È difficile immaginare come sarebbero gli sparatutto per console, senza l’influenza dei giochi ispirati a James Bond. Nel 1997 il gioco GoldenEye 007, su Nintendo 64, cambiò completamente il modo di giocare gli sparatutto offrendo un’esperienza frenetica e intensa che, fino a quel momento, solo i giochi per PC come Doom potevano fornire.

Dopo più di vent’anni, i fan del genere stanno ancora godendo degli innovativi meccanismi di GoldenEye 007. I popolari Call of Duty, Battlefield e Halo basano le loro meccaniche di gioco su quel titolo. I giochi su James Bond sono però scomparsi dal 2013 e nessuno possiede più la licenza per fare il prossimo 007.

Perché Bond non è più un punto fermo degli sparatutto in console? Per rispondere a questa domanda, bisogna tenere traccia di come si sono evoluti il franchising e l’industria e, soprattutto, i motivi per cui non c’è più posto per James Bond nel settore dei videogiochi.

Commodore 64 e le prime console Atari

Il primo gioco su 007 è stato Shaken but Not Stirred, un’avventura testuale sviluppata e pubblicata nel 1982 per la ZX Spectrum: a quei tempi non bisognava nemmeno munirsi dei migliori joypads per godersi un gioco. La maggior parte dei giochi di Bond degli anni ’80 erano in realtà blandi adattamenti dei film dell’epoca. Altri titoli degli anni ’80 e ’90 includono due giochi basati sul film di Roger Moore: A View to a Kill, un’avventura testuale basata su Goldfinger, lo strano Operazione Stealth, che vedeva Bond lavorare per la CIA e anche un’avventura con protagonista il nipote di Bond, James Bond Jr.

Sarebbe stato difficile immaginare nell’era della Nintendo 64 che i giochi di James Bond un giorno sarebbero stati fuori moda, grazie alla modalità multigiocatore a schermo condiviso e dal ritmo incalzante che coinvolgeva fino a quattro giocatori in diversi tipi di deathmatch. GamePro ha classificato GoldenEye 007 come il nono più importante videogioco di tutti i tempi proprio per quella modalità multiplayer che cambiò la storia delle console.

L’era EA dei giochi di James Bond

Quando Electronic Arts rilevò la licenza per 007 nel 1999 decise di creare un’intera linea di giochi. La prima offerta fu Tomorrow Never Dies, basato sul film omonimo. Rispetto a GoldenEye 007 era uno sparatutto in terza persona e non presentava modalità multiplayer.

EA proseguì con The World Is Not Enough del 2000, uno sparatutto che seguiva la formula GoldenEye 007 più da vicino. Seguirono tre giochi con storie originali: Agent Under Fire, Nightfire e Everything or Nothing, uno dei giochi di Bond più avvincenti e fedeli mai creati.

L’epoca di Activision

Nel 2006 la Activision acquistò la licenza per lo sviluppo di un videogioco ispirato a James Bond che vide la luce nel 2008 dopo l’uscita del nuovo capitolo della saga, Quantum of Solace, unendo la storia con il precedente Casino Royale. La celebre passione per i casinò da parte dell’agente, che contribuì a rendere famoso il gioco del baccarat a livello mondiale, è ben rappresentata anche nelle scene di questo sparatutto.

Seguirono altri titoli: Blood Stone, sparatutto in terza persona e 007 Legends, una compilation di giochi con storie da sei film di James Bond. Nessuno di questi giochi fu accolto bene dalla critica e Activision mollò la licenza nel 2013: da allora nessuno l’ha più raccolta.

La fine di un’era

Le scarse vendite di 007 Legends potrebbero non essere dovute solo alla qualità del gioco, ma indicative di come il settore stesse cambiando. C’è stato un tempo in cui tutte le principali serie di successo di Hollywood avrebbero generato un gioco o due, ma nel corso degli anni questo genere si è guadagnato una cattiva reputazione. Ad eccezione della serie Batman: Arkham, dei giochi di Star Wars, della linea di giochi d’avventura Telltale e dei titoli LEGO, non ci furono più grandi giochi del genere sul mercato.

Negli ultimi anni, l’industria ha iniziato ad allontanarsi dai giochi single-player lineari, che hanno una longevità minore, e dai multiplayer deathmatch. Giochi come Overwatch, Paladins, Fortnite e PlayerUnknown’s Battlegrounds hanno cambiato il modo in cui i giocatori si sparano l’un l’altro online.

Anche se i giochi di battaglia sono di moda, ciò non significa che ci siano infinite opportunità di capitalizzare su certe tendenze. Il fatto è che, anche se 007 adattasse il suo multiplayer per l’età moderna, oramai potrebbe essere troppo tardi per unirsi al party.

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