Durante un keynote alla conferenza Develop: Brighton, Sean Murray, di Hello Games, ha voluto offrire qualche suggerimento agli sviluppatori riguardo a come gestire eventuali lanci problematici dei propri giochi. In due parole, starsene zitti.

Dopo il disastroso lancio di No Man’s Sky, disastroso non tanto in termini di vendite quanto per aver sollevato un polverone mediatico per via delle numerose feature promesse mancanti, Hello Games s’è rimboccata le maniche ed è comunque riuscita a risollevare le sorti del gioco.

Ed è proprio grazie a questa esperienza che Murray ha voluto dare il suggerimento sopracitato. Secondo lui, la chiave di ciò che ha permesso di recuperare il proprio gioco da una lapidazione virtuale è essersene stati zitti con la community – una cosa incredibilmente difficile da fare – lavorare per metterlo a posto e mostrare poi i frutti al pubblico solo quando l’update era un qualcosa di concreto e non un semplice disegnino sulla lavagna.

Insomma, Hello Games ha fatto il contrario di ciò che un gioco del calibro di Anthem (ma anche Fallout 76 e Sea of Thieves) ha fatto, che con tutte le sue roadmap e le sue promesse di voler migliorare a tutti i costi in tempi ristrettissimi, poi irrimediabilmente infrante, ha fatto arrabbiare molto di più la community. Murray non avrà dunque gettato acqua sul fuoco, ma neanche benzina.

Ma è anche vero che Anthem è un titolo multiplayer il cui numero di utenti attivi in ogni dato momento è un numero critico, mentre No Man’s Sky era un titolo prettamente single-player – anche se era stato commercializzato come multiplayer dal lancio, uno dei motivi dell’arrabbiatura riguardo al gioco – per cui il confronto vale fino a un certo punto.

La morale che si può trarre da queste esperienze è che comunque è giusto che gli sviluppatori dicano ai giocatori che essi stanno lavorando per migliorare, espandere o aggiornare un dato titolo, ma che può risultare addirittura nocivo mettere le mani avanti e presentare troppe promesse, col rischio di non mantenerle o di rilasciarle in uno stato fin troppo acerbo.

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