
A qualche mese dal suo debutto, è tempo di tirare le somme sull’attesissimo Intel Core Ultra 9 285K. Questo processore non è un semplice aggiornamento, ma una vera e propria rivoluzione per Intel: un nuovo nome che manda in pensione la serie “i9”, una nuova architettura a “tasselli” e la promessa di un’efficienza energetica finalmente competitiva. Ma le prestazioni, soprattutto nei videogiochi, sono state all’altezza delle enormi aspettative? In questa recensione completa, analizziamo a fondo luci e ombre del nuovo top di gamma di casa Intel, per scoprire se la scommessa è stata vinta e se vale davvero l’investimento.
Intel Core Ultra – Quali sono le novità?

La serie Intel Core Ultra 200, con il Core Ultra 9 285K a fare da capofila, segna un radicale cambio di rotta nell’approccio architetturale di Intel. Per la prima volta su desktop, viene abbandonato il design monolitico per abbracciare un’architettura modulare a chiplet, o “tile”. Questa strategia consente di ottimizzare la produzione utilizzando i migliori nodi per ogni componente specifico. Il processore è infatti un assemblaggio di quattro “tasselli” indipendenti:
- Compute Tile: Il cuore del sistema, prodotto con il processo a 3nm di TSMC, che ospita gli 8 P-Core e i 16 E-Core.
- Graphics Tile (5nm): Contiene la GPU integrata basata su architettura Xe-LPG.
- SoC Tile (6nm): Gestisce i controller di memoria e PCIe, oltre alla NPU.
- Base Tile: Un interposer attivo che collega tutti i tile tra loro ad alta velocità tramite la tecnologia Foveros.

Una delle scelte più audaci e discusse è stata l’eliminazione dell’Hyper-Threading dai P-Core (Performance-core). Questa decisione è stata presa per migliorare l’efficienza energetica e ottimizzare l’area del die. A compensare questa mancanza, troviamo i nuovi P-Core Lion Cove, che offrono un incremento di IPC (istruzioni per ciclo di clock) del 9% rispetto alla generazione precedente, e soprattutto i nuovi E-Core Skymont, che compiono un salto evolutivo impressionante con un +32% di IPC rispetto ai core Gracemont, diventando cruciali per le prestazioni multi-thread.
Le frequenze operative del Core Ultra 9 285K sono di tutto rispetto: i P-Core partono da una base di 3.7 GHz per arrivare fino a 5.7 GHz in boost, mentre i 16 E-Core operano tra 3.2 GHz e 4.6 GHz. La gestione di questa complessa architettura ibrida è affidata al Thread Director di terza generazione, un scheduler hardware evoluto che ha il compito di assegnare i carichi di lavoro al tipo di core più adatto.
Socket LGA1851

Il nuovo socket LGA1851 mantiene la piena compatibilità con i dissipatori progettati per LGA1700, grazie a dimensioni e altezza (Z-Height) identiche. Tuttavia, i suoi 151 pin aggiuntivi lo rendono una piattaforma completamente nuova e incompatibile con i processori delle generazioni precedenti. Questa evoluzione è stata necessaria per supportare le nuove funzionalità, prima fra tutte l’aumento delle linee PCIe Gen 5 a 20. Finalmente è possibile installare un SSD NVMe Gen 5 ad altissima velocità su uno slot M.2 dedicato (x4) senza sottrarre banda alla scheda video, che mantiene la sua interfaccia x16 completa.
Le schede madri di fascia alta introducono anche un nuovo meccanismo di ritenzione a carico ridotto (RL-ILM), che diminuisce la pressione sul processore, agevolando l’installazione di dissipatori molto pesanti, compresi quelli per l’overclock estremo con azoto liquido.
Architettura nel Dettaglio
Con i suoi P-Core Lion Cove e gli E-Core Skymont disposti in file alternate. Questa configurazione migliora la distribuzione del calore sotto carico e riduce la latenza quando un thread si sposta tra i diversi tipi di core.

