Betrayer – Recensione

Gli sviluppatori di Betrayer arrivano da una carriera nel team di sviluppo della Monolith, famoso sopratutto per la serie F.E.A.R., con questo titolo ha in comune il fatto di...
Betrayer - Recensione 4

Gli sviluppatori di Betrayer arrivano da una carriera nel team di sviluppo della Monolith, famoso sopratutto per la serie F.E.A.R., con questo titolo ha in comune il fatto di essere un gioco in prima persona dalle tinte sovrannaturali, ma le similitudini si fermano qui, l’ambientazione infatti è quella di un Nord America del XVII secolo, nel quale il nostro eroe di turno giungerà a seguito di un naufragio. Immediatamente ci imbatteremo in conquistadores spiritati e villaggi disabitati con pochi resti pietrificati degli ex abitanti, qui inizieremo le indagini per comprendere gli eventi accaduti.

Innanzitutto cominciate a spolverare il vostro dizionario di inglese, dato che tutto il testo sarà localizzato unicamente in lingua d’albione, il doppiaggio parlato sarà invece semplicemente assente, anche se le interazioni con personaggi in carne e d ossa (e non solo) non mancheranno, dando al dialogo una connotazione surreale.

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la nostra muta co-protagonista

 

Cammina, esplora, combatti

La trama si svilupperà portando avanti indagini, nessun suggerimento o indicatori nella mappa, dovremmo esplorare tutti i livelli e raccogliere ogni singolo indizio, quali fogli con note o piccoli oggetti, visibili spesso anche da grandi distanze grazie ad un effetto luminoso che gli evidenzierà.

Nelle nostre scorribande ci imbatteremo obbligatoriamente in creature ostili, il gioco predilige un approccio furtivo, dato che con una freccia ben piazzata potremmo eliminare molti avversari silenziosamente e istantaneamente, ma haimé non viene in nostro aiuto il sistema di balistica, innanzitutto anche a distanze elevate dovremmo sempre e comunque puntare al corpo dell’avversario, senza cercare di aiutare la traiettoria, ma alle volte anche col nemico completamente immobile il colpo misteriosamente non entrerà, e verremmo immediatamente individuati  e rincorsi dalla presenza ostile della zona. Economizzare l’uso dei proiettili sarà un fattore importante per non rimanere a secco durante gli scontri, inizialmente avremmo infatti a disposizione solo 16 frecce e 10 proiettili per le armi da fuoco.

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Per sfruttare al meglio le meccaniche furtive del titolo potremmo decidere di lanciarci in un approccio più ravvicinato, coprendo il rumore dei nostri passi con le raffiche di vento che ogni tanto batteranno la mappa.

Una grande pecca del gameplay è il fatto di poter “fregare” l’IA in modo davvero semplice: sparsi per la mappa ci saranno dei barili di acqua, interagendo con essi avremmo la salute ripristinata dopo pochi secondi, più due “medikit” portatili che ripristinano parte della salute, il bello è che potremmo interagire con questi barili nel mezzo dei combattimenti, perciò se la situazione si mette male, si potrà sempre correre al barile più vicino (siamo sempre più veloci dei nemici) e ricaricarsi la vita in tutta tranquillità. Non che restare in vita sia un bisogno così tassativo, anzi, morire ci farà semplicemente ricomparire in una zona sicura, un pò come avveniva in Bioshock con le camere della vita attivate. Segnata nella bussola ci sarà la nostra posizione di decesso, che potremmo raggiungere per recuperare munizioni e monete raccolte.

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Avvicina il tuo brutto muso!

 

A variare la piattezza del gamepay di base, ci pensa il sistema economico, in varie zone ci saranno delle case speciali che fungeranno da mercato, si, avete capito bene, non ci sarà nessun mercante, solo un sistema automatizzato nel quale andremmo a scegliere il nostro arco o bocca da fuoco prediletta, pagando un quantitativo in monete, oppure proiettili di riserva. Ah, e cercate di non sbagliare nell’acqusto, dato che in Betrayer attualmente non esiste un sistema di scelta del salvataggio, ogni progresso semplicemente sovrascriverà quello precedente.

Di fronte a Betrayer si ha la pesante sensazione di star giocando ad una beta, questo a causa di un’ esperienza di gioco che lascia la sensazione di incompletezza in praticamente ogni ambito.

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Il menu dell’ inventario, definirlo spartano sarebbe un eufemismo

 

Il vestito non fa il monaco, e infatti…

La grafica è tutto sommato sufficiente, le texture hanno l’effetto plasticoso tipico dell’ Unreal Engine, ma gli effetti e i dettagli sono quelli cui il motore grafico targato Epic Games ci ha abituato. Altro discorso riguarda le scelte di design, innanzitutto i cespugli sono inspiegabilmente solidi, in un titolo stealth non sarebbe stato male potersi nascondere all’interno, affrettato anche il foliage degli alberi, che si rivela essere un grande foglio con le texture stampate sopra.

L’audio è uno degli aspetti probabilmente più curiosi, in particolare la campionatura dei versi dei nemici risulta spesso poco adeguata, creature umanoidi avranno versi simili ad animali selvatici come orsi, estrapolati da qualche documentario della National Geographic.

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Siamo nel periodo d’oro degli sviluppatori indipendenti (Indie), dove mai come ora chiunque ha la possibilità di pubblicizzare e dare visibilità alle le proprie idee e intuizioni, la Blackpowder Games ha puntato notevolmente nella pubblicità del titolo dandogli un’ aspetto fittizio che poco corrisponde col gioco reale. Rincresce dirlo, ma Betrayer pare fatto in fretta e furia, giusto per tirarci fuori un trailer interessante quanto basta per convincere nell’ acquisto: delle scene action e di mistero del trailer troveremo ben poco una volta mouse alla mano, ci aspettano invece combattimenti ripetitivi e abbastanza frustranti, separati da lunghe camminate, mentre gli enigmi e le investigazioni si riveleranno un gioco di pazienza e andranno risolti per la maggior parte a furia di tentativi ripetuti.

Commento Finale

5

Betrayer si rifà in toto ad idee già viste, proponendo un gameplay minimale limitato a combattimenti dimenticabili e investigazioni tradotte in esplorazioni senza meta, nemmeno la trama stupisce per qualità, Betrayer fallisce nel minimo che ci si aspetta da un videogioco: l’intrattenimento.

 

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