In che direzione sta andando il gaming

Vi ricordate trent’anni fa quando le prime console entravano nelle nostre case? Vi ricordate le sfide con gli amici in sala giochi, con i primi arcade e i giochi tutti pixellati? Probabilmente molti di voi ne hanno ancora ricordo, anche se ora siamo invasi da giochi dalla qualità grafica eccellente e un gameplay da capogiro. Siamo anche invasi da giochi flash e mobile, rapidi, semplici, per passare il tempo tra un impegno e l’altro. Non più solo nerd e appassionati, ma anche gente comune che per distrarsi sceglie il mondo ludico e tecnologico. E dunque la domanda che ci facciamo è questa: in che direzione sta andando il gaming?

Sicuramente sta prendendo una piega globale. Il mondo è sempre più connesso e così lo sono i giochi. Basti pensare alle ultime novità, annunciate all’inizio dell’anno: Stadia di Google, una piattaforma digitale per il cloud gaming, ovvero lo streaming dei videogiochi, con cui sarà possibile giocare disponendo solo di un dispositivo e di una connessione (sarà possibile far girare il gioco anche a partire da un video YouTube). Anche la nuova Xbox One S Digital Edition prevede l’eliminazione di disco, permettendo il gioco online. Certo, per supportare i giochi con più definizione e gameplay complesso occorre una connessione a banda larga, con un ping molto basso, o, se non altro, riuscire a stabilizzare la rete, magari attraverso una connessione VPN.

In che direzione sta andando il gaming

Un gioco online aperto a tutti dunque, anche ai semplici appassionati e non solo ai videogiocatori più o meno professionisti. Questo cambiamento è avvenuto soprattutto con l’avvento dei dispositivi mobili, gli smartphone, che hanno non solo permesso a tutti di poter giocare ma anche registrato guadagni da capogiro e hanno permesso lo sviluppo di app dedicate a gamer: per condividere trucchi, per guardare gli altri gamer giocare…

Se da una parte la tecnologia spinge sempre di più alla perfezione grafica e potenza di processori e meccanismi di gioco, dall’altra abbiamo un ritorno in auge dei classici videogiochi che hanno segnato la storia delle prime console. La passione per il retrogaming infatti è esplosa negli ultimi anni e molti si buttano alla ricerca di vecchie cassette e console. Ma il retrogaming ha incontrato anche il cloud gaming e dunque è venuto alla luce il progetto Antstream che si definisce il Netflix dei videogiochi: vecchi titoli, 8-bit e classici dimenticati fanno tutti parte del catalogo di questa piattaforma attualmente in fase di crowdfunding.

Insomma guardando a ciò che sta succedendo nel mondo dei videogiochi si può immaginare un gaming sempre più connesso, sempre più veloce e sempre più aperto al mondo intero.

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