Homeworld Remastered – Recensione

Abbiamo avuto il piacere di provare la versione Remastered edita da Gearbox Software del pluripremiato RTS spaziale Homeworld, capolavoro del genere strategico pubblicato nel 1999 da Realic Entertainment. Serie...
Homeworld Remastered - Recensione 4




Abbiamo avuto il piacere di provare la versione Remastered edita da Gearbox Software del pluripremiato RTS spaziale Homeworld, capolavoro del genere strategico pubblicato nel 1999 da Realic Entertainment.
Serie di grande rilievo a cui appartengono ben due capitoli e un’espansione Cataclysm i cui diritti con l’eccezione di quest’ultimo sono stati acquistati da Gearbox a seguito del fallimento di THQ precedente detentore della proprietà intelettuale. In un unico pacchetto Gearbox offre le versioni Remastered e i due capitoli principali in formato originale per i nostalgici e amanti del retro-gaming.

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Tanto tempo fa in una Galassia lontana…

Sull’ambientazione c’è veramente poco da dire, Gearbox ha fatto un lavoro impeccabile mantenendo tutto il fascino della serie originale e accentuandolo grazie all’utilizzo di engine e computer grafica più avanzati e moderni. Ancora una volta muovendo i primi “passi” all’interno dell’universo di Homeworld si ha quella sensazione di vuoto e di immensità che sa trasmettere lo spazio e che Homeworld è capace di dare al pari dei migliori film e serie sci-fi. I colori fluo e i toni saturi delle grandi nebulose, i campi di asteroidi e le dimensioni estese delle mappe giocabili sono lo scenario ideale e si fondono alla perfezione con le meccaniche di gioco in tre dimensioni come un invito per il giocatore a sperimentare azioni e strategie sempre diverse e ardite. Il restyling delle texture è davvero superiore alla media di molte remastered edition, la grafica è supportata fino al 4k e sebbene i modelli delle navi conservino quel design un po’ spigoloso tipico del tempo, la cura dei dettagli fa si che il prodotto finale risulti veramente piacevole all’occhio, ricco e molto elaborato.

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Il dettaglio delle navi e molto curato e realistico

Un grande viaggio.

Affrontando la campagna principale di Homeworld vestiremo i panni di un gruppo di esuli Kushan, nativi del pianeta Kharak i Kushan scoprono i resti di un’antica nave stellare che custodisce il segreto per raggiungere il loro pianeta ancestrale Hiigara in un grande sforzo collettivo tutti i clan si uniscono e costruiscono una grande nave chiamata “Astronave madre” per tornare sul loro pianeta d’origine. Alla vigilia della partenza una misteriosa razza aliena distrugge però il pianeta Kharak e costringe i pochi superstiti a scappare. Così ha inizio il lungo viaggio verso lo sconosciuto pianeta Hiigara, affrontando l’ignoto dello spazio e le mille avversità che troveremo durante il cammino, avremo il ruolo di guida del nostro popolo verso quella terra “promessa” che ormai è l’unica speranza di salvezza dei Kushan.

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La “nave madre” fà rotta verso l’ignoto.

Un salto “iperspaziale” dietro l’altro

Tra le molte meccaniche interessanti che Homeworld presenta forse quelle più importanti oggi come allora sono due, il trasferimento di unità e tecnologie di missione in missione e il dinamico sistema di combattimento su tre assi. Del primo punto c’è poco da dire a chi avanzando di livello in livello in uno strategico non è capitato di pensare che fosse ridicolo partire completamente da zero ogni volta… ogni giocatore ha provato almeno una volta l’irritazione di dover rifare tutto da capo, ebbene con Homeworld questo non è un problema ad ogni missione la nostra flotta civile e militare ci segue creando un’illusione di continuità davvero piacevo e incoraggiando i giocatori a usare le proprie risorse con raziocinio per subire il minor numero possibile di perdite. Il sistema di combattimento è invece un argomento importante, all’uscita del titolo originale fu e rimane tutt’oggi una meccanica poco esplorata e riproposta molti di rado e purtroppo con scarsi risultati, alla difficoltà di coordinare le numerose unità schierabili si aggiunge la complessità di gestire le manovre sui tre assi di gioco, questo può risultare ostico all’inizio ma diventa molto importante nei livelli avanzati dove è richiesta una strategia più sottile del mero attacco frontale.

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Meccaniche di gioco complesse in un’interfaccia semplice e intuitiva.

La fine del viaggio

L’ultimo ma non meno importante argomento che vogliamo trattare è il multiplayer che a differenza dell’originale è stato completamente rinnovato, ora a differenza degli originali l’online è stato unificato e da entrambi i titoli si ha accesso subito a tutte le fazioni disponibili che sono Taiidan, Hiigaran, Vaygr, Kushan  ed a oltre 20 mappe in cui possono affrontarsi un massimo di 8 giocatori contemporaneamente. Il multiplayer per quanto ancora in parte in sviluppo è davvero funzionale e garantisce un divertimento aggiuntivo una volta conclusa la campagna, offrendo partite combattute e molto longeve.

Pro

  • Un upgrade grafico di alto livello
  • Gamplay e meccaniche ancora oggi ottime
  • La storia principale è degna di un film
  • Un multiplayer che fà il suo dovere

Contro

  • Non mancano alcuni piccoli problemi a livello tecnico
  • Il muliplayer pur promettente è incompleto

Commento finale

8.5

Homeworld Remastered Collection si può tranquillamente definire un lavoro eccellente, Gearbox ha ripreso le meccaniche degli originale rinnovando da zero il comparto grafico e audio. Nelle versioni remastered possiamo trovare tutto il fascino del gameplay del vecchio Homeworld con un comparto audio-grafico degno di un gioco appena sviluppato anche a livello tecnico seppur con qualche piccola imperfezione Gearbox ha svolto un ottimo lavoro aggiornando l’interfaccia di gioco e le meccaniche che soffrivano del passare del tempo. Homeworld Remastered è consigliato non solo ai nostalgici dell’originale e in generale del genere RTS ma anche a tutti i gamer che cercano un titolo con cui affacciarsi nell’ambiente dei giochi di strategia in tempo reale.

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Alessandro

PC Gamer spassionato, fin da piccolo amante di strategici ed RPG, una buona trama ed anche un gioco diventa alla stregua di un libro un mezzo di cultura.

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