
Questa settimana il mercato si muove in due direzioni opposte e pericolose.
Sul fronte hardware, stiamo assistendo a una contrazione dell’offerta preoccupante: NVIDIA e Intel sembrano voler chiudere i rubinetti, rendendo l’accesso alla tecnologia sempre più costoso e difficile. Non è sfortuna, è pianificazione.
Sul fronte software, invece, c’è chi taglia per sopravvivere (Ubisoft) e la nuova strategia di Xbox. Iniziamo!
Hardware: Scarsità Pianificata?
Se avevate in programma un upgrade del PC nel 2026, le notizie di questa settimana continuano a peggiorare la situazione. Il mercato sembra muoversi in una direzione chiara: eliminare le opzioni più convenienti per l’utente.
NVIDIA: L’AI mangia le vostre GPU
Secondo un report esplosivo di Moore’s Law Is Dead, NVIDIA starebbe pianificando uno stop alla produzione di 6 mesi per la serie RTX 50.
Il cuore del problema è, ancora una volta, l’Intelligenza Artificiale. Fonti interne suggeriscono che NVIDIA è costretta a dirottare quasi tutte le risorse produttive (silicio e memorie) verso quel settore ad alto margine.
Le conseguenze per il mercato consumer sono pesanti:
- RTX 5060: Data per “spacciata” per i prossimi sei mesi.
- RTX 5060 Ti e 5070 Ti: Colpite anche le varianti da 8GB, non solo quelle da 16GB. La disponibilità sarà ridotta al minimo..
- L’eccezione: Solo la RTX 5050 sembra salva, grazie all’uso delle vecchie memorie GDDR6, meno richieste dai server AI.
La prospettiva peggiore? Si parla di un possibile aumento dei prezzi del 30% verso il Q4 2026. Se cercate una scheda video di fascia media, il consiglio è di non aspettare: quello che c’è sugli scaffali oggi potrebbe essere tutto ciò che vedremo per un bel po’.
Intel: Addio ad Alder Lake
Mentre NVIDIA taglia il futuro, Intel taglia il passato. Con una notifica ufficiale, l’azienda ha avviato il processo di End of Life (EOL) per la 12a Generazione Alder Lake e i chipset serie 600 (H670, B660, Z690).
Perché è una brutta notizia? Perché Alder Lake, e in particolare il Core i5-12400F, ha rappresentato fino a ieri il sweet spot assoluto per il gaming economico e, soprattutto, stabile.
Gli ordini cesseranno definitivamente il 24 Luglio 2026. Se state pianificando una build budget su piattaforma LGA1700, avete pochi mesi prima che questi componenti spariscano dal mercato o subiscano rincari.
Developer Direct XBOX : Il Giappone, l’Argilla e le Fiabe Inglesi
Lasciando da parte le strategie aziendali, il Developer Direct di questa settimana ci ha finalmente mostrato giochi veri. E per noi giocatori PC, ci sono tre titoli che promettono di stressare le nostre GPU nel 2026.
Forza Horizon 6: Finalmente in Giappone (19 Maggio)

Era il setting più richiesto da un decennio e Playground Games ha risposto. Forza Horizon 6 ci porta in Giappone, ma con un approccio diverso. Arriva su PC, Steam e Game Pass il 19 Maggio.
- Non sei il Re: Inizi come un turista squattrinato, non come la superstar dei capitoli precedenti.
- La Mappa: Dalla densità verticale di Tokyo (Shibuya, Tokyo Tower) ai passi di montagna stretti e tecnici (addio autostrade larghe 4 corsie ovunque?).
- Cultura JDM: Tornano i Car Meet nei parcheggi (ispirati al Daikoku PA) e un sistema di “Estate” per costruire il proprio garage/rifugio rurale.
Fable: Humor “The Office” e NPC Vivi

Il reboot di Fable (Autunno 2026) sembra aver centrato l’obiettivo più difficile: l’atmosfera e un mondo di gioco vivo.
Ralph Fulton ha confermato che il tono sarà “Fiabesco” e fortemente “British”.
La novità tecnica più interessante è la “Living Population”: ogni NPC ha una casa, un lavoro e una routine reale. Se un villaggio sembra vuoto di giorno, è perché gli NPC sono fisicamente andati a lavorare altrove.
Il sistema morale? Non più “Bene vs Male”, ma basato sulla reputazione visiva: se rubi e nessuno ti vede, la tua reputazione non cambia.
Kiln e Beast of Reincarnation

- Kiln: Un progetto di Double Fine risorto dopo 10 anni di silenzio. È un brawler multiplayer basato sulla fisica dove creiamo e combattiamo con vasi di ceramica.
- Beast of Reincarnation: Game Freak (i creatori di Pokémon) su Xbox/PC con un Action-RPG “Boy & Dog”. Combattimento ibrido action/turni e un mondo che cambia dinamicamente. Uscita prevista per l’estate.
Software & Driver: Cancellazioni Ubisoft e Gigabyte Inutili nei Driver AMD
Se il blocco hardware ci preoccupa per i prezzi, quello software ci lascia perplessi per le scelte gestionali.
Ubisoft: La sabbia è finita

La notizia è ufficiale e fa male: il Remake di Prince of Persia: The Sands of Time è stato cancellato.
Non rinviato, non sospeso: cancellato. Insieme a lui, Ubisoft ha staccato la spina ad altri 5 progetti (tre nuove IP, un titolo mobile e un progetto non annunciato) e ha chiuso gli studi di Halifax e Stoccolma.
L’azienda parla di “ristrutturazione in 5 Creative Houses” e “nuovi benchmark di qualità”, ma la traduzione per noi utenti è semplice: Ubisoft è in piena crisi d’identità e finanziaria.
La cancellazione del Principe è emblematica: un progetto annunciato troppo presto, gestito male, passato di mano e infine ucciso. È un segnale preoccupante per chi sperava nel ritorno dei grandi classici: in questo momento storico, se non garantisce profitti miliardari come Assassin’s Creed, non sopravvive.
AMD: Il Driver da 34GB che non avevate chiesto

Con l’aggiornamento Adrenalin 26.1.1, AMD ha introdotto un “AI Bundle” opzionale. L’idea di semplificare l’installazione di tool AI è lodevole, ma l’esecuzione è discutibile: se selezionate l’opzione, vi ritroverete a scaricare 34GB di dati.
Cosa c’è dentro? Un pacchetto completo con PyTorch, ComfyUI, Ollama, LM Studio e Amuse.
Per uno sviluppatore o un appassionato di AI locale, è utile: evita ore di configurazione manuale di Python e Git.
Ma per il gamer medio che aggiorna i driver solo per avere più FPS hanno davvero senso?
L’impressione è che AMD stia usando i driver delle GPU gaming per spingere la sua piattaforma AI e rincorrere NVIDIA.
Conclusioni: Siamo diventati clienti di Serie B?
Se mettiamo in fila le notizie di questa settimana, il quadro è impietoso. Per anni siamo stati il motore di aziende come NVIDIA e Intel, ma oggi è chiaro che non siamo più la priorità. Le risorse produttive migliori vanno all’AI (che paga meglio), mentre a noi restano driver gonfiati, prezzi in salita e la cancellazione di progetti storici perché “non abbastanza redditizi”.
L’unica buona notizia arriva paradossalmente da chi ha smesso di venderci hardware per venderci giochi ovunque (Xbox), dimostrando che il futuro è nel software e multipiattaforma.
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