I core Lion Cove presentano un front-end riprogettato, un blocco di previsione delle diramazioni 8 volte più grande e l’introduzione dei “nano-ops” per ottimizzare l’esecuzione di operazioni simili. Una novità interessante riguarda il sottosistema cache: la L1D è ora una “L0 D-cache” da 48 KB che si riversa in una L1 D-cache più grande da 192 KB, prima di raggiungere la L2 da 3 MB per core.
Gli E-Core Skymont rappresentano il vero balzo in avanti. Oltre all’impressionante aumento di IPC, ogni cluster di 4 core condivide una cache L2 da 4 MB con larghezza di banda raddoppiata. Il motore “out-of-order” è stato potenziato con una finestra di esecuzione di 416 entry (contro le 256 precedenti), permettendo al core di processare un numero molto maggiore di istruzioni in parallelo.
Nuova Piattaforma Z890 e Memorie DDR5

La piattaforma basata sul chipset Z890 è un ecosistema completamente modernizzato. Oltre alle 20 linee PCIe 5.0 della CPU, il chipset offre ben 24 linee PCIe 4.0, un upgrade sostanziale rispetto al Z790. La connettività è al vertice, con supporto fino a cinque porte USB 3.2 a 20 Gbps, dieci a 10 Gbps e dieci a 5 Gbps.
Con Arrow Lake, Intel dice addio definitivo alla memoria DDR4. La nuova piattaforma supporta esclusivamente DDR5, con un controller di seconda generazione ottimizzato per il parallelismo dei sub-canali. Il supporto nativo parte da JEDEC DDR5-6400, ma lo “sweet spot” per l’overclock si attesta oltre i DDR5-8000, con il supporto ai nuovi moduli CUDIMM che, grazie a un driver di clock integrato, migliorano l’integrità del segnale per raggiungere frequenze ancora più elevate. Infine, l’architettura di sicurezza è stata rivista con tre motori hardware dedicati, per una maggiore protezione a livello di silicio e la piena conformità con gli standard Microsoft Secured Core.
Specifiche Tecniche dell’Intel Core Ultra 9 285K

Modello | Core/Thread | Frequenza Boost (P/E) | Cache L3 | TDP (Turbo) | Architettura | Processo | Socket |
Intel Core Ultra 9 285K | 8+16 / 24 | 5.7 / 4.6 GHz | 36 MB | 250W | Arrow Lake | 3 nm | LGA 1851 |
Intel Core i9-14900K | 8+16 / 32 | 6.0 / 4.4 GHz | 36 MB | 250W | Raptor Lake | 10 nm | LGA 1700 |
AMD Ryzen 9 9950X | 16 / 32 | 5.7 GHz | 64 MB | 170W | Zen 5 | 4 nm | AM5 |
AMD Ryzen 7 9800X3D | 8 / 16 | 5.2 GHz | 96 MB | 120W | Zen 5 X3D | 4 nm | AM5 |
L’Intel Core Ultra 9 285K si posiziona come il modello di punta della nuova generazione Arrow Lake, progettato per offrire le massime prestazioni nel segmento desktop consumer. Il processore è dotato di una configurazione a 24 core, suddivisi in 8 P-Core Lion Cove ad alte prestazioni e 16 E-Core Skymont ad alta efficienza. A causa dell’abbandono dell’Hyper-Threading, il totale dei thread corrisponde al numero di core fisici, ovvero 24 thread.
I P-Core Lion Cove operano a una frequenza base di 3.7 GHz, con un boost massimo che può raggiungere i 5.7 GHz in condizioni ottimali grazie a tecnologie come Thermal Velocity Boost. Ogni P-Core è equipaggiato con ben 3 MB di cache L2 dedicata. I 16 E-Core Skymont, organizzati in quattro cluster da 4 core ciascuno, lavorano a 3.2 GHz di base con un boost di 4.6 GHz, e ogni cluster condivide 4 MB di cache L2. L’intera CPU beneficia di una generosa cache L3 condivisa di 36 MB. Sebbene questi numeri lo posizionino al vertice dell’offerta Intel, il mercato si è dimostrato più agguerrito che mai, soprattutto con l’arrivo di nuovi concorrenti specializzati.
Sul fronte grafico, il 285K integra una GPU Intel Xe-LPG con 4 Xe-core (pari a 64 Execution Unit o 512 shader), capace di raggiungere una frequenza di 2.00 GHz. Questa iGPU supporta pienamente le API DirectX 12 Ultimate, includendo unità dedicate per il ray tracing hardware. Per gli utenti che dispongono già di una scheda video dedicata e non necessitano della grafica integrata, Intel rende disponibile anche la variante 285KF.
Il TDP (Turbo Power) del processore è fissato a 250W, un valore identico a quello del suo predecessore, ma che, grazie alla maggiore efficienza della nuova architettura, dovrebbe tradursi in temperature di esercizio più contenute.
Per quanto riguarda la memoria, il Core Ultra 9 285K supporta esclusivamente RAM DDR5 dual-channel fino a 192 GB. Il supporto nativo JEDEC è per DDR5-6400, ma Intel indica DDR5-8000 come lo “sweet spot” per l’overclock, con la piattaforma che promette di superare i 10.000 MT/s con i futuri moduli CUDIMM.

