Oggi vi parleremo di un gioco che non ha bisogno di presentazioni, Might and Magic Heroes VII è l’ultimo capitolo della premiata serie Heroes of Might and Magic pilastro del genere strategico a turni, attualmente brand di proprietà di Ubisoft che ne detiene i diritti dopo l’acquisizione della società precedente. Sviluppatore di questo nuovo capitolo è la tedesca Limbic Entertainment che già si occupò dello sviluppo dei DLC del precedente Heroes VI. Il gioco segna una netta inversione di rotta per il brand che a grande richiesta da parte dell’ormai solidissimo fan base torna sui binari storici della serie abbandonando nettamente la strada dell’innovazione che era stata intrapresa con il precedente titolo, ecco cosa ne pensiamo di Might and Magic Heroes VII.

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La storia del Grifone

La storia di Might and Magic Heroes VII è ambientata alcuni anni dopo gli eventi del precedente capitolo e temporalmente anticipa di qualche secolo le vicende di Heroes V. La nostra storia segue i passi del duca Ivan Griffin, l’imperatrice e la sua famiglia sono stati assassinati e l’impero del Falco è nel caos, intenzionato a riportare la pace il duca si circonda di consiglieri fidati appartenenti alle varie fazioni del continente per farsi consigliare sul modo migliore di agire, questi ognuno a modo suo offre il suo consiglio sotto forma di storia per ispirare il duca con l’esempio dei grandi eroi del passato e delle loro gesta. Il nostro ruolo sarà di rivivere queste storie nei panni del protagonista, scoprendo gli eventi che hanno caratterizzato la storia delle rispettive fazioni e a tratti guidare lo stesso Ivan nella sua lotta per il trono. La campagna nel complesso risulta molto piacevole, con missioni variegate e soddisfacenti che variano molto man mano che si seguono le vicende di questo o quel protagonista anche se con qualche alto e basso. Nel complesso la campagna offre una discreta longevità per essere completata al massimo e un buon grado di divertimento.

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Il consiglio riunito.

Un mondo da scoprire

Il gioco sfrutta l’Unreal Engine 3 come motore grafico e il colpo d’occhio per quanto riguarda la mappa e le texture di edifici e unità è davvero piacevole, l’ambientazione sia che si tratti di un terreno desertico, invernale oppure di un’aperta pianura è sempre ricca di dettagli e le texture sono di ottima qualità. Le meccaniche di gioco per quanto concerne il movimento degli eroi e le interazioni con gli eventi, i tesori e gli avversari neutrali nella mappa non cambiano sensibilmente da quella che è l’impostazione canonica della serie allontanandosi un po’ da quelle dal precedente titolo e ritornando più simili ai capitoli precedenti ad Heroes V e VI. La gestione delle città vede la classica schermata che ci offre una panoramica degli edifici presenti nella roccaforte con la possibilità di selezionarli direttamente o sfruttando i sottomenù, la ritrovata centralità delle roccaforti che insieme ad alcune strutture presenti sulla mappa tornano i principali punti di reclutamento riporta in primo piano la necessità un’oculata scelta delle strutture chiave da costruire ogni turno, andando a scegliere tra quelle che forniscono potenziamenti per le unità, le strutture di “sviluppo” come la taverna o i laboratori dove è possibile acquistare le unità speciali e quelle prettamente di reclutamento delle unità. Anche per le risorse assistiamo ad un ritorno al passato dato che a differenza del titolo precedente torna la divisione tra risorse base legno, pietra, oro e quelle avanzate come i cristalli sangue di drago o il biancoargento che servono sostanzialmente per i potenziamenti e per reclutare le unità di grado più avanzato.

