Among the Sleep – Recensione

Zombie, mostri e quant’altro, ormai i videogiochi ne sono pieni, ma anche con tutti questi elementi sono pochi i titoli che riescono a creare tensione, paura, angoscia di procedere....
Among the Sleep - Recensione 1




Zombie, mostri e quant’altro, ormai i videogiochi ne sono pieni, ma anche con tutti questi elementi sono pochi i titoli che riescono a creare tensione, paura, angoscia di procedere.

Immaginiamo che appena dette queste parole vi sarà saltato in mente Amnesia, oppure Outlast, che riescono nel loro intento, ma quello che vogliamo recensire oggi, è si un horror, ma è comunque un titolo che tenta di rivoluzionare il genere, facendoci impersonare un bambino di 2 anni.

 

Tutto sembra enorme!

La prima impressione che avremo osservando il titolo è la grandezza di tutti gli oggetti con cui dovremo interagire: scaffali, piante, elettrodomestici e giocattoli, dal nostro punto di vista tutto sarà grandissimo, a partire dagli abiti stessi, che le prime volte vi faranno credere che non stiamo osservando un semplice cappotto con degli scarponi appoggiati li a fianco, ma che siano persone, mostri o qualsiasi creatura capace di poter mettere la parola fine alla nostra fragile vita. Anche il semplice aprire le porte si rivelerà ostico, rispetto ad altri giochi, infatti dovremo aprire cassetti su cassetti per poter permettere di arrampicarci su un tavolino o su una sedia cercando di arrivare alla maniglia.

Ci sentiremo impotenti di fronte a tutto, deboli, indifesi alla ricerca di alcuni ricordi, capaci di farci uscire da quello che si prospetta essere una visione terrificante del mondo a seguito di diversi fatti che hanno scaturito nel bambino tutte le vicende del gioco e tutti gli scenari che ci troveremo ad affrontare.

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Ma non è un gioco horror?

Tutte le meccaniche della storia, fin dal tutorial sembrerebbero non avere senso, o essere messe li solo per creare una sorta di scenario per imparare i comandi, ma la realtà è ben diversa, pochi minuti che potrebbero essere insignificanti, saranno decisivi per comprendere poi la storia di fondo che si erge alla fine.

Un atmosfera calda, accogliente e molto colorata è quella che ci aspetta all’inizio del gioco, una bella torta di compleanno e nostra madre che con un sorriso ci consegna il regalo, un ambientazione molto diversa da quella che potrebbe prefissarsi nella nostra mente come un possibile gioco horror, ma come ogni storia che sembra possa iniziare nei migliore dei modi ha una fine, anche per il nostro sfortunato protagonista arriverà presto…

Ricorrenti invece saranno dopo aver ottenuto il primo ricordo, i tubi che ci condurranno o all’ ”incubo” successivo o ci riporteranno nel nostro comune punto di ritrovo: una casetta, oggetti che sembrano familiari se pensiamo ad Alice nel paese delle meraviglie, ed inoltre il fatto di vivere un avventura che realmente non esiste ed il fatto di vivere nei sogni ci da la conferma di quanto il bambino di Among the sleep sia simile all’Alice di Lewis Carrol.

 

Il mondo è grande con i nostri piccoli occhi 

Per quanto riguarda le ambientazioni, seppur lo stile grafico si discosta piacevolmente dai soliti giochi Horror che siamo abituati a vedere, riesce comunque a creare ciò che gli sviluppatori desideravano: una situazione che possa far salire la tensione cercando di non cadere troppo nel banale.

Purtroppo per la corta durata del titolo gli ambienti che potremo visitare, sono abbastanza pochi e non saranno grandissimi, ma il fatto che noi siamo così piccoli  tutto sembrerà gigantesco, anche se verso metà gioco, quest’ultimi saranno più scarni in dettagli.

Ciò provocherà ben presto una sensazione di monotonia, soprattutto nelle aree dove l’esplorazione la farà da padrone, perché ci ritroveremo ben presto a muoverci alla ricerca di oggetti in un atmosfera che si rivela piuttosto statica, senza magari intermezzi che possano rendere interessante l’avventura, scelta opposta a quanto visto all’inizio dove il semplice avvicinarsi ad un termosifone poteva per esempio fargli uscire del vapore che insieme alla tetra ambientazione, riuscivano a creare una magnifica situazione.