Una novità importante è l’integrazione di un NPU (Neural Processing Unit) di 3ª generazione, che offre 13 TOPS di prestazioni AI. Sebbene non raggiunga i 40 TOPS necessari per soddisfare i requisiti Microsoft Copilot+, questa unità è sufficiente per accelerare numerosi carichi di lavoro AI leggeri direttamente sul dispositivo.
Benchmark
Il nostro sistema da test utilizza una versione pulita di Windows 11 appena installata su SSD. Windows, videogiochi e i programmi da benchmark sono aggiornati all’ultima versione. Dove possibile i benchmark sono svolti almeno tre volte. Tutti i risultati sono registrati con MSI Afterburner e i consumi del sistema vengono misurati tramite Wattmetro. I videogiochi utilizzano impostazioni Ultra, con AA massimo o 2x, no DLSS o altre tecnologie di upscaling.
Piattaforma
Noctua NH-D15S
ASUS Prime Z890 P-Wifi
Kingston Fury Beast DDR5 RGB 32GB (2x16GB) 5200MT/s
Sabrent Rocket 4 Plus 2TB
Corsair RM1000X Shift
NVIDIA RTX 4080
ASUS ROG STRIX B650-A GAMING WIFI per la piattaforma AMD Ryzen
Benchmark: Prestazioni tra Luci e Ombre
Per mettere alla prova il nuovo Core Ultra 9 285K, lo abbiamo confrontato direttamente con il suo predecessore, l’Intel Core i9-14900K, e con i due principali avversari di casa AMD: il re della produttività Ryzen 9 9950X e il nuovo campione del gaming, il Ryzen 7 9800X3D.
Benchmark | Intel Core Ultra 9 285K | Intel Core i9-14900K | AMD Ryzen 9 9950X | AMD Ryzen 7 9800X3D |
Cinebench R23 Multi | 43.150 | 36.890 | 41.200 | 23.345 |
Cinebench R23 Single | 2.380 | 2.300 | 2.250 | 2.070 |
Blender 4.0 | 82 s | 96 s | 86 s | 165 s |
Baldur’s Gate 3 (1080p) | 145 fps | 152 fps | 148 fps | 172 fps |
Consumi in Gaming | 95 W | 149 W | 115 W | 105 W |
Prestazioni in Produttività
Nei carichi di lavoro multi-core, il Core Ultra 9 285K mostra un risultato impressionante: nonostante abbia 8 thread in meno rispetto al suo predecessore a causa della rimozione dell’Hyper-Threading, non solo surclassa il suo predecessore di quasi il 17%, ma riesce a battere anche il diretto concorrente AMD Ryzen 9 9950X. Questo è un chiaro segno dell’efficacia dei nuovi E-Core Skymont e del miglioramento IPC dei P-Core Lion Cove. Tuttavia, il Ryzen 9 9950X di AMD, con i suoi 16 core Zen 5 ad alte prestazioni, mantiene un leggero vantaggio in alcuni ambiti specifici, confermandosi il leader in questo segmento. Il Ryzen 7 9800X3D, con i suoi 8 core, rimane prevedibilmente indietro in questi test.
Prestazioni in Gaming
Se in produttività il 285K è un campione, l’ambito gaming racconta una storia diversa e meno entusiasmante. Come mostrano i dati su Baldur’s Gate 3, il nuovo processore Intel fa registrare prestazioni inferiori non solo al suo predecessore, il 14900K, ma anche al Ryzen 9 9950X. Il confronto diventa impietoso contro il Ryzen 7 9800X3D, la cui enorme cache 3D V-Cache lo proietta in una categoria a parte, confermandolo come il re indiscusso del gaming. Per i giocatori puri, questo rappresenta un inaspettato passo indietro da parte di Intel.
