
Benvenuti al Caffè del Venerdì. La settimana appena trascorsa delinea un quadro economico complesso per l’industria tecnologica.
Mentre il settore hardware affronta una nuova crisi della catena di approvvigionamento, con Valve e Western Digital che segnalano gravi carenze di stock, le strategie dei publisher software divergono nettamente. Da una parte assistiamo alla ristrutturazione aggressiva di Sony, che chiude uno studio storico come Bluepoint Games; dall’altra, Square Enix riconosce finalmente la centralità tecnica del PC per i suoi titoli di punta.
Steam Deck e Western Digital: Tutto esaurito

La situazione è critica. Valve ha confermato ufficialmente che lo Steam Deck sarà non disponibile in alcune regioni a causa della carenza di memorie. Non riescono a produrne abbastanza. Questo spiega anche il ritardo nel lancio delle nuove Steam Machine: senza RAM e SSD, non c’è hardware da vendere.
Ancora più inquietante è la notizia da Western Digital: il CEO ha dichiarato di aver già venduto l’intero inventario di Hard Disk per tutto il 2026. Avete capito bene: ogni disco che uscirà dalle fabbriche quest’anno e il prossimo ha già un compratore (probabilmente un data center AI). Per noi consumatori restano le briciole, e costeranno care.
L’avvertimento di Phison: “Arrivano i fallimenti”
Il colpo di grazia arriva dal CEO di Phison (leader nei controller SSD), che ha previsto una ondata di bancarotte tra i produttori di elettronica. Il motivo? I fornitori di memoria chiedono pagamenti anticipati di 3 anni per garantire le forniture, una follia che solo i giganti possono permettersi. La colpa, manco a dirlo, è dell’AI: i nuovi chip Nvidia Rubin da soli divoreranno il 20% della produzione mondiale di NAND solo per la cache. Prepariamoci a un biennio di scarsità.
Sony perde la bussola e Square Enix punta sul PC
Questa settimana ci regala due visioni diametralmente opposte del futuro dei videogiochi. Una di distruzione, l’altra di rinascita.
Il suicidio assistito di Bluepoint Games

In una mossa che definire “miope” è un complimento, Sony ha chiuso Bluepoint Games. Stiamo parlando dello studio che ha definito lo standard dei remake moderni (Demon’s Souls, Shadow of the Colossus). Il motivo? Dopo averli costretti a lavorare su un gioco Live Service di God of War (cancellato), Sony ha deciso di tagliare.
È la prova definitiva del fallimento della strategia “Live Service a tutti i costi” di PlayStation. Invece di far fare a Bluepoint ciò in cui erano maestri (remake single player di qualità), li hanno forzati in un settore che non conoscevano, per poi chiuderli quando il progetto è fallito. Un vero spreco.
Final Fantasy VII Part 3: “Il PC è la Lead Platform”
Dall’altra parte dell’oceano, Square Enix ha capito tutto. Il director Naoki Hamaguchi ha confermato che la Parte 3 del Remake di FFVII è sviluppata con il PC come piattaforma principale.
Le sue parole sono musica per le nostre orecchie: “Internamente consideriamo PS5 e PS5 Pro come piattaforme di fascia media. Su PC usiamo texture grandi il doppio e conta poligonale tripla”. Finalmente un publisher giapponese ammette che le console non sono più il tetto massimo, ma solo un compromesso, anche se non dobbiamo dimenticare l’esclusività temporale su Playstation delle prime due parti.
I Muscoli di Zen 6 e la Preservazione PS3
AMD Zen 6: Più Core, Più Cache (Su AM5)

Mentre aspettiamo i prezzi, i leak su Zen 6 “Olympic Ridge” dipingono un futuro roseo per chi ha scelto la piattaforma AM5. AMD sembra pronta a cambiare la struttura dei suoi chiplet (CCD), passando da 8 a 12 core per blocco.
Cosa significa? Che potremo vedere Ryzen 9 con 24 core totali (12+12) e, soprattutto, il 50% di cache L3 in più su ogni chiplet, anche senza la tecnologia 3D V-Cache. Se confermato, sarà un salto generazionale enorme per il multitasking e il gaming.
RPCS3: L’Emulazione (quasi) Perfetta
Chiudiamo con una vittoria della community. Il team di RPCS3 (l’emulatore PS3) ha annunciato di aver reso “perfettamente giocabili” altri 93 titoli in un solo mese, portando la compatibilità totale al 73%.
Ancora più impressionante: dei giochi rimanenti che si bloccano all’avvio (“Intro”), ne sono rimasti solo 62 su migliaia. Di questi, 46 sono titoli PlayStation Move che richiedono periferiche specifiche. La missione di preservare l’intera libreria PS3 su PC è quasi compiuta.
La chiusura di Bluepoint Games e le previsioni di scarsità hardware sollevano interrogativi importanti sulla sostenibilità delle attuali strategie di mercato. Credete che la scelta di Square Enix di puntare sul PC sia l’inizio di un nuovo standard per gli sviluppatori giapponesi, o un caso isolato?
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