Comunque sia anche con qualche piccolo bug il gioco riesce a farci vivere il mondo sotto gli occhi innocenti di un bambino che cerca disperatamente la propria madre.

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Gattonare o camminare lentamente?

Per quanto riguarda le meccaniche di gioco, potremo camminare a stentoni, oppure avremo la possibilità di gattonare, e tutto questo non ci farà mai dimenticare chi realmente siamo, e il fatto che la nostra unica arma per difenderci è quella di nasconderci farà si che ci sentiremo sempre in costante pericolo.

Piacevole è stata la sorpresa che ha riservato il menu accessibile tramite Esc che prevede un’animazione dove il bambino si copre gli occhi, per paura di ciò che gli sta attorno, una piccola aggiunta che abbiamo trovato interessante e abbastanza originale.

 

Come si struttura il Gameplay?

Purtroppo però dobbiamo capovolgere la medaglia, e anche se abbiamo un gioco che permette di vivere un’esperianza unica, il gameplay risulterà essere abbastanza monotono dopo poco.

Infatti, seppur le meccaniche interessanti, ci troveremo spesso a dover trovare “oggetti” per poter proseguire la nostra ricerca del ricordo, che provocheranno un immensa noia, che non è rotta da nulla, se non in alcuni tratti da dei “mostri” immaginari.

L’idea effettivamente di concepire altre creature oltre la bambina e Teddy potevano risultare ben congegnate, se non che quest’ultimi hanno un comportamento familiare, già visto in un altro gioco: Slender.

Infatti appena saranno vicini la nostra inquadratura avrà delle interferenze e l’unica soluzione sarà nascondersi.

Qualora non riusciremo nel nostro intento di scappare e ci prenderanno, una schermata nera con un “continuare?” apparirà nel nostro schermo segno non solo che siamo morti nell’incubo, ma avrà anche un altro significato ben più profondo che scopriremo solo alla fine.

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Non esiste Horror senza musiche

Per quanto concerne invece le musiche, qui va un plauso ai creatori che sono riusciti a creare un’atmosfera horror, con musiche adatte ad ogni situazione, e soprattutto la ninna nanna della madre capace di catapultarci nella solitudine del bambino e nella sua ricerca disperata.

 

Conclusione

Dopo un inizio con i fiocchi capace di farti stare con il fiato sul collo e con una certa dose di tensione, il titolo perde questa attenzione nei piccoli eventi capaci di rendere il mondo estremamente interattivo e il risultato è una storia che nell’intermezzo risulta essere monotona, attraverso fasi già viste in altri titoli.

L’idea che ne deriva è di un prodotto ben realizzato e con ottime idee, ma purtroppo prematuro, capace tramite il finale di farti concepire il tutto, comprese sfumature che prima si credevano inutili, ma dall’altro canto, di un prodotto che nel mezzo vede un calo di innovazione che non ci si aspettava date le carte in tavola e l’inizio fantastico.

Il finale però, come dicevamo prima, vale la monotonia preceduta, in quanto attraverso un bellissimo colpo di scena che ci fa accorgere di un retroscena che sin dall’inizio non avevamo capito.

Among the sleep rimane ugualmente un gioco molto interessante, se pur con qualche difetto qua e la e una durata piuttosto breve, riesce comunque sia ad incantarci di come possa apparire ad un bambino tutto il mondo attorno, un mondo che una volta cresciuti non vediamo più e non ricordiamo più le sfaccettature che creavamo con la fantasia, un gioco quindi capace di rivoluzionare l’horror.

Pro

  • Vedere il mondo in questa prospettiva è un’esperienza unica
  • La storia riserva molte sorprese
  • Ottime meccaniche di gioco

Contro

  • Gameplay alla lunga noioso
  • Molto breve

Commento Finale

7,5

Il gioco riesce nell’intento di stravolgere il genere stesso, e rappresenta l’innovazione che tanti si aspettavano. Il titolo è assolutamente da provare, certo alcune fasi possono risultare noiose, ma di certo il tutto sarà ripagato dallo stesso finale, capace di farci comprendere tutta la storia che gira attorno a questo gioco.

 

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