Consumi ed Efficienza Energetica
Se le prestazioni gaming non entusiasmano, è sul fronte dell’efficienza energetica che il Core Ultra 9 285K mostra i muscoli e il vero punto di svolta. Con un consumo medio in gaming di soli 95W, segna una riduzione di oltre il 35% rispetto ai quasi 150W del 14900K. Questo straordinario miglioramento, frutto del nuovo processo produttivo a 3 nm e dell’architettura, rende il processore molto più facile da raffreddare e meno esigente in termini di alimentazione, ma come ogni processore top di gamma richiede in ogni caso un dissipatore di alto livello.
Conclusioni
L’Intel Core Ultra 9 285K è un processore a due facce che segna un punto di svolta per Intel, nel bene e nel male. Da un lato, assistiamo a un trionfo ingegneristico: le prestazioni in produttività sono talmente elevate da detronizzare non solo il suo predecessore, ma anche la concorrenza diretta.
Grazie all’incredibile spinta dei nuovi E-Core Skymont e all’efficienza dei P-Core Lion Cove, questo processore si impone come la nuova scelta di riferimento nei carichi di lavoro più intensi. Per chi usa il PC per creare, renderizzare e compilare, la combinazione di potenza bruta e prestazioni single-core al vertice ne fa una delle opzioni migliori sul mercato.

Anche l’efficienza energetica non è da meno. La drastica riduzione dei consumi, con quasi 50W in meno rispetto al 14900K durante il gaming, è il più grande successo di questa generazione.
Tuttavia, quando si parla di gaming, il Core Ultra 9 285K delude le aspettative, risultando spesso più lento del suo predecessore. Il divario con AMD Ryzen 7 9800X3D è tale da porlo fuori competizione per chi cerca il massimo degli FPS.
Con un prezzo di circa 550 euro, a cui si aggiunge l’inevitabile costo di una nuova scheda madre LGA1851, l’investimento diventa significativo. Sebbene i nostri benchmark lo incoronino come il leader in molte applicazioni professionali, superando di misura il rivale Ryzen 9 9950X, la scelta non è così scontata. AMD, infatti, offre prestazioni estremamente competitive su una piattaforma AM5 ormai matura e spesso più accessibile.
Intel Core Ultra 9 285K
In definitiva, il 285K è un processore tecnologicamente avanzato ma per chi costruisce un PC con l’obiettivo di ottenere il massimo delle prestazioni nel gaming, l’investimento non è giustificabile, dato un mercato ricco di alternative con un rapporto prezzo/prestazioni decisamente migliore.
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