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Il mondo risulta sempre “visivamente” ricco

Titani, demoni e altro ancora

Veniamo ora alle unità, anche sotto questo punto di vista torna la classica divisione in: base, élite e campioni ognuna delle 6 fazioni giocabili Necropolis, Fortezza, Accademia, Paradiso, Elfi Silvani e Dungeon ha le rispettive unità con poteri e abilità speciali, che rispecchia quello che è lo stile caratteristico della fazione quindi mentre le unità dell’Accademia punteranno sulla magia gli elfi oscuri del Dungeon preferiranno indebolimento e attacco a distanza inoltre all’interno nella mappa è possibile trovare luoghi dove reclutare una miriade di unità neutrali e spesso alcuni di questi dovremo affrontarli per accedere a risorse o tesori importanti. Il punto focale di ogni fazione però sono i rispettivi eroi, è possibile scegliere tra un vasto assortimento e ognuno con abilità speciali dipendenti dalla propria fazione che vanno da quelli prettamente abili al combattimento a quelli più versati nella magia fino agli esperti diplomatici capaci di attirare eserciti neutrali alla propria causa a quelli versati nell’indebolire le unità dell’avversario, la schermata di crescita delle abilità si sviluppa intorno ad una ruota con diversi gradi di maestria nelle singole abilità che vanno da apprendista a maestro e con poteri unici sbloccabili raggiunto un certo grado nel centro, ogni eroe in base alla sua specializzazione inizia già in possesso di alcune abilità base, e la crescita è lasciata totalmente nelle mani dell’utente. Nel complesso sia le unità che gli eroi sono bilanciati in maniera ottimale e salvo qualche caso non ci sono enormi dislivelli di potere tra i singoli eroi e le singole unità delle differenti fazioni. Il vero ago della bilancia nelle battaglie sta quindi in un’oculata scelta delle unità e dei poteri dell’eroe e sopratutto in un’attenta pianificazione del combattimento che si svolge nella classica scacchiera, che tuttavia in questo capitolo aggiunge una novità, ovvero la presenza di ostacoli e impedimenti sul campo di battaglia.

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Il gioco degli scacchi dei maghi

L’elemento di maggior successo della serie rimarrà sempre il caratteristico sistema di combattimento, all’inizio dell scontro ci sarà data la possibilità di schierare le nostre unità per prepararci, la presenza di ostacoli casuale sul campo è senz’altro un’aggiunta interessante, offrendo al giocatore nuove possibilità di manovra tuttavia poteva essere senza dubbio sfruttata meglio magari aggiungendo opzioni come trappole o similari e non solo come impedimento fisico. Le diverse tipologie di unità, da mischia e a distanza unite alle capacità del nostro eroe possono assicurare la vittoria anche in situazioni di svantaggio numerico è quindi essenziale una corretta composizione del nostro esercito, poiché se sfruttato a dovere unito ad un piano ben sviluppato oppure con sacrificio di alcune unità in favore di altre si può prevalere anche quando l’avversario è più forte o numeroso. L’IA nemica si difende molto bene reagendo alle tattiche adottate dal giocatore e cercando sempre di sfruttare i propri punti di forza, ma non risulta una sfida eccessivamente pericolosa se non ad un alto livello di difficoltà.

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Prima di affrontare il nemico in città dovremo superare le mura !

In conclusione

Possiamo dire che Might and Magic Heroes VII è senza ombra di dubbio un ottimo gioco magari non perfetto ma più che soddisfacente sotto tutti i punti di vista. Un look grafico totalmente rinnovato unito alle meccaniche di gioco consolidate della serie fanno del titolo di Limbic un prodotto valido capace di soddisfare neofiti e appassionati, con una bella storia e molte ore di gioco tra campagna, partite in singole player e online. L’editor incluso nel gioco è inoltre un’ottimo strumento per chi volesse approfondire la propria esperienza nel mondo di gioco creando partite totalmente personalizzate da condividere poi con gli amici giocando online oltre che con le mappe e le ambientazioni ufficiali del gioco.

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Alessandro
PC Gamer spassionato, fin da piccolo amante di strategici ed RPG, una buona trama ed anche un gioco diventa alla stregua di un libro un mezzo di cultura.