Get Even - Intervista al Lead Designer 4
Get Even - Intervista al Lead Designer 4

Sviluppato da TheFarm 51, Get Even è un viaggio all’interno dei ricordi di Cole Black alla ricerca delle risposte alle molte domande che ci faremo già ad inizio gioco. Purtroppo questo viaggio non è esente da problemi, che rendono quello che sarebbe potuto essere un must have solo un buon gioco.

Salva la ragazza

Get Even inizia con il protagonista, un certo Cole Black, che si risveglia in un magazzino abbandonato, senza ricordarsi chi è o perché si trova in quel luogo. All’inizio potremo contare unicamente sul nostro caro smartphone, con cui potremo illuminare le stanze buie, scannerizzare alcuni oggetti per avere ulteriori informazioni e ricevere inquietanti messaggi da persone che non conosciamo. Tutto questo potremo farlo grazie alle differenti app installate nel cellulare. Se all’inizio non sapremo il motivo per cui siamo lì, dopo pochi minuti questo ci verrà svelato. Il nostro obiettivo sarà quello di salvare una ragazza tenuta prigioniera dai suoi rapitori in quello stesso magazzino. Purtroppo il nostro salvataggio non andrà nel migliore dei modi e la ragazza morirà. A questo punto ci risveglieremo un’altra volta in quello che sembra un manicomio. Da uno schermo un certo RED ci aiuterà a toglierci alcuni dubbi, ci dice che la nostra memoria è stata danneggiata e attualmente siamo sotto un trattamento(che sfrutta una nuova tecnologia chiamata Unità Pandora per riuscire a far vivere alle persone i propri ricordi) per recuperarla. Tramite questa tecnologia noi dovremo ripercorrere i nostri ricordi cercando di unire tutti i puntini, per scoprire chi era quella ragazza, perché l’hanno rapita e perché noi volevamo salvarla. Da questo momento in poi sarà RED a guidarci nei ricordi. Il nostro obiettivo adesso sarà quello di raccogliere il maggior numero di prove, (che possono essere registrazioni audio, foto, schede dei pazienti del manicomio) che potremo trovare sia all’interno del manicomio che nei nostri ricordi, queste prove ci serviranno per ricostruire la storia del gioco. Tutto il materiale che troveremo sarà catalogato in una stanza che noi potremo visitare ogni qual volta concluderemo un ricordo. Questa stanza ci servirà molto per riuscire a connettere tutte le prove che abbiamo trovato nei differenti ricordi, per esempio una scheda di un paziente trovata nel primo ricordo che abbiamo vissuto, si può collegare a un foglio o una registrazione che abbiamo trovato nell’ultimo.

L’impianto narrativo di Get Even si regge bene, i dialoghi hanno degli alti e bassi ma in generale sono buoni e non mancano di certo i colpi di scena. Purtroppo molti di questi sono abbastanza prevedibili, ci è capitato che alcune rivelazioni che per il gioco dovevano essere sconvolgenti, noi l’avevamo già date per certe molto tempo prima. Il vero punto di forza di Get Even non è la trama ma l’atmosfera che riesce a ricreare e le emozioni che riesce a darci. Mentre esploreremo il manicomio oppure rivivremo un ricordo ci sembrerà proprio di essere lì, questo grazie a una buona cura dei dettagli sia grafici(anche se graficamente non è perfetto ma ne parleremo a breve) che sonori. A Get Even non servono stupidi jumpscare per riuscire a mettere in tensione il giocatore, ma bastano le musiche e i rumori ambientali. Altro grande punto di forza del gioco sono le cutscene, che in realtà non dovremo chiamare proprio cutscene visto che sono immagini statiche, ma abbiamo usato questo termine per farci capire meglio. Qui il gioco da il meglio di sé riuscendo a regalarci molte emozioni grazie alla tanta cura che gli sviluppatori hanno messo nel creare queste sequenze. Adesso passiamo alle note veramente dolenti del gioco, in cui rientrano praticamente tutte le sparatorie. Da un certo punto del gioco molti ricordi saranno pieni zeppi di nemici, che potremo uccidere in uno scontro armato oppure aggirare utilizzando le meccaniche stealth del gioco. Purtroppo sia gli scontri a fuoco che le meccaniche stealth sono state mal realizzate, da una parte abbiamo degli scontri a fuoco noiosi mentre dall’altra abbiamo delle meccaniche stealth quasi inesistenti e dei nemici che non si capisce quando ci vedono e quando no. Anche solo la cancellazione totale di tutte queste sequenze “action” avrebbe di molto migliorato il nostro voto del gioco, ma purtroppo dobbiamo per forza tenerne conto visto che queste sequenze sono molto presenti da un certo punto dell’avventura.

Reparto Tecnico

Iniziamo subito col dire che, graficamente, Get Even non è quello che ci avevano mostrato nei trailer di qualche tempo fa, in generale ci troviamo di fronte a un gioco che riesce a rimanere sulla media dei prodotti di questo tipo. Con alcuni alti rappresentati da alcune ambientazioni interne mentre molti bassi rappresentati da quasi tutte le ambientazioni esterne, poco curate sia dal punto di vista grafico che dell’ottimizzazione. Come vi abbiamo già detto prima il sonoro è sicuramente la parte meglio riuscita del gioco, sia le musiche che i rumori ambientali sono perfetti e si sposano alla perfezione con quello che vediamo a schermo. Meno perfette sono le prestazioni del titolo che soffre di frequenti cali di frame rate soprattutto nelle ambientazioni esterne. Con una RX 480 siamo comunque riusciti a giocarlo al massimo dei settaggi mantenendo, tolti i cali, i 60 fps nelle ambientazioni interni, mentre i 50 fps in quelle esterne. Per un gioco che, in alcune texture, sembra veramente vecchio ci aspettavamo delle prestazioni sicuramente migliori.

Conclusioni

Get Even è un gioco con molti alti e bassi che probabilmente soffre della poca esperienza degli sviluppatori. Se vi aspettavate un buon shooter potete passare tranquillamente oltre, mentre se volevate un titolo che potesse regalarvi delle emozioni allora questo è il gioco che fa per voi.

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