Nether – Anteprima

Amalgamare gli sparatutto ad un mondo multiplayer persistente apre spunti per diverse idee originali, una delle più gettonate in questo periodo è probabilmente l’ambientazione post apocalittica. Che siano in...
Nether - Anteprima 10




Amalgamare gli sparatutto ad un mondo multiplayer persistente apre spunti per diverse idee originali, una delle più gettonate in questo periodo è probabilmente l’ambientazione post apocalittica. Che siano in salsa zombie, mutanti, o quant’altro, questi titoli survival stanno letteralmente nascendo come funghi, e numerosi sono gli sviluppatori indie che permettono di provare il titolo in accesso anticipato, mettendo a disposizione un codice beta. Vediamo assieme quali sono le caratteristiche uniche che differenziano Nether dalla concorrenza.

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La dura legge del mondo post-apocalittico

Nether si presenta violentemente, sbattendoci completamente soli in mezzo ad una mappa ricolma di pericoli annidati dietro ogni angolo, armati solamente con un poco affilato coltello. Per rifugiarci dopo le nostre scorribande ci saranno le “safe zone”, degli accampamenti difesi da npc all’interno dei quali sarà vietato il combattimento, nelle safe zone si potrà commerciare, craftare, iniziare spedizioni verso altri accampamenti e altro. Fuori da questi luoghi sicuri ce la dovremmo vedere con entità ostili, denominate Nether, un misto tra demoni e mutanti, differenziati in varie specie ognuna con il suo pattern di attacco e le proprie abilità. Ma gli avversari più temibili saranno probabilmente gli altri giocatori in carne ed ossa, difatti incontrare un player che non desideri ardentemente farci la pelle per raccogliere il nostro bottino sarà praticamente impossibile.

Meglio non far arrabbiare questo bestione

Meglio non far arrabbiare questo bestione

Crafting Looting e levelling

In aiuto per salvaguardare la nostra incolumità personale arrivano varie bocche da fuoco e armi corpo a corpo, le prime, nel caso non le trovassimo direttamente intere, potranno essere craftate dopo aver trovato tutti i pezzi che le compongono. Il sistema di loot è di quanto più semplice ci si aspetti: oltre a quello classico dei mob, si potranno trovare oggetti utili alla nostra sopravvivenza in determinati spot evidenziati da una leggera aura luminosa, questi potranno essere mucchi di rifiuti, armadi, distributori e così via, una volta “razziati” impiegheranno un periodo di tempo casuale prima di poter essere nuovamente saccheggiabili. A dare un ulteriore componente ruolistico ci pensano gli skill points, spendibili ad ogni livello acquisito in un semplice skill tree lineare.

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Sopravvivono i più forti

Cercate di non affezionarvi troppo al vostro personaggio, perché, ad ogni morte si ricomincerà dal livello 1 e senza nessun oggetto precedentemente trovato, e morire è facile, molto facile. Questa è senza dubbio la meccanica che ha maggiormente colpito, nella versione definitiva forse verrà aggiunta una modalità meno hardcore, ma per il momento questa è l’unica disponibile, perciò siete avvisati… A rendere la vita del sopravvissuto ancora più travagliata ci pensa il livello di nutrizione, in basso a destra, a fianco all’indicatore di stamina, sarà infatti rappresentato graficamente il nostro valore di “fame” che scende inesorabilmente col trascorrere del tempo. Mantenere tale livello al massimo, o almeno sopra il 75%, determina un auto-rigenerazione della salute nel caso fossimo feriti, anche se ad un tasso particolarmente basso, per curare le ferite più grosse sarà necessario utilizzare kit medici o bende, in modo da ottenere un boost alla salute istantaneo.
Una delle meccaniche che ha lasciato più perplessi è probabilmente l’attacco dei Nether alle safe zone, durante questi assedi, le basi che dovrebbero darci la sicurezza più assoluta diventano improvvisamente il punto più pericoloso della mappa, venendo letteralmente invase da orde pressoché infinite di mostri famelici, probabilmente gli sviluppatori volevano dare la sensazione al player di non essere mai in situazioni di totale incolumità, con questa trovata ci sono sicuramente riusciti.

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Come è lecito aspettarsi da un titolo in accesso anticipato, cioè ad uno stadio di beta, il bug non mancano, ma forse la quantità e la qualità di quelli presenti è comunque inaspettata. Il più grave è probabilmente quello della telecamera: ruotando il mouse non sposteremo solo l’ angolo di visuale, ma il punto di osservazione stesso, che gira attorno ad un perno invisibile, una pochezza facilmente correggibile ma che non ci saremmo mai aspettati di vedere nemmeno in una alpha. Altri errori minori sono superfici non solide di alberi e altri oggetti come sedie, casse, tavolini, un bug che tutto sommato non disturba ma anzi rende le fughe dai nemici più semplici, più fastidioso è invece notare che moltissimi oggetti, come vetture distrutte e il loot, sono sospese dal terreno di qualche centimetro. A far storcere il naso ci sono poi delle scelte di design: in una città distrutta da chissà quale cataclisma da mesi e mesi, persistono ancora accese numerose luci di automobili e insegne, questo è inspiegabile, il totale blackout dovrebbe sopraggiungere poche ore dopo una tale catastrofe. L’ambiente in molte zone ha bisogno di un restyling deciso: attualmente gli interni delle abitazioni mostrano un arredamento poco vario e la progettazione urbanistica delle città è irrealistica, sono piccoli dettagli che minano, però, all’immersione e al realismo dell’ambientazione.

Un esempio di superficie non solida

Un esempio di superficie non solida

La grafica di per se fa il suo lavoro in modo soddisfacente, del tutto ingiustificata è invece la pesantezza del gioco, che anche con un PC di fascia media darà notevoli problemi di frame-rate, anche disabilitando vari effetti come motion blur ed effetti di luce.
In finale, Nether è senza dubbio un prodotto da tenere d’occhio, lo stato attuale lo rende ancora troppo acerbo per un’esperienza di gioco completa, ma gli aggiornamenti sono costanti a e questo ritmo tra pochi mesi probabilmente avremmo un titolo completo e totalmente godibile.

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