura RDNA 4. Farlo girare sulle vecchie Radeon RX 6000/7000 (già messe in “maintenance mode” lato driver) potrebbe portare più problemi che benefici come l’ultimo DLSS 4.5.
Prima di cambiare GPU per il DLSS 4.5, leggete la nostra analisi critica nella Guida Migliori Schede Video.
L’AI confonde i clienti”: La confessione shock di Dell al CES 2026
In un CES dominato dall’isteria collettiva per l’Intelligenza Artificiale, è successo un piccolo miracolo. Dell ha tenuto una conferenza stampa in cui, udite udite, ha parlato di computer.
Schermi, chassis, materiali. Niente “AI Revolution”, niente assistenti magici.
Il motivo lo ha spiegato Kevin Terwilliger (Head of Product di Dell) con una sincerità disarmante: “Abbiamo capito che i consumatori non comprano basandosi sull’AI. Anzi, penso che l’AI li confonda più che aiutarli”.
L’Altra Faccia della Medaglia

Dall’altra parte della fiera, Razer e Lepro hanno presentato la loro visione dell’inferno da scrivania.
Si chiamano Project AVA (Razer) e Ami (Lepro). Sono piccoli dispositivi con schermi olografici che vi fissano mentre giocate o lavorate. Hanno telecamere, microfoni a lungo raggio e tracciamento oculare. Razer promette persino una “PC Vision Mode” che guarda quello che c’è sul vostro monitor.
Ah, e Project AVA gira su Grok di xAI, un modello attualmente nel mirino dei regolatori per questioni di deepfake.
Esattamente quello che volevamo: un occhio onnisciente, sempre acceso, posizionato di fianco alla tastiera, gestito da un’AI controversa.
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