Homefront: The Revolution – Recensione

Si sa, quando un gioco rimane in sviluppo per troppo tempo ma soprattutto passa per troppi cambi di produzione non è mai un bene. Homefront: The Revoulution fa proprio parte di questa categoria di giochi, ripescato dalle mani della ormai defunta THQ, Crytek per mano dei Dambuster Studios ha donato nuova vita a questo gioco seppur con risultati deludenti.

Ambientato in un futuro distopico dove la Corea del nord è una super potenza che ha soggiogato l’America, Homefront ci mette nei panni di Ethan Brady il cui compito principale sarà quello di liberare il carismatico capo dei ribelli Benjamin Walker per far partire la ribellione per liberare la città di Philadelphia.

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La tematica della ribellione oltre ad essere il cuore della trama è anche un importante aspetto del gameplay, infatti Homefront si presenta come un open world suddiviso in quartieri sulla falsa riga di produzioni recenti come Assassin’s Creed. In ognuno di questi quartieri sarà possibile innescare una rivolta da parte degli abitanti tramite il compimento di determinate azioni, che vanno dal sabotaggio di punti chiave e strutture fino alla liberazione di ostaggi. Questo aspetto del gioco non è da sottovalutare in quanto la liberazione di un quartiere è in grado di rendere la vita del giocatore molto più facile. Se da una parte Homefront restituisce quella sensazione di già visto, dall’altra ce la mette tutta per restituire una esperienza appagante e diversificata. Non mancano dunque interessanti aggiunte come delle meccaniche stealth essenziali per proseguire indisturbati per le strade della città. Ad aggiungere condimento alla formula ci pensa una elementare forma di crafting che tramite il ritrovamento di materiali disseminati per la mappa, ci renderà capaci di costruirci gadget di vario tipo tra cui spiccano bombe molotov e disturbatori radio. Le armi invece seppur in numero discreto non sono molto diversificate ed in generale non restituiscono un grosso feedback. Menzione d’onore, anche se in negativo, vanno alla moto ed al ciclo giorno\notte; la prima sulla carta sembra un modo veloce per sparsi da un punto all’altro della città ma a conti fatti risulta essere solo un modo rumoroso per allertare il più infretta possibile il nemico, il secondo invece non aggiunge nulla alla formula rendendo dunque inutile pianificare incursioni o tattiche varie da mettere in atto durante la notte o il giorno.

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La storia ha una buona durata che si attesta sulla 10 ore anche se la trama in alcuni casi fa fatica a procedere risultando piatta ed inconsistente, complici di tutto ciò sono i personaggi che non rimangono impressi ed in generale non spiccano mai.

Il punto di vista tecnico è quello dove Homefront riesce a dare il peggio di se. Se da una parte abbiamo perdonabili e piccoli bug e\o glitch dall’altra abbiamo una inefficienza tecnica che compromette seriamente la giocabilità, nel corso della recensione non sono mancati massicci problemi di stuttering, che hanno portato a massicci cali di framerate scendendo nella maggior parte dei casi sotto 30fps e nei casi peggiori, avvenuti durante le fasi notturne, il gioco gira con una media di 18fps. Se non bastasse tutto ciò a peggiorare la cosa ci sono stati momenti i cui il motore di gioco si era completamente inchiodato, bloccando così il framerate a 2fps per circa 30secondi. Buoni invece i modelli dei personaggi che risultano più dettagliati della media dei giochi odierni.

Homefront: The Revolution tenta di essere un progetto coraggioso offrendo una campagna ed una tutto sommato godibili ma peccando infinitamente sotto il lato tecnico che lo rende in molti punti ingiocabile pur diminuendo drasticamente i settaggi grafici.

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