
Nuove indiscrezioni velerebbero in anteprima la prossima generazione di GPU di casa AMD. Le immagini, emerse online, delineano un’architettura estremamente versatile e scalabile, nota con il nome di UDNA o RDNA 5, che promette un significativo balzo prestazionale rispetto all’attuale generazione.
Al centro di queste speculazioni c’è un’ammiraglia potenziale, un chip grafico che potrebbe integrare ben 96 Compute Units (CU). Si tratterebbe di un incremento di oltre il 50% rispetto al modello di punta della serie RDNA 4, suggerendo un livello di performance in grado di competere ai massimi livelli del mercato. L’architettura modulare mostrata nei diagrammi si basa sulla ripetizione di “shader engine” e “shader array”, che vengono poi assemblati in configurazioni di diverse dimensioni per coprire varie fasce di mercato.

Quattro Configurazioni per Dominare il Mercato
I leak suggeriscono l’esistenza di almeno quattro diverse dimensioni di die, provvisoriamente chiamati AT0, AT2, AT3 e AT4, indicando la volontà di AMD di presentare una gamma di prodotti molto più ampia rispetto al passato.
- AT0: Il modello di punta con 96 CU, 16 shader engine e un’interfaccia di memoria a 512-bit, supportata da 16 controller di memoria. Si vocifera anche di una cache on-die, la Infinity Cache, di dimensioni molto generose.
- AT2: Una soluzione di fascia medio-alta con 40 CU e un bus di memoria a 192-bit.
- AT3 e AT4: Le varianti di fascia più bassa, rispettivamente da 24 e 12 CU, pensate per il mercato mainstream e entry-level.
Un dettaglio interessante riguarda il chip AT3, che sembra avere più controller di memoria rispetto al più potente AT2. Questa apparente anomalia potrebbe indicare l’uso di memorie diverse a seconda del modello, come le LPDDR5X, per ottimizzare i costi e l’efficienza sui prodotti di fascia inferiore. È importante sottolineare che tutte queste informazioni non sono ufficiali; le specifiche finali potrebbero cambiare prima del lancio ufficiale, poiché non ci sono prove che i chip siano già entrati nella fase di produzione finale.
Fonte: : Kepler_L2 via Techpowerup
